Progettazione e Architettura

I trentenni BiCuadro da Roma a Kuala Lumpur

Paola Pierotti


Si parlerà italiano all'Accademia delle Scienze della Malesia. L'edificio da oltre 16mila mq su 13 livelli avrà un design ispirato ai fiori di loto


Trentenni romani si fanno largo in Malesia. Il giovane studio BiCuadro guidato da Francesco Bezzi, Massimiliano Brugia e Valerio Campi ha vinto il concorso per la nuova Accademia delle Scienze di Kuala Lumpur.
Gli architetti che da alcuni mesi hanno stretto una joint venture con lo studio malese Akitek Rekabina hanno conquistato il primo gradino del podio in questo concorso internazionale su invito promosso dall'Ordine degli architetti locale.
Oggetto della gara è una nuova struttura per uffici che dovrà essere realizzata vicino a quella già presente su un'area di 5.320 metri quadrati. La superficie dell'edificio sarà di 16mila mq con 11 piani fuori terra e due interrati per i parcheggi.
Il concept del progetto riprende simbolicamente le linee di un fiore di loto che si apre verso il sole, e si articola attraverso dei setti «che – come dicono i progettisti – ruotando sulla propria base minimizzando l'impronta e l'impatto sul contesto esistente. L'energia fornita attraverso la luce – spiegano gli architetti – modella i piani verticali inclinati secondo la traiettoria del sole».
Tetti e spazi verdi sono funzionali a creare un microclima ideale, sono previste superfici orizzontali fotovoltaiche funzionali a captare energia, dei serbatoi raccoglieranno l'acqua piovana per alimentare le piscine sul tetto, ancora turbine eoliche genereranno energia elettrica sufficiente ad alimentare le attività e il funzionamento della nuova Accademia. Sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano il progetto di BiCuadro, sviluppato anche con PE International, studio di ingegneria di Stoccarda, dal punto di vista della sostenibilità ambientale, particolarmente studiata e tesa a realizzare un progetto nato con l'ambizione di meritarsi un certificato Leed Platinum.
«Si tratta di un concorso di progettazione finalizzato alla realizzazione dell'opera, ma abbiamo saputo che dei 20 milioni di euro necessari per costruire la nuova Accademia – spiega il trentenne Massimiliano Brugia – ne mancano un 20%, così ci siamo subito attivati per agganciare alcuni contatti locali. Abbiamo contattato una banca, nostro cliente per un altro lavoro, che ha già dimostrato un interessamento per collaborare al finanziamento dell'opera».
Lo studio BiCuadro, che si è fatto conoscere grazie al terzo premio al concorso per il padiglione italiano all'Expo di Shanghai (vinto e realizzato dal team di progettisti guidato da Giampaolo Imbrighi) guarda oltre confine e punta sui mercati lontani: non solo Asia ma anche Africa. Come ha fatto in Malesia con Akitek Rekabina, BiCuadro ha messo piede in Ghana e in Mongolia.
La strategia perseguita dagli architetti romani consiste nel creare forti partnership con studi locali per sviluppare insieme eventuali opportunità di lavoro.
In Malesia BiCuadro sta progettando anche la nuova facoltà di Economia dell'Università di Kuala Lumpur, il cui cantiere sarà aperto in autunno.

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