Progettazione e Architettura

Rigenerare si può,
con la partnership

Paola Pierotti

In esposizione 19 maxi-operazioni internazionali «modello» con risorse private e forte regia pubblica

Un viaggio da Milano a Medellin, passando per Seul, New York, Dublino, Barcellona e Madrid. Diciannove interventi di rigenerazione urbana che raccontano il dna di una città contemporanea dove la gente vive bene. Non sono città con architetture griffate ma realtà dove la riqualificazione urbana è sinonimo di vivibilità, sostenibilità, efficienza. Progetti realizzati in contesti socio-economici e culturali anche molto diversi, costruzioni aperte che si connettono con il paesaggio. Realtà in cui è forte la regia pubblica ma dove non manca il contributo privato; interventi sugli spazi pubblici che beneficiano dell'impatto di buone architetture; operazioni di riconversione urbana (anche di grandi dimensioni) che possono essere un modello per tante città italiane. Questo atlante di casi-studio è stato illustrato attraverso un paesaggio multimediale (con video e suoni prodotti dai giovani milanesi di Dotdotdot) a Padova, nel Palazzo della Regione, nell'ambito della mostra della Biennale internazionale di architettura «Barbara Cappochin» (aperta fino al 13 febbraio 2012).
Il titolo dell'esposizione è «Superurbano. Rigenerazione urbana sostenibile», è stata voluta dall'Ordine degli architetti di Padova attraverso il suo presidente Giuseppe Cappochin, è stata curata da Andrea Boschetti e Alberto Francini (Metrogramma) e da Michele De Lucchi (Amdl) e realizzata da Ar.te. La mostra è pensata come una scena teatrale: tre torri in legno, realizzate con listelli verticali, effimere ed eleganti, sono state concepite come stanze, sulle cui pareti vengono proiettate foto e video di esempi assunti a modello di quella che dovrà essere la città del futuro, ispirandosi alle linee guida proposte dal documento europeo «Europa 2020. Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva». Dentro le tre torri il visitatore può muoversi, vedere, imparare e interagire grazie a un'interfaccia dinamica e interattiva, che lascia il visitatore libero di fruire dei contenuti video riguardanti i progetti in esposizione.
A rappresentare la città sostenibile c'è ad esempio il giardino pubblico Foundries' Gardens di Nantes (Francia): un'area botanica di 3.200 mq ospitata nei padiglioni ristrutturati di un'ex fonderia. Tra i modelli di città intelligente c'è Madrid, con due progetti: da un lato il singolare progetto dell'"albero-aria" Ecoboulevard, una struttura leggera e smontabile, costruita per lo più con materiali riciclati, che utilizza pannelli fotovoltaici per creare energia elettrica e illuminare gli spazi circostanti; dall'altro il Madrid Rio, un parco lineare che costeggia per più di dieci chilometri il fiume Manzanarre, con 8.360 alberi e numerosi percorsi pedonali e ciclabili sorti al posto di una vecchia circonvallazione.
Tra i tanti esempi di città inclusive c'è quello di Medellin dove è in corso da anni un intenso progetto di rivitalizzazione con un piano di urbanistica sociale per far rinascere i quartieri più degradati dove sono stati realizzati spazi ed edifici a servizio della comunità.


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