Progettazione e Architettura

«Ribassi fuori controllo, Ordine
senza strumenti: mi dimetto»

Mauro Salerno

Altro che isola felice. Sarà pure in pieno boom da incarichi pubblici (20 milioni nei primi cinque mesi dell'anno, già superati i 19,3 contati nell'intero 2010), ma il mercato della progettazione in Valle d'Aosta rischia il tilt per eccesso di ribassi. L'allarme lo lancia la presidente dell'Ordine regionale degli architetti, Daria Cini. Con un'iniziativa schoc. Una lettera aperta in cui annuncia le proprie dimissioni. «Non sono più capace – scrive nella lettera – di dare valore e difendere una categoria che non crede più in ciò che fa». Motivo? Sono due le denunce della Cini, in uno scenario di mercato talmente bersagliato da una guerra dei prezzi tra professionisti che ha portato a toccare il ribasso record dell'80,1% nella gara per il progetto di un parcheggio interrato da 7mila mq nel comune di Ayas.
Per prima cosa Cini pensa alla battaglia senza risultati per mettere a punto, assieme agli enti locali valdostani, un bando-tipo per l'assegnazione degli incarichi pubblici. «Sono anni che cerchiamo di trovare con le stazioni appaltanti della Valle d'Aosta regole condivise di affidamento degli incarichi – dice Cini –. I sindaci però, si guardano bene dall'accogliere queste richieste perché evidentemente hanno tutto l'interesse a mantenere in piedi questa situazione da giungla dei ribassi».
Un problema che in Valle d'Aosta, conferma la presidente, è ancora più sentito perché «mentre nel resto d'Italia i professionisti lavorano molto con i privati, da noi il mercato degli incarichi pubblici è diventato il settore di riferimento di molti colleghi». Anche l'entrata in vigore del regolamento del codice degli appalti che impone alle stazioni appaltanti di indicare nei bandi un tetto ai ribassi non sarebbe una soluzione. Al contrario, rischia di diventare un boomerang a causa della necessità di riferirsi ai prezzi di mercato per individuare il tetto massimo agli sconti. «È impossibile che il tetto venga fissato prendendo ad esempio solo il mercato valdostano dove i ribassi medi sono ormai del 60 per cento. Forse bisognerebbe prendere a riferimento il mercato italiano o meglio ancora quello europeo».
Cini chiede conto anche al Consiglio nazionale degli architetti, domandando strumenti utili a controllare che gli incarichi di progettazione assegnati a fronte di sconti record non vengano svolti con modalità capaci di ledere l'interesse pubblico. «Al Consiglio nazionale chiediamo di darci gli strumenti per poter controllare il comportamento dei nostri iscritti a tutela dell'interesse pubblico». Come? «Dandoci la possibilità di elaborare un "prezzario" dei costi di progettazione. In questo modo sarebbe possibile verificare con uno strumento oggettivo l'anomalia delle offerte, come accade per le imprese che partecipano al mercato dei lavori pubblici».
Rispondendo alla provocazione della presidente il consiglio dell'Ordine ha convocato un'assemblea straordinaria degli iscritti. Bandi-tipo con le amministrazioni locali e un lavoro sui costi della progettazione sono gli obiettivi minimi da raggiungere entro pochi mesi. Altrimenti? «Mi dimetto, davvero».


© RIPRODUZIONE RISERVATA