Progettazione e Architettura

A Settimo l'ex Standa
si trasforma in tre torri

Maria Chiara Voci

Il piano di demolizione e ricostruzione, firmato adstudio, prevede 140 alloggi, negozi e un parco sopraelevato


Le opere di demolizione inizieranno già con il mese di ottobre: al posto del vecchio e obsoleto centro commerciale della Standa, chiuso da oltre un anno, atterrano, nel centro storico di Settimo, nell'hinterland di Torino, tre torri residenziali di 15, 13 e 11 piani, corredate da una galleria commerciale, parcheggi interrati e una piazza pubblica. Una maxi-operazione di sostituzione edilizia, con un aumento di volumetria del 10%, che punta a riorganizzare il tessuto consolidato, a connettere l'attuale isola pedonale con la riqualificazione dell'area ex Paramatti (dove ha aperto da poco la tecnologica Biblioteca Archimede) e, soprattutto, a restituire spazi urbani alla città. Il progetto di restyling, per ora in fase preliminare, è di adstudio, fondato dagli architetti under 40 Angelo Delli Gatti e Maurizio Gontier. L'operazione, che prevede un investimento di circa 30 milioni, è della società Lo Smeraldo, che ha acquisito l'area dal gruppo Aedes. La cubatura, oggi distribuita orizzontalmente, sarà concentrata in edifici verticali, per alleggerire la densità del costruito.
«L'idea progettuale – spiega Delli Gatti – si fonda su alcuni obiettivi forti. La porosità suggerita dalla trama urbana; la ricerca di forme di collaborazione all'uso dello spazio, capaci di far emergere la sinergia fra i diversi luoghi della scena urbana; la definizione del vuoto al centro, la volontà di lavorare innanzitutto sul non costruito, per introdurre elementi di qualità; l'insediamento di attività "necessarie", che saranno a loro volta in grado di interagire con attività "volontarie", generate dalla capacità del luogo di essere attraente, ospitale e di favorire comportamenti non previsti».
Le tre torri, per un totale di 140 nuovi appartamenti, saranno accompagnate da parcheggi interrati su due livelli e da una galleria commerciale e terziaria, con otto negozi, un piccolo centro commerciale di quartiere e uffici. «I vari elementi – interviene Gontier – saranno connessi dallo spazio pubblico, inteso come un luogo a diverse velocità. Unitario, ma al tempo stesso riconoscibile come la somma di ambienti a gradiente d'uso differente. Una piazza bassa, a livello della viabilità pubblica, e un parco sopraelevato, sulla piastra commerciale, a cui si accede grazie a due collegamenti verticali e che permette l'attraversamento in quota dell'isolato».
L'arrivo di edifici a torre nel centro storico apre, anche a Settimo, dopo Torino, la discussione sull'opportunità di inserire fabbricati alti su un tessuto consolidato. Elemento che qualifica, però, sotto l'aspetto sociale, l'intera trasformazione è il vincolo, posto dal Comune in fase autorizzativa, che obbliga, chi gestirà il futuro centro commerciale, a riassumere gli ex dipendenti della Standa in mobilità.


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