Progettazione e Architettura

Corvino+Multari, design con pannelli da capannone per due scuole all'Aquila

Paola Pierotti

Niente container per le aule dei bambini abruzzesi grazie all'idea di puntare sul colore impiegando materiali di natura industriale da assemblare in cantiere

Pannelli in laminato di acciaio zincato con un'anima isolante in fibra minerale, spessore variabile da 8 a 10 centimetri. Sono questi gli elementi impiegati normalmente per strutture semplici come i capannoni industriali, che lo studio Corvino+Multari ha usato per realizzare in tempi record e con costi contenuti due scuole all'Aquila. Nel gergo della ricostruzione questo tipo di edifici è stato chiamato Musp (Moduli scolastici a uso provvisorio): si tratta di due scuole di 2.700 e 1.600 mq costruite alle porte della città terremotata, in località Pettino. Architetture frutto delle gare indette dalla Protezione civile a luglio 2009 e realizzate rapidamente per l'inizio dell'anno scolastico 2009/2010.
Gli architetti napoletani sono entrati nella partita della ricostruzione aquilana grazie all'azienda vicentina Steda, che ha partecipato a dieci gare per altrettante scuole e se ne è aggiudicate due, quella per il circolo Amiternum (4,6 milioni) e quella per l'istituto Santa Maria degli Angeli (2,1 milioni), che presentiamo in queste pagine.
«Alla luce delle richieste stringenti del bando di gara, una settimana di tempo per rispondere, e dieci giorni per redigere il progetto definitivo – spiega Giovanni Multari socio dello studio – abbiamo pensato di proporre un'alternativa ai moduli provvisori che normalmente si usano anche in cantiere per costruire le residenze degli operai». Niente container, quindi, per i bambini dell'Aquila ma un progetto industrializzato realizzato a partire dall'elemento base del pannello, prodotto dall'azienda Italpannelli, che è stato ingegnerizzato e studiato in relazione alle specifiche richieste. Lo stesso pannello, con le opportune variazioni (dogato e in poliuretano per l'esterno, microdogato e in lana di roccia per l'interno) riveste le pareti verticali esterne, quelle interne e le coperture di entrambe le scuole. «Dovevamo immaginare dei moduli – aggiunge Multari – e in fase di gara abbiamo valutato la possibilità di combinare al meglio questi pannelli che hanno un ottimo coefficiente termico e acustico. Sono stati opportunamente assemblati e così è stata rivestita la carpenteria metallica a sua volta costruita sopra la piastra antisismica».
Due scuole costruite in circa 40 giorni. Come? I pannelli sono stati prodotti dall'azienda marchigiana che ha base ad Ancarano (Te) e sono stati trasportati sul sito. Data la semplicità dell'opera, come da indicazioni del bando e del preliminare redatto dalla Protezione civile, i progettisti hanno scelto di lavorare sul tema del colore e hanno proposto una variazione cromatica dei pannelli che sono bianchi e verdi, in due tonalità.
«Il successo del prodotto finale non è dato da qualche particolare virtuosismo tecnologico – commenta Multari – ma è stato possibile grazie a un processo complesso in cui la logistica, in fase di concept e in fase di cantierizzazione, è stata un elemento di assoluta rilevanza».
Le scelte tecnologiche operate in fase di progettazione, sviluppate poi in fase esecutiva dalla società Sinergo di Venezia, sono state mirate a ottenere un'esecuzione rapida e semplice. «A esclusione delle piastre di fondazione in cemento armato, gli edifici – spiegano i progettisti – sono interamente a secco e si è cercato di eliminare il più possibile lavorazioni in opera, a favore dell'impiego di elementi industrializzati e tecniche di assemblaggio e fissaggio standard».
In questo senso è stato fondamentale il controllo del rivestimento: «la progettazione ha rispettato il più possibile il passo standard dei pannelli – continuano gli architetti – perché, mentre per l'esterno la tipologia di pannello scelta ha un rivestimento in poliuretano, facile da tagliare, sugli interni, avendo necessità di fonoassorbenza, abbiamo dovuto optare per una coibentazione in lana di roccia, e quindi numerosi sfridi e tagli avrebbero provocato un aumento significativo dei tempi di realizzazione».
A seguito di queste scelte e con turni doppi e, in alcuni casi, tripli in cantiere l'impresa ha realizzato l'opera impiegando 2 giorni per la piastra di fondazione, 10 per le carpenterie, 10 per il montaggio e fissaggio dei pannelli, 8 per le finiture e 5 per le sistemazioni esterne, rendendo agibili gli edifici per l'inizio dell'anno scolastico. Tutto questo anche se i progettisti non hanno partecipato direttamente alla fase di cantierizzazione perché la direzione lavori è stata gestita dalla Protezione civile.
Industrializzazione non solo per le pareti cieche ma anche per il sistema di protezione solare che è stato applicato davanti alle aperture. «Abbiamo introdotto un brisoleil molto economico ma efficace – dicono i progettisti –. Un sistema di lamelle con una a sezione a zeta che si può chiudere come fosse una tenda a pacchetto e che crea una sorta di cornice sopra le finestre e le porte degli edifici».
Le due scuole. L'istituto Amiternum si sviluppa su due piani e si snoda in due bracci dove in prossimità dell'ingresso si trovano gli spazi comuni come l'aula polifunzionale, la mensa e gli uffici. In tutto ci sono 24 classi di scuola primaria per 430 alunni. Sono previsti anche degli uffici in prossimità dell'ingresso, che sono stati dimensionati secondo le necessità della direzione didattica: il carattere modulare della costruzione permette l'eventuale reversibilità o l'eliminazione di questi ambienti nel caso la direzione venga accorpata con un altro complesso scolastico e rimanga una semplice segreteria. Anche la seconda scuola, l'istituto S. Maria degli Angeli, si sviluppa planimetricamente su due bracci, ospita il nido e la scuola materna sul solo piano terra, mentre si sviluppa su due piani dove è prevista la scuola media e i relativi laboratori. Questa seconda scuola è dimensionata per 201 alunni: 2 sezioni di materna, 1 di nido, 5 classi di scuola primaria e 3 classi di scuola media.


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