Progettazione e Architettura

I talenti di Piano?
Artigiani e globali

Paola Pierotti

È andata agli under 40 Iotti + Paravani la preferenza dell'architetto genovese per l'iniziativa dell'Aiac. Premiati anche Arcò e Ratti-Nicolino


I giovani? «Per me sono una speranza e un leggero rimorso; perché fra le tante attività che ho intrapreso non c'è mai stato l'insegnamento. Me ne è mancato il tempo, o forse non era fra le mie inclinazioni. Ho sempre però creduto che insegnare ai giovani sia un mestiere nobile e necessario: ho deciso di farlo ora, nell'unico modo in cui sono capace, ovvero portandoli a bottega con me e incoraggiandoli nei primi anni della professione, che spesso sono gli anni più difficili e spietati».
Così Renzo Piano spiega come è nata l'idea di creare una Fondazione (Fondazione Renzo Piano) che la scorsa settimana ha selezionato il vincitore della prima edizione del premio riservato ai talenti italiani under 40, promosso con l'Associazione italiana di architettura e critica (Aiac).
I giovani architetti premiati in questa prima edizione sono gli emiliani Paolo Iotti e Marco Pavarani. Menzione anche ai milanesi dello studio Arcò e ai torinesi Carlo Ratti e Walter Nicolino.
Iotti+Pavarani ha vinto il primo premio con il nuovo edificio Domus Technica costruito per l'azienda Immergas a Brecello (Re); Arcò si è distinto con una scuola realizzata in Palestina nel deserto di Gerusalemme est per la Onlus Vento di Terra; Carlo Ratti è stato premiato invece per il padiglione d'acqua realizzato per l'Expo di Saragozza nel 2008. Una buona architettura attenta all'ambiente che propone un ampliamento di una struttura esistente, un progetto sociale costruito oltre confine (una scuola realizzata costata 40mila euro) e una struttura sperimentale hi-tech: sono questi in estrema sintesi i caratteri dei tre progetti vincitori del premio. Sintesi della ricerca italiana promossa dalla generazione più giovane.
Il premio è stato lanciato all'inizio del 2011 e 69 studi hanno inviato la loro proposta di auto-candidatura. Tra i 12 finalisti, oltre ai tre premiati, ci sono anche studi con partner di differenti nazionalità: tra loro Estudio Barozzi Veiga e Solinas+Verd arquitectos, ma anche Mab Arquitectura, uno studio di architetti italiani con studio all'estero e lavori in Italia e oltre confine. Tra gli studi con sede in Italia e lavori all'estero si è distinto quello di Jacopo Mascheroni. Numerosi i team italiani, provenienti soprattutto dalle realtà più dinamiche e attive come il Trentino Alto Adige, il Piemonte e la Lombardia: Monovolume e Burnazzi Feltrin Pegoretti sono studi altoatesini; Caterina Tiazzoldi, Cavadini-Borri e Marco Acerbis sono invece altri studi del Nord Italia entrati nella short list.
La Fondazione Renzo Piano promuove da tempo già altre iniziative riservate ai giovani architetti. Sono già quattordici le Università selezionate in tutto il mondo che inviano gli studenti a Villa Nave di Vesima, quartier generale genovese di Renzo Piano, giovani che entrano nel team di progettazione e partecipano direttamente all'attività dello studio Renzo Piano Building Workshop.


© RIPRODUZIONE RISERVATA