Progettazione e Architettura

Thun, l'impianto rifiuti è una lanterna

Brunella Giugliano e Paola Pierotti

La competizione è stata aggiudicata alla cordata guidata da Daneco in partnership con lo studio dell'architetto milanese


Di giorno sarà una serra e di notte una lampada. È questo il concept del nuovo termovalorizzatore di Salerno disegnato dallo studio Matteo Thun per conto della ditta Daneco Impianti, capogruppo della cordata che ha vinto la gara indetta dalla Provincia di Salerno per costruire il nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti.
IL PROGETTO DI THUN
«Il nuovo impianto è stato studiato per integrarsi adeguatamente nel paesaggio agricolo circostante – spiegano dalla Provincia –. L'edificio sarà rivestito da una pelle trasparente, quasi opacizzata; particolare attenzione è stata data anche alla progettazione del paesaggio naturale circostante».
La soluzione progettuale che valorizza il contesto naturale è stata preferita a quella sviluppata dalla seconda cordata in gara, più vicina al tema industriale e attenta a recuperare un rapporto con il vicino cementificio.
Secondo le previsioni della Provincia, proprietaria dell'area, i lavori potrebbero iniziare a settembre e l'impianto – il cui costo è stato ipotizzato in 284 milioni – dovrebbe essere inaugurato entro tre anni. Un'aggiudicazione che si inserisce però in un acceso dibattito politico tra Comune e Provincia di Salerno sulle competenze in tema di rifiuti.
LA COMPETIZIONE
Ad aggiudicarsi l'appalto per la costruzione dell'inceneritore è stata quindi la ditta Daneco Impianti Srl in Ati con Acmar Scpa e Rcm Costruzioni Srl. La loro proposta ha totalizzato un punteggio di 90,815 (di cui 60 per l'offerta tecnica e 30,815 per quella economica), oltre sei punti in più dell'offerta della diretta concorrente, l'Ati formata da De Vizia Transfer e Lombardi Srl. L'arma vincente della cordata è stata l'offerta tecnica, cioè la progettazione esecutiva e la tecnologia proposta.
Ma per il termovalorizzatore di Salerno è in corso uno scontro tra Provincia e Comune. Mentre il presidente, Edmondo Cirielli, annuncia l'avvenuta aggiudicazione dell'appalto per costruire l'impianto, il sindaco, Vincenzo De Luca, denuncia la mancanza di compatibilità urbanistica dell'area in cui dovrebbe sorgere l'inceneritore, annunciando che tutti gli atti saranno trasferiti alle procure della Repubblica di Napoli e di Salerno.
COMUNE CONTRO PROVINCIA
La querelle, in realtà, ha origini lontane. Il primo cittadino, infatti, che nel gennaio 2008 aveva ottenuto dal Governo i poteri commissariali per la realizzazione e gestione di un inceneritore in città, aveva già pubblicato un suo bando nel febbraio 2008. Ma dopo diversi mesi, trascorsi in attesa che il Governo stabilisse se estendere all'impianto salernitano le agevolazioni statali previste dal Cip 6, nell'aprile 2009 viene bocciata l'offerta presentata dall'unica cordata che aveva partecipato all'appalto, composta da De Vizia, Cnim e Cogeco. Quest'ultima, inoltre, ha richiesto un risarcimento danni di 54,2 milioni.
Poi, i poteri commissariali sono stati revocati con la legge 26 del 2010 e trasferiti alla Provincia. Ora De Luca non ci sta: vuole che il Comune entri nella società che gestirà l'impianto e partecipare all'operazione. Ma la Provincia si oppone. Così, contestualmente all'emanazione dell'appalto del novembre scorso, la Giunta comunale ha pubblicato la variante urbanistica per i 190mila metri quadrati di Cupa Siglia destinati a ospitarlo, che passano da area industriale ad area artigianale. L'atto è stato approvato dal Consiglio comunale a dicembre 2010. A questo punto, però, la variante dovrà avere il via libera proprio dalla Provincia (in base alla legge regionale 16/2004) e in quella sede il provvedimento sarà sicuramente bocciato. Ma il sindaco contesta anche la capacità dell'impianto che, a suo giudizio, non può garantire il conferimento di 300mila tonnellate annue di rifiuti come prevede il bando di gara. Ciò che è certo è che la costruzione del termovalorizzatore, che dovrebbe richiedere tre anni, rischia di impantanarsi in un mare di carte bollate.
GLI ALTRI INCENERITORI
Non meno travagliata la storia di altri impianti. Nel gennaio 2005 il gruppo Falck annuncia di avere ingaggiato Paul Tange (figlio di Kenzo) per disegnare ben tre impianti in Sicilia (Palermo, Agrigento e Siracusa), ma l'iniziativa finisce in un contenzioso. Più fortunati gli impianti nelle città del Nord Italia. A Torino, l'inceneritore del Gerbido – design firmato Bertone – è in realizzazione. Ad aprile scorso è stato completato il camino di 120 metri ed entro l'anno si stima di arrivare al 60% dell'opera. Procede anche il termovalorizzatore di Bolzano, firmato dallo studio Cleaa, partito due anni e mezzo fa.


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