Progettazione e Architettura

La sfida dei cantieri per il programma Qualità Italia al Sud

Paola Pierotti


Qualità Italia, quattro anni dopo: giusto il metodo del concorso per selezionare le idee, ma poi bisogna anche trovare le risorse e le condizioni per passare dalla carta al cantiere. È questo il bilancio del programma promosso da Sensi Contemporanei sull'esperimento «Qualità Italia», il progetto sviluppato a partire dal 2007 dalla direzione generale per il Paesaggio, l'arte e l'architettura (ministero dei Beni culturali) e dal dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica (ministero dello Sviluppo economico), per rilanciare lo strumento del concorso come metodo per realizzare piccole opere di qualità a partire dalle regioni del Sud.
La scorsa settimana a Roma si è tenuto il seminario, «Architettura in con/corso», a conclusione della sperimentazione condotta dal programma Sensi Contemporanei che in due edizioni ha coinvolto 13 amministrazioni, 1.500 professionisti con 315 progetti per spazi pubblici, luoghi della cultura, infrastrutture urbane, per un investimento complessivo di 37 milioni di euro.
«Il bilancio è positivo in termini di conoscenza del sistema e delle problematiche – ha dichiarato Alberto Versace, direttore generale del Dps, ministero Sviluppo economico –. A questo punto abbiamo capito però che dobbiamo concentrarci su operazioni i cui investimenti sono già programmati. Bisogna lavorare sul rapporto tra istituzioni locali e strutture regionali». «In Calabria ci sono 150 milioni da spendere rapidamente per le scuole – ha reagito Mario Caligiuri, assessore alla Cultura della Regione Calabria e coordinatore della commissione Cultura delle Regioni – ci impegneremo per rilanciare il progetto partendo da qui».
La sfida innovativa del programma sta nell'aver proposto un metodo virtuoso per opere di modesto valore economico. «Qualità Italia è un programma meritevole perché la politica centrale si è occupata di problemi locali – ha dichiarato Franco Karrer, presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici – e perché questo programma ha legato i temi di qualità e sviluppo. Se il processo è di qualità non è automatico però che anche il prodotto sia tale: bisogna tenere presente l'intera filiera, garantire che il progetto sia al centro del processo e abbia una funzione esplorativa. Ma bisogna ricordare che la complessità delle operazioni non si riduce con il concept. Purtroppo la qualità della domanda pubblica resta un elemento di debolezza». «Non si può identificare un responsabile unico – ha aggiunto Versace commentando le ombre dell'iniziativa interministeriale – si tratta delle già note difficoltà croniche del Paese. Per questo stiamo valutando con la commissione Cultura delle Regioni di sviluppare nuovi progetti di qualità architettonica per le opere già finanziate. In questi anni le risorse per il Sud sono diminuite, su bilanci regionali non si può fare conto, dobbiamo intercettare i fondi europei».
Al seminario è stato presentato uno dei cantieri messi in pista con il piano per i concorsi al Sud. Si tratta del centro culturale di Olivadi: piccolo comune calabrese di 600 abitanti che avrà un polo civico (700 mq, lavori di 1,2 milioni) firmato dallo studio milanese A+C Architetti. Al momento è l'unico progetto targato «Qualità Italia» in cantiere. Ma a metà marzo il Rup ha forzatamente interrotto i lavori perché non avendo ricevuto il finanziamento regionale previsto, impresa e progettisti hanno lavorato finora gratuitamente.
Con l'occasione dell'evento romano tutti i progettisti vincitori dei concorsi Qualità Italia hanno presentato una sorta di manifesto con proposte operative per sbloccare e velocizzare i progetti in difficoltà. Nello specifico, dice Giorgio Furter dello studio NuvolaB «chiediamo una verifica dei requisiti di copertura economico-finanziaria da parte delle Pa (come previsto dal bando), un monitoraggio puntuale e un supporto tecnico-comunicativo attivo».
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