Progettazione e Architettura

Barozzi e Veiga battono le star a Losanna

Paola Pierotti

Ammessi grazie alla «riserva» per i giovani studi. Budget di 70 milioni per convertire una zona ferroviaria in un polo per l'arte


Debutto tra le archistar per lo studio italo-spagnolo fondato da Fabrizio Barozzi (Trento, 1976) e Alberto Veiga (Santiago, Spagna, 1973). I trentenni con base a Barcellona hanno vinto il maxi-concorso per il nuovo museo delle Belle Arti di Losanna battendo studi internazionali come quelli di Bernard Tschumi, Kengo Kuma, Caruso St John Architects e Souto De Moura, valutati da una giuria che ha visto in campo esperti del settore a fianco di altri architetti noti come David Chipperfield e Aires Mateus.
«Il nostro progetto è stato scelto all'unanimità – racconta Fabrizio Barozzi –. Con questo lavoro, per un complesso museale che prevede inizialmente la costruzione del nuovo museo delle Belle Arti del valore di circa 70 milioni, il nostro studio farà un salto di qualità. In Italia non sarebbe mai stato possibile – commenta l'architetto –. Siamo riusciti ad accedere a questa competizione perché in Svizzera una quota degli studi da invitare ai concorsi è riservata agli emergenti».
Per il nuovo museo di Losanna tra le 138 candidature erano stati selezionati 18 studi, di questi 15 erano team dal solido curriculum, mentre tre posti erano stati riservati ai più giovani. «Anche la committenza ha manifestato il suo apprezzamento per la scelta di un gruppo di emergenti – ha aggiunto Barozzi –. All'estero si ragiona con logiche diametralmente opposte rispetto a quelle italiane dove per poter partecipare a una gara bisogna mettere insieme le competenze di uno studio e il fatturato di un altro, sapendo in partenza che questa sommatoria non porterà necessariamente a un risultato di qualità».
La procedura per questa competizione è iniziata nell'estate 2010 e i 18 studi erano stati selezionati a novembre sulla base dei curriculum. L'oggetto della gara era la riqualificazione urbana di un'area di 22mila mq in un sito di proprietà delle ferrovie svizzere: una zona dismessa da riqualificare e convertire in polo museale.
«Il progetto è promosso dal Cantone, dal Comune di Losanna e dalle stesse ferrovie e riguarda un'area in pieno centro – racconta l'architetto trentino – a ridosso dell'attuale stazione ferroviaria. Qui sono previsti tre musei: dopo il museo delle Belle Arti si prevede anche un secondo museo dedicato all'arte contemporanea e un terzo dedicato alla fotografia». Nell'operazione sono inclusi anche spazi commerciali, gallerie per gli artisti, caffè e una piccola zona ausiliaria a uso delle ferrovie. Ai progettisti è stato chiesto un masterplan per l'intera area e lo sviluppo in dettaglio del museo delle Belle Arti.
La chiave del progetto stava nella scelta di preservare o meno l'edificio presente nell'area che risale all'inizio del Novecento. «Noi abbiamo scelto di demolirlo in gran parte – spiega Barozzi – perché ritenevamo bloccasse lo sviluppo dell'area». Estudio Barozzi Veiga ha impostato il suo progetto proponendo una soluzione capace di relazionarsi con la vicina stazione e con la città. Sarà un edificio monolitico, rivestito in laterizio; le facciate saranno cieche fatta eccezione per una grande finestra orientata a sud.
L'opera sarà realizzata con fondi pubblici ma è prevista anche una collaborazione dei privati.


www.barozziveiga.com
www.musee.vd.ch/fr/musee-des-beaux-arts


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