Progettazione e Architettura

A piccoli passi avanzano le nuove città

Massimo Frontera e Mauro Salerno

Dal nuovo quartiere zero bolletta di Bolzano ai complessi «car-free» in Emilia, dai centri storici contemporanei alla frontiera della gestione sociale e degli impianti hi-tech


Il primo quartiere del futuro sorgerà a Bolzano. Mobilità veicolare rigorosamente limitata all'esterno, circuiti pedonali e ciclabili, parcheggi interrati, progettazione architettonica di qualità. Ma soprattutto autosufficienza energetica. Il complesso immobiliare privato che sta per essere realizzato a via Druso, farà a meno della rete del gas di qualsiasi tipo di camino o canna fumaria.
OBIETTIVO BOLLETTA ZERO
L'allacciamento alla rete elettrica ci sarà ma si cercherà di non averne bisogno: l'obiettivo è un impatto zero sulla bolletta grazie a impianti fotovoltaici, termosolari e soprattutto grazie alla geotermia. «Per questa iniziativa – spiega l'assessore all'Urbanistica, Maria Chiara Pasquali – abbiamo ottenuto una deroga da parte della Provincia al divieto di sfruttare la geotermia». Il sottosuolo bolzanino, infatti, è particolarmente ricco di falde esposte al rischio di essere contaminate fra di loro proprio dalle sonde. «Le attuali tecnologie – prosegue l'assessore – garantiscono di escludere questo rischio». Il protocollo di intesa tra Comuni e privati è stato sottoscritto la scorsa settimana, dando il via libera a un concorso a inviti (a 4 professionisti) che i proprietari privati lanceranno allo scopo di acquisire idee ed elementi di "vision" sulla base delle linee guida (montepremi di 10mila euro, con primo premio di 5mila euro).
Il design di qualità, sia architettonico che urbanistico, e l'impiantistica tesa al risparmio energetico sono due componenti fondamentali per il rinnovo urbanistico, ma il percorso è agli inizi. «Soluzioni innovative su larga scala come se ne possono vedere all'estero ancora non ce ne sono in Italia», certifica Roberto D'Agostino, presidente dell'Audis, l'associazione aree dismesse che ha appena lanciato una campagna di promozione e sensibilizzazione sugli eco-quartieri.
QUANDO IL DESIGN FA LA DIFFERENZA
Il design gioca un ruolo determinante sia nell'architettura, sia negli spazi interni, sia nel masterplanning. Come testimoniano le iniziative realizzate a "Contrà Leopardi", a Treviso, e a San Giovanni in Persiceto (Bo), dove l'innovazione fa rima con maggiore vivibilità degli spazi. "Contrà Leopardi", un isolato residenziale realizzato a Olmi, nell'hinterland trevigiano, è diventato quasi un caso di scuola. Il complesso progettato da Toti Semerano comprende 15 blocchi residenziali che racchiudono, in tutto, 36 unità abitative per lo più a due piani. Il progetto denuncia subito attraverso un sapore antico l'obiettivo di rivisitare in chiave moderna i vecchi modelli di insediamento. «Le situazioni abitative così come proposte attualmente, da iniziative pubbliche o private, sembrano trascurare un aspetto essenziale: il tessuto urbano che ne risulta», spiega l'architetto. Qui è tutto il contrario, la banalità, la progettazione seriale lascia il posto all'attenzione ai dettagli, che si spinge fino allo studio delle viste interne delle abitazioni, arrivando anche a punteggiare il quartiere con elementi e quinte architettoniche progettate ad hoc. Le auto sono bandite. Si parcheggia ai due ingressi del complesso, poi si va a piedi. «Il fine del progetto è un luogo dove sia piacevole fermarsi a leggere o giocare, invece di andare in fretta per rifugiarsi in casa».
La dimensione urbana e sociale, l'attenzione all'habitat, contraddistingue un nuovo quartiere in costruzione a San Giovanni in Persiceto a 20 km da Bologna. Il modello, questa volta viene dall'Olanda e riguarda il cosiddetto woonerf, cioè "spazio condiviso". A promuovere il progetto, in avanzata fase di realizzazione, sono la società di progettazione Tecnicoop e lo studio Bergonzoni Lamber. Nel quartiere da 400 alloggi (destinato a raddoppiare) sono stati eliminati i confini tra strada e marciapiede trasformando i percorsi in uno spazio condiviso tra automobilisti, ciclisti, pedoni, «ma chi comanda sono questi ultimi», spiega Stefano Silvagni, di Tecnicoop. Non ci sono limiti di accesso al traffico veicolare dei residenti o dei mezzi di servizio «ma invece di limitarsi a mettere un cartello con divieto di superare i 30 all'ora, la filosofia del woonerf prevede "impedimenti fisici" come aiuole, alberature, panchine, fontane che diventano elementi di qualità urbana e ambientale per lo spazio di relazione dei residenti».
