Progettazione e Architettura

Firenze, Regione contro l'in house sulla Fortezza

Mauro Salerno


No all'in house, il piano di rilancio e riqualificazione della Fortezza da Basso di Firenze va selezionato tramite un concorso internazionale. Non usa giri di parole Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana, per bocciare l'idea avanzata dal Comune e dalla Provincia di Firenze di approntare con tecnici interni all'amministrazione il progetto di trasformazione del complesso cinquecentesco in un polo fieristico e congressuale d'eccellenza.
Il piano di riqualificazione è stato presentato la settimana scorsa a Palazzo Vecchio. Prevederebbe una spesa di 90 milioni, da suddividere tra Regione, Provincia e Comune che detengono in parti uguali la proprietà della Fortezza e la maggioranza della società di gestione Firenze Fiera Spa. A patto che si trovi un accordo sulle procedure per l'elaborazione del progetto.
Targetti ha infatti espresso subito la propria contrarietà rispetto a una soluzione casalinga, chiedendo di procedere attraverso un concorso internazionale. «Pensavo che la presentazione del progetto riguardasse solo le scelte di carattere urbanistico – spiega la vicepresidente della Regione che occupa un ruolo di vertice anche in Targetti Poulsen, big europeo dell'illuminazione architettonica, nato con l'acquisizione dell'azienda danese Poulsen da parte dello storico gruppo fiorentino –. Invece mi sono resa conto che i tecnici si erano spinti al di là di questo obiettivo e di fatto già proponevano delle suggestioni architettoniche». «Per quanto mi riguarda – aggiunge Targetti – credo sia giusto procedere con un concorso di progettazione. Anzi, a dirla tutta sarebbe stato giusto anticipare il concorso anche alla fase di elaborazione del masterplan. In ogni caso siamo almeno ancora in tempo per affidare ai risultati di un concorso pubblico la definizione delle scelte successive».
Il progetto elaborato dai tecnici interni alle Pa prevede la demolizione di alcuni edifici, meno significativi dal punto di vista architettonico, in modo da creare all'interno tre nuove grandi piazze, di cui una pari a 11mila mq, da utilizzare anche per eventi cittadini. Altri elementi del progetto riguardano la creazione di giardini pensili e camminamenti sui bastioni consolidati, la ristrutturazione del padiglione Spadolini e la costruzione ex novo di una sala congressi sotto un laghetto, con un tetto trasparente per creare una sorta di ambiente-acquario. Ultima idea: la creazione di un passerella per collegare la Fortezza con la stazione di Santa Maria Novella. «Il progetto – ha commentato Massimo Mattei, assessore alla Mobilità, manutenzione e decoro del Comune di Firenze – è stato pensato congiuntamente dai tre enti proprietari, che non si sono rivolti a professionisti esterni perché è stato valutato di poter reperire "in house" le competenze necessarie. Questo significa un grande risparmio per le casse pubbliche e non pregiudica in alcun modo la bontà del progetto».
«Non sono tempi e costi il problema dei concorsi – replica Targetti –. Al contrario è la progettazione fatta in casa a pregiudicare fin dall'inizio un'attenta valutazione dei tempi e costi di un'opera. Specie in un caso come quello della Fortezza dove bisogna coniugare l'obiettivo di realizzare un polo fieristico d'eccellenza con un progetto architettonico di grande qualità». Proprio in questi giorni in Toscana è stata avanzata una proposta di legge per recepire a livello regionale i contenuti del «piano città» previsto dal «decreto sviluppo». Tra le novità il vincolo di promuovere dei concorsi o delle consultazioni tra più architetti per i privati intenzionati a pianificare operazioni di rigenerazione urbana sulla base di bonus di carattere urbanistico. «Chiediamo innovazione ai privati – conclude Targetti – e sulla Fortezza ci facciamo il progetto in casa?».


© RIPRODUZIONE RISERVATA