Progettazione e Architettura

La palma di Dubai ora
è il simbolo della crisi

Mila Fiordalisi

Sono stimati in oltre 90mila gli appartamenti in costruzione a rischio blocco per mancanza di fondi. Il Governo tenta di correre ai ripari

Favorire la ripresa del mercato immobiliare attraverso gli investimenti esteri: questo l'obiettivo che si è appena dato il Governo di Dubai. La situazione è critica: i fastosi progetti annunciati poco meno di quattro anni fa – il 2008 è considerato l'anno del boom per eccellenza – si sono tutti più o meno arenati. La crisi economica ha avuto ripercussioni enormi facendo crollare del 60% il valore di mercato degli immobili e svuotando le casse dei costruttori impegnati nei progetti di urbanizzazione dell'area, molti dei quali bloccati dallo stesso Governo-finanziatore. E proprio per cercare di risalire la china il Governo ha appena varato un piano di «recovery» che punta di qui al 2013 a dare nuovo slancio al mercato delle costruzioni: fra le misure adottate l'estensione del visto da sei mesi a tre anni per gli investitori esteri.
La sfida non sarà delle più semplici. La Real estate regulatory authority (Rera) nei giorni scorsi ha presentato un'approfondita indagine sullo stato delle realizzazioni: sui 450 progetti cantierizzati per l'inizio del 2009 solo 129 sono stati completati in linea con la roadmap e 300 sono a rischio di blocco o di rinvio (di questi 107 fanno capo al developer Nakheel, 42 a Dubai Properties e 9 a Dubai Silicon Oasis e Limitless). A marzo inoltre l'Authority ha annunciato che 90mila appartamenti in costruzione di qui ai prossimi cinque anni potrebbero non essere portati a termine per mancanza di fondi da parte dei costruttori.
Il progetto più in difficoltà è senza dubbio quello di Palm Jumeirah, il mastodontico complesso a forma di palma nelle acque di Dubai: i cantieri di numerose strutture marciano al ralenti, molti altri sono stati congelati e il valore di mercato delle strutture realizzate è letteralmente precipitato. Il costo per mq si aggira oggi intorno ai 176 dollari, il 70% in meno rispetto a metà 2008. In fondo alla classifica ci sono i cosiddetti appartamenti «C-types» da oltre 2.600 mq messi in vendita ad appena 450mila dollari. E le previsioni non sono affatto ottimiste: nel mese di maggio (dicono le rilevazioni di Deutsche Bank) il valore degli appartamenti è sceso di un ulteriore 1,2% rispetto al mese precedente e quello delle ville dell'1 per cento. Situazione drammatica per le strutture uso ufficio: secondo un recente rapporto di Global Investment House i prezzi di vendita sono scesi fra il 10 e il 12 per cento. La situazione ha provocato anche una serie di contenziosi legali: gli investitori del Golden Mile, uno dei complessi sull'isola, hanno chiesto l'immediata consegna degli appartamenti completati o la rescissione del contratto dopo un anno di battaglia nei confronti della proprietà (Souq Residence). E altre dispute sono in corso relativamente ai complessi in via di realizzazione sull'isola artificiale.
Buone notizie invece per un altro importante progetto, quello della Dubai Pearl, il complesso da 2 milioni di mq con residenze, uffici, hotel e attività commerciali, con vista sulla Palm Jumeirah progettato dai tedeschi Schweger Associated Architects. Nei giorni scorsi è stato annunciato il completamento delle fondazioni e dei primi piani della quarta torre. «Nonostante il difficile momento in cui versa il mercato immobiliare negli Emirati Arabi la domanda resta alta per le strutture realizzate in aree urbane strategiche – sottolinea Abdul Majeed Ismail Al Fahim, chairman di Pearl Dubai Fz Lcc –. Abbiamo continuato a costruire senza alcun rallentamento sulla roadmap e abbiamo già venduto 500 appartamenti che rappresentano il 95% delle unità che saranno disponibili al completamento della fase 1 nel 2013».


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