Questi elementi fanno sì che la pista per gli automobili sia piuttosto stretta (3-4 metri) e tortuosa in modo da limitare naturalmente la velocità di chi la percorre. «Inoltre gli edifici che si affacciano su questo spazio sono "invitati" a trasformare il proprio spazio privato in spazio pubblico. L'idea è quella di circolare in una piazza-giardino che però è anche strada».
La qualità ambientale e architettonica abita anche in provincia. A Cesenatico i 21 ettari della riqualificazione con il masterplan firmato da Mario Cucinella, il parco di Andreas Kipar (Land) e gli edifici affidati a un team coordinato da Edoardo Preger, l'obiettivo non è solo quello di realizzare un ambiente gradevole e moderno, ma anche di offrire la massima qualità energetica, con tutti gli immobili certificati Leed (si veda anche «Progetti e Concorsi» n. 23/2011).
Massima certificazione di qualità energetica anche a Moie di Maiolati Spontini (Ancona), dove il promotore locale si è affidato allo studio Brau Battistelli Roccheggiani Architetti per disegnare un complesso residenziale dal design contemporaneo con certificazione energetica CasaClima Habitat. «Il progetto – dice Marco Battistelli – si discosta molto da quello che è stato realizzato sul territorio fino a oggi». Gli elementi di novità? «Oltre al linguaggio architettonico, abbiamo ridotto le parti private e favore di quelle comuni; la circolazione carrabile è ridotta al minimo e viene invece esaltata la mobilità ciclopedonale in raccordo con la rete del Comune; le case hanno sistemi domotici avanzati». A settembre parte la costruzione dei primi appartamenti. L'intero complesso prevede 8.600 mq di residenze.
IMPIANTI E SERVIZI
Oltre a contribuire ad abbattere i consumi energetici, gli impianti tecnologici aumentano la qualità della vita. Il conferimento dei rifiuti urbani è un campo ancora tutto da esplorare. Una gestione innovativa dei rifiuti urbani potrebbe paradossalmente partire da Napoli, dove il gruppo immobiliare guidato dall'imprenditore sardo Gualtiero Cualbu sta realizzando l'ampia trasformazione urbana dell'ex Birra Peroni, nel quartiere Miano. La società ha scelto un sistema di conferimento dei rifiuti innovativo. Si presenta come uno sportello automatico con un oblò che si apre con una card. Il sacchetto viene conferito già separato (vetro, carta, metallo, indifferenziato) e viene poi convogliato sotterraneamente verso una pressa che lo riduce di dimensione e lo mette nel giusto contenitore. Quando il contenitore è pieno il sistema avvisa con un sms che è ora di svuotarlo. Vantaggi? «Il sistema è interrato e nascosto – informa la società immobiliare – e il trasporto di rifiuti avviene solo quando serve». Il problema è ora convincere l'amministrazione ad accettare questo nuovo sistema a comando automatico inedito nel capoluogo partenopeo.
Più innovativa la soluzione di Roma, dove già da luglio comincerà l'installazione del sistema pneumatico brevettato dalla milanese Oppent nel cantiere di Castellaccio e più precisamente nel grattacielo Eurosky. Gli sportelli saranno direttamente nell'edificio (ne sono previsti tre per piano). I rifiuti scenderanno per gravità e poi viaggeranno in tubi pneumatici fino all'area di conferimento e raccolta.
GESTIONE SOCIALE
Anche la componente umana è un luogo di sperimentazione e innovazione. Il Comune di Milano sta per selezionare il gestore della prima iniziativa di gestione sociale del cosiddetto "foyer". Ampiamente diffuso in Olanda e Inghilterra, il foyer nasce per recuperare giovani di 18-30 anni con problemi familiari, aiutandoli temporaneamente con la formazione professionale, l'inclusione sociale e l'ospitalità. Nel quartiere Sant'Ambrogio a Milano, il Comune metterà a disposizione una quindicina di appartamenti concessi a canone popolare. Milano è all'avanguardia nell'innovazione sociale. Il villaggio Barona, ideato e realizzato dalla Fondazione Cassoni, dove è stata appena completata l'ultima parte di parco pubblico, resta il prototipo di una comunità fondata sul sostegno reciproco. Gli ottanta appartamenti sono concessi in affitto a basso canone a famiglie con difficoltà. La comunità, multietnica, si fonda su un patto di solidarietà. Ciascuno cede parte del suo tempo o delle sue capacità per aiutare assistendo chi ha bisogno oppure con lavori per la cura degli spazi comuni e privati.
A San Lazzaro di Savena (Bo) l'associazione è/cohousing ha proposto al Comune un progetto che prevede uno scambio tra servizi a beneficio del quartiere in cambio di sconti degli oneri di urbanizzazione per realizzare un piccolo complesso di alloggi in cohousing, che sarebbero progettati dallo studio Tamassociati.


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