Progettazione e Architettura

Puntare su servizi, energia, bellezza e informazione

Paola Pierotti

Costruire un quartiere innovativo non è un'opzione ma una necessità. «È l'unica via se si vogliono costruire città competitive capaci di attrarre investimenti e capitale umano. La sostenibilità ambientale deve spingere verso servizi urbani che migliorino la qualità della vita». Ne è convinto Alejandro Gutierrez, architetto cileno, associate director di Arup Italia, guru riconosciuto a scala internazionale in tema di masterplanning, autore del progetto di quella che doveva essere la prima città verde al mondo, Dongtan, alle porte di Shanghai. Oggi è impegnato in grandi progetti di riqualificazione urbana a Helsinki, Copenhagen e a un piano di riconversione post-terremoto in Cile. In Italia, a Rovereto, lavora all'operazione Manifattura Domani promossa dalla Provincia. Gestione partecipata dei servizi, ecologia, mobilità, informazione e creazione di comunità virtuali, e spazi pubblici: per Gutierrez sono questi i cinque elementi cardine di un quartiere innovativo.Gestione dei servizi. «Partendo dal presupposto che le città debbano funzionare in modo più ecologico – spiega Gutierrez – ritengo sia importante che la comunità proprietaria di un immobile partecipi alla gestione dei servizi in partnership con la società che lo fa per business. Considerando ad esempio il tema dell'energia elettrica, se il 30-40% degli utili andasse agli stessi abitanti del quartiere rinnovato, automaticamente il plus economico verrebbe associato al quartiere ecologico». Ecologia. La strategia di Gutierrez si fonda sul presupposto che «la sostenibilità non è un costo ma un valore e progettare in modo ecologico genera un valore aggiunto in termini di capitale sociale ed economico». Via libera quindi al fotovoltaico nelle aree urbane ma investendo anche «sull'aggregazione della domanda». Gutierrez pensa che i nuovi fabbricati e i sistemi urbani dovrebbero funzionare come grandi batterie che si ricaricano e distribuiscono energia in modo efficiente e controllato. I rifiuti? Riuso come fonte energetica e riutilizzo in contesti differenziati ma niente trasformazioni per evitare consumi di energia.Mobilità. «Come per l'energia anche la mobilità va considerata come un servizio e non come un prodotto, se si ragiona in una logica di performance cambia l'approccio e si possono creare proficue sinergie tra aziende che forniscono servizi e utenti finali». Informazione. L'idea di Gutierrez? «Uno schermo, modello iPad, in cucina che in tempo reale dice quanta energia sta consumando l'alloggio e il quartiere, da dove arriva l'energia e che suggerisce quando conviene lavare i piatti o fare la lavatrice». Per l'architetto di Arup i quartieri innovativi fonderanno il loro successo proprio sullo scambio di informazioni: «Bisogna dare voce alle persone, consentire che siano collegati ai sistemi informatici, creare comunità virtuali anche con le aziende che forniscono le utilities, energia e mobilità». Spazi pubblici. «Tutti i Paesi del Nord Europa guardano all'Italia e alla Spagna come modelli per riqualificare la struttura fisica degli spazi pubblici – dice Gutierrez –, nel frattempo l'Italia sta andando però verso l'americanizzazione del settore commerciale, mettendo a rischio la qualità dei centri storici con il mix di usi e spazi a cui tutti fanno riferimento». Gutierrez pensa che un buon progetto non sia tale se non è bello. «Le dinamiche sociali e ambientali sono più potenti di una bella piazza – ha detto – tuttavia gli spazi aperti devono tornare a essere attrattivi con un mix di funzioni, strade pedonali, collegamento wi-fi, devono essere spazi sicuri per chi li vive e attraenti per chi vuole investire».


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