Progettazione e Architettura

Energia, ecco l'eco-business

Giuseppe Latour


Bellicini: c'è una grande attenzione ai temi della sostenibilità, ma il mondo della progettazione è ancora in ritardo


Risparmio energetico, riqualificazione residenziale e urbana, tecnologia dei materiali. Secondo una ricerca del Cresme e dell'Osservatorio professione architetto del Cnappc, realizzata intervistando i professionisti, sono i settori del mercato che cresceranno di più nei prossimi anni. A scapito delle nuove costruzioni, relegate dagli architetti interpellati al fondo della classifica. E proprio questi settori sono stati al centro della conferenza internazionale «The architecture of well tempered environment», promossa a Roma da Eurosolar Italia con Uia/Ares («Union internationale des architectes/Architecture and renewable energy sources») e dall'Ordine degli architetti di Roma.
«Il mercato si sta riconfigurando e i driver del cambiamento sono l'innovazione tecnologica, l'integrazione tra pubblico e privato, la commistione tra servizi e costruzioni, il low cost», ha spiegato il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, che nel corso della manifestazione ha presentato una ricerca che fa il punto della situazione della sostenibilità nel mercato italiano. «L'aspetto caratterizzante oggi – ha aggiunto – è che la domanda è molto avanti rispetto all'offerta. Il mondo della progettazione è ancora in forte ritardo».
Se, infatti, i cittadini dimostrano una forte sensibilità al tema della sostenibilità e del risparmio energetico, spesso agiscono senza la giusta guida del loro professionista di riferimento. Su 14 milioni di famiglie che negli ultimi tre anni hanno effettuato lavori di ristrutturazione, solo il 13,2% (7,4% del totale) si è avvalso di detrazioni del 36 e del 55 per cento. Questo, in molti casi, dipende dall'ignoranza e dalla mancanza dei consigli opportuni: un cittadino su tre non conosce la possibilità di effettuare detrazioni, mentre appena uno su cinque, secondo il Cresme, fa questa scelta per ragioni di ordine economico. Ovviamente, non tutti i lavori sono detraibili. A conti fatti, il 78,4% delle famiglie intervistate, pur avendo effettuato lavori potenzialmente detraibili, non ha usufruito di alcuna forma di incentivo.
Il mondo dell'architettura, grandi nomi a parte, avverte questo ritardo e comincia a muoversi con un'attività che parte dai piccoli professionisti. Come spiega Patrizia Colletta, presidente della Consulta per l'efficienza energetica dell'Ordine degli architetti di Roma: «Stiamo lavorando per fare dell'architetto una professione sostenibile. Siamo a un bivio e non si può più attendere: bisogna lavorare con le rinnovabili, bisogna ottimizzare la posizione degli edifici, bisogna migliorare i sistemi di recupero delle acque e pensare in modo diverso la mobilità». Come è accaduto nel caso di alcune best practice straniere, illustrate durante l'evento, come lo Stockholm royal seaport in Svezia o il centro di formazione di Herne Sodingen, in Germania. Per seguire questi esempi, un ruolo importante sarà assunto dal lavoro integrato con il mondo della ricerca e le Università: «In questo senso, insieme a sette Università e diversi Ordini professionali di tutta Europa – prosegue Colletta – stiamo lavorando al progetto "Educate" della Commissione europea, per definire quali sono i criteri che deve rispettare un architetto sostenibile».


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