Progettazione e Architettura

Da Treviso alla Spagna
il salto dei trentenni Etb

Valerio Paolo Mosco

Gavetta con Vasquez Consuegra (e C+S). Ora il team ha appena conquistato il primo premio nella gara per un museo a Vuelva


Lo studio Etb con sede a Siviglia e Treviso, ha appena vinto il concorso internazionale per il museo archeologico di Punta Umbria a Huelva in Spagna. Alessandro Tessari e Matteo Bandiera, i componenti di Etb, hanno intorno ai trenta anni, hanno studiato allo Iuav di Venezia e a Siviglia dove hanno incontrato quello che essi stessi definiscono il loro maestro, Vazquez Consuegra a cui devono molto, ma non tutto. Nel 2008 danno avvio al loro studio, dopo aver collaborato con lo studio trevigiano C+S, e partecipano a molti progetti con ottimi risultati: il già citato successo per il museo archeologico di Punta Umbria (2011), la biblioteca a Bressanone (2010, progetto menzionato), i resort turistici a Fregenal della Sierra, Villafranca e Castuera (2009-2010, conseguendo due secondi premi e un terzo premio), la Scuola di musica a Punta Umbria (2011, progetto finalista). Ciò in soli due anni: non male per un gruppo italiano giovane. Vale la pena indagare la linea di ricerca di Etb in quanto rappresentativa di una più generale tendenza in atto, una tendenza internazionale che appare all'orizzonte nell'ancora inarticolato dopo archistar.
Partiamo dal progetto del museo archeologico: la sua forma ci appare con un'immediatezza lampante, si dona al primo sguardo, tanto che lo schizzo iniziale corrisponde di fatto al progetto finale. Descrivere il progetto non è difficile: un bianco origami plastico, con un suo spessore, rivestito al suo interno nello spazio cavo che copre gli scavi, con delle maioliche colorate. Semplicità e sintesi sono quindi i primi requisiti; a essi si aggiunge un atteggiamento figurativo particolare, capace di determinare un'architettura di atmosfera, quasi una scena trasognante, metaforica e pittorica. Gli stessi caratteri li ritroviamo in altri progetti di Etb.
Prendiamo quello per il Memorial a Siviglia: qui l'attitudine scenografica è ancora più marcata: i vassoi sovrapposti sembrano voler impilare le forme di Niemeyer per Brasilia e allo stesso tempo ricordano i folleggianti progetti dell'ultimo Wright. Anche in questo caso Etb produce un'architettura estremamente sintetica, la cui forma rimanda sicuramente a qualcosa, ma questo qualcosa non è ben definito, aleggia ma non si zavorra. Nelle immagini di presentazione del progetto, nei riferimenti illustrati, compaiono infatti suggestioni eterogenee: le costellazioni, i vasi di fiori, i menhir, e tutti rivivono nel Memorial in modo indiretto e stilizzato.
Questa attitudine metaforica non è solo di Etb, ma la ritroviamo da più parti: in Italia in Baukuh, 2A+P, Carlana e altri, all'estero in Big, Kerez, Fujimoto, Olgiati Radic, Mateus, forse tra i migliori architetti oggi in circolazione. Cosa vuol dire ciò? Innanzitutto che siamo in presenza di un bisogno di architetture che ci facciano sognare con semplicità e lirismo, che hanno smesso di essere inutilmente contundenti come le opere decostruttiviste o supponenti come quelle minimali. Opere che cercano un dialogo con il pubblico più sottile, che per mantenere un proprio lirismo non disdegnano di risultare velatamente ermetiche, sicuramente laconiche. Ci si chiede allora se nel lavoro di Etb sia riscontrabile una certa «italianità»: la risposta è sì e no. Compattezza plastica, chiarezza di impianto e un persistente senso della misura (i caratteri dell'italianità) di certo appaiono nel loro lavoro, ma non sono valori fondativi, sono più un mezzo che un fine per propalare dei valori e con essi delle rendite di posizione. Cosa manca allora alla già matura architettura di Etb? La coscienza teorica, il saper fare di un'intuizione stilistica un sistema. Nella diffidenza nei confronti della teoria Etb si allinea a un comportamento che potremmo definire generazionale. Eppure il teorizzare le scelte diventa a un certo punto del proprio tragitto un passaggio obbligato in quanto le intuizioni passano, mentre la teoria è ciò che rimane ed è anche (più prosaicamente) un fenomenale strumento per ottenere riconoscibilità e con essa, successo.

www.etbstudio.eu


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