Progettazione e Architettura

Abruzzo, battaglia legale sugli incarichi

Massimo Frontera


Ingegneri all'attacco delle convenzioni stipulate tra i Comuni del cratere aquilano e le Università per la redazione dei piani di ricostruzione post-terremoto. Sono per ora tre gli atti impugnati di fronte al Tar Abruzzo dal Consiglio nazionale degli ingegneri, tra febbraio e maggio 2011. «Sono i tre di cui abbiamo avuto notizia e di cui abbiamo avuto accesso agli atti», dice Paolo Stefanelli, il past president del Cni che ora coordina le battaglie legali del Consiglio nazionale. Nel mirino sono finiti il Comune teramano di Arsita e i due Comuni aquilani di Barisciano e Castelvecchio Subequo.
In tutti e tre i casi si contesta ai Comuni l'utilizzo dello strumento della convenzione tra enti pubblici – da una parte gli enti locali abruzzesi e dall'altra Università ed enti di ricerca – per svolgere compiti di pianificazione e progettazione. Gli importi variano dai 62mila euro del Comune di Arsita ai 450mila del Comune di Barisciano.
A svolgere gli incarichi sono l'Enea di Roma, la facoltà di architettura e design dell'A teneo di Camerino e la facoltà di architettura dell'Università di Chieti-Pescara.
L'oggetto dell'accordo è il medesimo: il piano di ricostruzione del centro storico. Lo strumento anche: è l'accordo interamministrativo tra enti pubblici (articolo 15 legge 241/1990).
Il motivo è lo stesso che ha scatenato la precedente battaglia legale degli ingegneri contro il Comune di Lecce che aveva stipulato una convenzione con l'Università di Genova per redigere un piano urbanistico. In quell'occasione il Tar Lecce, dette ragione agli ingegneri attestando che i «servizi di consulenza tecnico-scientifica attinenti all'architettura e, in particolare, all'urbanistica (...) sono espressamente sottoposti (...) ai principi dell'evidenza pubblica» e che «non ricorrono i presupposti per l'applicazione dell'articolo 15 della legge 241/90».
Anche nel caso dei Comuni del cratere gli ingegneri contestano la violazione dei principi di trasparenza, concorrenza, parità di trattamento e pubblicità del codice appalti.
La decisione di impugnare al Tar le delibere dei Comuni segue una diffida che il Cni aveva inviato nel dicembre 2010 ai Comuni e alla struttura tecnica di missione deputata alla ricostruzione. La lettera scaturiva a sua volta da una nota inviata un mese prima ai Comuni dal commissario delegato Gianni Chiodi con allegati gli schemi per stipulare appunto le convenzioni. Diffida rimasta inascoltata.


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