Progettazione e Architettura

Design e ambiente al test di Autogrill

Lorenzo Bordoni

Disegnata da Lombardini 22 la stazione di servizio di Montefeltro ovest si fa notare per le scelte architettoniche e la capacità di ridurre i consumi di energia

Un grande parallepipedo rosso che nasconde un cuore «verde». La stazione di servizio Montefeltro ovest, nei pressi di Riccione, oltre a un look rigorosamente minimal può vantare un pedigree ambientale di tutto rispetto: è una delle pochissime strutture di questo tipo (ne esiste un'altra poco distante, a Ravenna) a basso impatto energetico. L'autogrill romagnolo è però un ulteriore passo in avanti: è stato costruito in classe B «spinta» e, con pochi accorgimenti tecnologici, unico nel suo genere in Italia, potrebbe addirittura salire in A.
La struttura sull'A14 disegnata dallo studio Lombardini 22 di Torino è composta esternamente da un unico volume realizzato in policarbonato alveolare rosso che rende le superfici esterne colorate in modo uniforme. Di notte la parete si riveste di luce grazie a un apposito sistema di led.
Il progetto, al centro di un convegno tenutosi la settimana scorsa al Politecnico di Milano su «Qualità architettonica e sostenibilità ambientale», ha un impianto rettangolare di dimensioni 40 per 30 metri e si sviluppa su due livelli, entrambi fuori terra. I materiali utilizzati sono stati scelti in base alle loro elevate prestazioni tecniche, privilegiando sistemi di costruzione a secco e leggeri: queste scelte rendono l'edificio sostenibile e riducono notevolmente i tempi di esecuzione. «Un'area di servizio è per natura cacofonica – spiega il responsabile Autogrill del progetto, Gianluca Metti –. Non c'è normalmente un ordine di lettura prestabilito dell'area. Gli oggetti tendono a confondersi. Per questo abbiamo cercato di realizzare un fabbricato dalle linee chiare». Una formula minimale che permetta però, come descritto nel progetto, una forte riconoscibilità nell'orizzontalità del territorio circostante. Obiettivo centrato, anche grazie alla soluzione luminosa notturna e alla presenza del grande logo della società sul lato posto di fronte all'autostrada. «Si è arrivati a un progetto che ha saputo ottimizzare l'investimento al metro quadro – aggiunge – senza rinunciare a nessun aspetto formale a sostegno dell'identità progettuale».
Le soluzioni «green», promosse secondo le direttive del settore sostenibilità di Autogrill chiamato Afuture, si concentrano soprattutto all'interno della struttura. È stata in particolare ottimizzata la gestione del ricambio dell'aria, che monopolizza il 75% delle dispersioni complessive. Si è scelto invece di evitare interventi massicci sull'esterno, con il potenziamento della passività dell'involucro architettonico. Per compiere invece l'ulteriore salto verso la classe A sarebbe necessaria, è spiegato nel progetto, la realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 65 mq (del costo di circa 40mila euro), per risparmiare 3,66 kilowattora per metro cubo all'anno di energia primaria. L'amministrazione comunale locale ha inoltre accettato di rinunciare integralmente agli oneri di costruzione del fabbricato.


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