Progettazione e Architettura

Trentenni in campo grazie al concorso

Francesca Oddo

Nei territori del Prosecco un progetto icona per la Cantina Produttori di Valdobbiadone Val d'Oca ideato da CafèArchitettura, giovane studio veneto nato nel 2008

Erano appena laureati i quattro giovani architetti autori del progetto che qui presentiamo – Devis Busato, Rodrigo Masiero, Matteo Pellizzari, Caterina Santinello – quando nel 2006 vinsero il concorso di idee mirato alla realizzazione del Val d'Oca Wine Center a Valdobbiadene. Dopo avere assegnato il primo premio del concorso, il committente – Val D'Oca Cantina Produttori di Valdobbiadene – decise di affidare tutte le fasi della progettazione, inclusa la direzione dei lavori, al quartetto, allora ventiseienne. I lavori sono iniziati nel 2009 (vedi «Progetti e Concorsi» n. 4/2009) per concludersi dopo due anni.
Il Wine Center appena realizzato conserva in gran parte le linee del progetto con il quale il team si era presentato al concorso: taglio contemporaneo, interazione con il paesaggio urbano e collinare, materiali innovativi. L'obiettivo era quello di costruire un edificio da affiancare all'area produttiva esistente, per la vendita e la degustazione dei vini e dei prodotti tipici e per dotare l'azienda di una nuova immagine. E così, con un manto in alluminio forato, gli architetti – che nel 2008 hanno fondato CafèArchitettura ad Abano Terme – cambiano il volto della struttura preesistente e con un'operazione di maquillage ridefiniscono l'immagine dell'azienda, aggiornandola, rendendola seducente e attrattiva. Nello specifico, una sottostruttura a profili metallici fissati direttamente alle pareti in cemento armato sostiene un sistema di pannelli in alluminio forato che si estende per una superficie di 620 mq. «Un muro-insegna si snoda lungo la strada provinciale marcando un nuovo limite, un segno che dà forma a nuovi spazi e propone nuove occasioni di utilizzo – spiegano i progettisti –. Inspessito e annullato fino a smaterializzarsi in prossimità degli edifici esistenti, il nuovo fronte propone un'inedita quinta scenografica sui vigneti e sulla cantina esistente».
L'edificio – che si sviluppa su una superficie di 3.390 metri quadrati per un costo di 2,4 milioni compresa la sistemazione degli esterni e dell'arredamento interno – prevede, oltre a un deposito interrato, gli spazi destinati alla vendita ed esposizione dei prodotti al piano terra, mentre al primo piano si trovano la sala degustazione interna ed esterna destinate ad accogliere eventi enogastronomici e culturali e un'area amministrativa.
La nuova struttura è caratterizzata da un gioco di volumi che la rende vibrante, articolata, dinamica. Il Wine Center diventa un nuovo punto di riferimento, un landmark del territorio. Con il colore della sua pelle richiama le componenti cromatiche del mondo del vino e allo stesso tempo interagisce con le colline di Valdobbiadene coltivate a vite: la teoria dei fori sul rivestimento diventa un canale di osservazione diretto e privilegiato sul paesaggio, uno strumento per una lettura alternativa del sistema collinare. I fori propongono anche un riferimento a una delle caratteristiche principali del Prosecco di Valdobbiadene: «Il disegno della nuova pelle rimanda all'effervescenza delle bollicine del Prosecco», raccontano i progettisti.
Altro elemento protagonista della scena è certamente il volume a cannocchiale visivo che, con uno sbalzo di 8 metri e con una parete interamente vetrata, si protende verso le colline, stabilendo un rapporto osmotico fra architettura e ambiente naturale. Proprio all'interno di questo volume – vera e propria vetrina della cantina – si trova la zona destinata all'esposizione dei vini e alla loro degustazione. Gli interni sono caldi, color del miele, con un arredamento moderno in legno di pero e okite.
Il Wine Center, classe A+, è anche un buon modello di efficienza energetica considerato che l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile soddisfa quasi totalmente il fabbisogno dell'edificio, grazie a un impianto fotovoltaico in guaina di silicio amorfo integrato nella copertura che produce 17 kWp, un sistema di sonde geotermiche e pompe di calore reversibili, l'isolamento a cappotto e i serramenti in vetro selettivo. Spazio anche al recupero: diversi dei materiali utilizzati sono riciclati e certificati.
www.cafearchitettura.it


© RIPRODUZIONE RISERVATA