Progettazione e Architettura

Il grattacielo girevole
fermato dal mercato

Mila Fiordalisi


La crisi immobiliare e le incertezze sui costi della tecnologia alla base dello stop. Ma l'architetto Fisher ci crede ancora: «Solo uno slittamento, difficoltà superabili»


Era il 24 giugno 2008 quando l'architetto fiorentino David Fisher saliva alla ribalta della cronaca mondiale annunciando al Plaza di New York, davanti a una platea di giornalisti internazionali, i progetti delle Rotating Tower, i primi grattacieli al mondo in grado di ruotare su se stessi sfruttando al massimo le fonti rinnovabili al punto da essere energicamente autosufficienti.
Dubai la capitale candidata a ospitare la prima torre da 80 piani di altezza il cui taglio del nastro era stato fissato al 2010. E un'analoga «creatura» da 70 piani avrebbe dovuto vedere la luce a Mosca entro la primavera di quest'anno. Ebbene, sono passati tre anni, ma delle due torri non si hanno più notizie. Ed è finito nel dimenticatoio anche il progetto che puntava a dare vita in Italia – in un'area a suo tempo individuata genericamente nel Sud del Paese – a un distretto industriale specificamente dedicato alla produzione delle componenti più tecnologiche delle eco-torri, che avrebbe consentito di creare posti di lavoro e formare competenze professionali senza precedenti.
Nonostante il nulla di fatto su tutti i fronti, l'architetto fiorentino pur ammettendo lo stallo, non intende mettere la parola fine a questa storia. «È evidente che rispetto ai tempi annunciati inizialmente c'è un forte ritardo – dice a «Progetti e Concorsi» –. Ma si tratta di uno slittamento, causato dalla situazione generale di crisi del settore del real estate a livello mondiale».
Ma la crisi non sarebbe l'unica ragione dell'impasse: secondo quanto risulta a «Progetti e Concorsi» i due progetti si sarebbero infatti arenati anche a causa delle difficoltà esecutive legate alla realizzazione proprio delle componenti tecnologiche che devono consentire la rotazione dei due colossi e al conseguente timore, da parte degli investitori immobiliari, di veder lievitare i costi preventivati sulla carta (peraltro mai resi pubblici). «Abbiamo riscontrato una certa difficoltà nel veder accettata la nostra proposta, da alcuni considerata troppo futuristica», ammette Fisher, il quale però sottolinea che le grandi innovazioni si scontrano sempre con una certa resistenza al cambiamento: «Abbiamo avuto conforto leggendo le difficoltà che hanno affrontato a loro tempo i fratelli Wright, prima che la loro invenzione (quella dell'aeroplano, ndr) fosse riconosciuta e accettata».
Entrando nel dettaglio dei due progetti l'architetto si dice fiducioso sulla realizzazione della torre moscovita: «La situazione è ferma e non si posa neanche un mattone, ma il mercato potrebbe svegliarsi in breve tempo e il nostro progetto potrebbe ripartire. Anche a Dubai la crisi immobiliare è stata notoriamente molto pesante. C'è comunque da dire che nonostante la difficoltà del settore abbiamo ricevuto oltre 2mila richieste per i 200 appartamenti previsti per questa torre».
Nonostante le richieste però, i consulenti di CB Richard Ellis, hanno suggerito a Fisher – lo conferma lo stesso progettista – di spostare l'attenzione su altre città, che di fatto equivale a uno «stop» al progetto di Dubai. Quali città? L'architetto indica Londra, Parigi e Milano fra le mete. Milano peraltro, già al tempo dell'annuncio di New York, era finita nel mirino a seguito dei commenti entusiastici del sindaco Letizia Moratti che addirittura annunciò di volere una delle torri di Fisher «come icona per l'Expo 2015».
Ma considerata la marcia al ralenti del cantiere Expo sarà difficile, anzi pressoché impossibile, che la cosa si concretizzi in tempo per l'appuntamento con il 2015. Intanto Fisher non demorde: «In diverse altre città – annuncia – abbiamo possibili progetti per una torre dinamica: in ben quattro capitali, di cui tre in Sud America e una in Europa (ma l'architetto non svela di quali città di tratti, ndr) l'amministrazione locale metterebbe a disposizione il terreno a titolo gratuito, pur di avere la torre dinamica come emblema del futuro».


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