Progettazione e Architettura

Roma, risorse finite per la Città dello sport firmata Calatrava

Giulia Del Re

Completata solo una delle due strutture metalliche del maxi-impianto sportivo (a cui mancano però le vetrate). Servono ancora 408 milioni. In 7 anni i costi sono cresciuti di cinque volte

Rischia di essere la più grande opera incompiuta a Roma. Dopo anni di allarmi sulla mancanza di risorse e ipotesi di cambiamento del progetto per rendere meno onerosa la sua realizzazione, il cantiere della Città dello sport di Santiago Calatrava si è fermato. Stop ai lavori dal 30 giugno: i soldi sono finiti. Così, il grande polo sportivo che doveva nascere nell'area di Tor Vergata resta un'opera realizzata nemmeno a metà: una delle due vele previste dall'architetto spagnolo è stata innalzata con l'acciaio, ma manca la copertura in vetro. Restano da costruire l'altra vela alta 67 metri e da rifinire le opere interne.
Già l'anno scorso in primavera, il sindaco Gianni Alemanno, visitando il cantiere con Calatrava, aveva fatto sapere che mancavano 400 milioni per ultimarlo (su un totale di 608). Dopo quell'incontro, dal Campidoglio sono arrivati una decina di milioni di euro per dare una boccata di ossigeno al cantiere. I lavori sono proseguiti a ritmi lentissimi fino a quando – senza più un euro in cassa – la realizzazione della Città dello sport si è fermata. E ora è appeso a un filo il destino di questo avveniristico progetto per cui servono complessivamente 8mila tonnellate di acciaio (più della torre Eiffel che ne ha 7mila) e 40mila metri quadrati di vetro a doppia copertura (interna ed esterna) delle vele. Devono essere trovati 400 milioni di euro, ma al momento non sembrano esserci possibili finanziatori: il Campidoglio è attanagliato da un debito di 12 miliardi, l'Università di Tor Vergata non ha mai avuto la possibilità economica di accendere il mutuo da 60 milioni a sostegno della realizzazione della Città dello sport di cui si era parlato ancor prima dell'apertura del cantiere. E neanche il Governo sembra avere risorse da mettere a disposizione di quest'opera: una decina di giorni fa il Cipe e la Regione Lazio hanno firmato un accordo per ultimare alcune opere strategiche impegnandosi a reperire 7 miliardi di euro nel prossimo biennio. Nell'elenco delle opere strategiche per il Lazio, però, la Città dello sport non figura. L'unica speranza resta quella che Roma possa essere sede delle Olimpiadi nel 2020. In questo caso, il progetto di Calatrava potrebbe essere ripreso seriamente in considerazione. Ma sui Giochi olimpici – ai quali peraltro è candidata anche Tokyo, recentemente vittima di un potente terremoto e quindi potenzialmente favorita in questa sfida – non c'è ancora alcuna certezza. Sulla Città dello sport, quindi, resta un grande punto interrogativo. Per ora, l'unica certezza è che il costo dell'opera negli anni è esploso: dai 120 milioni stimati nel 2004, l'importo totale, nel 2007, è schizzato a 300 milioni. Nel 2008, appena insediata la giunta Alemanno, il costo è salito a 500 milioni e, l'anno scorso, è arrivato a 608 milioni. Finora ne sono stati spesi 200, il resto è da trovare.


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