Progettazione e Architettura

Il monolite vetrato nasce dalla pineta

Massimo Frontera

È stato appena completato l'ampio polo residenziale firmato Byrne-Nunes, tra costa e parco

Un monolite di 80 metri rivestito completamente di lastre di vetro colorato, con sfumature che vanno dal verde all'azzurro. È questo il landmark del complesso "Merville casa nel parco", appena completato sul lido di Jesolo (Ve), che i promotori immobiliari – riuniti nella Cogetrev – hanno affidato al collaudato tandem lusitano Byrne-Nunes.
Si completa così un altro intervento di architettura di qualità, che vede sull'area di Jesolo un'alta concentrazione di firme, tra progetti realizzati (Richard Meier) e progetti ancora sulla carta (come per esempio il centro commerciale firmato da Zaha Hadid, di cui proprio a maggio è stato annunciato l'avvio del cantiere entro l'anno). Il contesto urbanistico è quello che discende dal masterplan del 1997, redatto da Kenzo Tange, successivamente rivisitato e aggiornato dall'amministrazione comunale. L'area è quella più delicata, praticamente sul mare e profondamente inserita nella pineta di Jesolo. L'intervento è anche l'unico progetto relativo alla zona pineta che abbia concluso il suo iter amministrativo urbanistico ed edilizio. La procedura risale al 2002, quando è stato redatto il piano di riqualificazione di un'ampia porzione della pineta firmato da Aurelio Galfetti. Piano poi adottato dal Comune. L'intervento promosso dalla Cogetrev è stato poi realizzato attraverso un Piruea (piano di riqualificazione edilizia e ambientale) firmato appunto da Byrne e Nunes e approvato nel 2004.
La strada indicata dall'amministrazione veneta è quella della concentrazione delle volumetrie in verticale per liberare il più possibile gli spazi al suolo. Spazi che nel caso del progetto Merville sono stati in parte ceduti al Comune integrandoli nella pineta.
Il monolite-landmark ha 24 piani nei quali sono distribuiti circa ottanta appartamenti. La pelle vetrata, colorata e trasparente, viene prolungata per ulteriori due piani. «Questo accorgimento progettuale – spiega Andrea Menegotto, amministratore di Proap Italia, la società collegata alla Proap fondata a Lisbona da João Nunes – fa sì che la torre sembri "sfumare" nel cielo durante il giorno, mentre di notte l'illuminazione renderà la torre unica e ben identificabile nel paesaggio della costa». «Le variazioni nella tonalità di colore dei singoli pannelli di vetro – aggiungono – fa in modo che tutto l'edificio sia cangiante, grazie alle sfumature e ai riflessi diversi».
Alla base del monolite vetrato, identico nei colori e nella tipologia, è collegata una stecca di due piani con negozi e servizi che si affaccia sulla strada.
Tra la torre e la spiaggia si snodano invece altri tre corpi di fabbrica, di quattro piani ciascuno, sottili e allungati, collocati in modo da limitare il più possibile l'invasione della pineta. Diversamente dalla torre, questi edifici sono interamente rivestiti con pannelli in legno per mitigare al massimo l'impatto ambientale e assicurare al tempo stesso la privacy. Questi edifici, nel parco privato, sono collocati tra i pini e partecipano dell'ariosità della pineta.
A trovare l'accordo e l'armonia con il parco pubblico contribuisce una rete di passerelle e rampe che si diramano verso il verde.
Il parco pineta è stato sistemato e ceduto a uso pubblico, con la contemporanea sistemazione di una porzione a uso parcheggio pubblico, migliorando anche la sistemazione delle strade e delle infrastrutture di servizio. Il parco pubblico si estende per 18mila mq ed è attrezzato con 745 metri di percorsi in legno e 370 metri di marciapiedi in porfido.


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