Progettazione e Architettura

Alemanno getta un ponte verso le Olimpiadi

Paola Pierotti

Inaugurata a 11 anni dal concorso la passerella ciclo-pedonale firmata da Buro Happold e costata 8 milioni. Pronto a fine anno anche il ponte della Scienza all'Ostiense
Otto milioni di euro per un ponte lungo 190 metri, largo 22 nella parte centrale e 14 alle estremità. Due anni e mezzo di lavori per realizzare a Roma un nuovo ponte sul Tevere. Sono questi alcuni numeri del Ponte della Musica inaugurato la scorsa settimana dal sindaco Gianni Alemanno e dall'assessore all'Urbanistica, Marco Corsini. «Questo ponte sarà il simbolo della candidatura di Roma alle olimpiadi del 2020 – ha dichiarato il sindaco –. È un'opera che diventa l'anello di congiunzione tra il parco della musica, con l'auditorium di Renzo Piano, quello delle arti, con il nuovo museo Maxxi, e quello olimpico, con il complesso del Foro Italico che sta oltre il Tevere». Un'infrastruttura nata con l'amministrazione Veltroni che la nuova Giunta usa come biglietto da visita per preparare il terreno ai giochi del 2020.
L'opera è frutto di un concorso vinto nel 2000 dagli inglesi Buro Happold con Kit Powell – Williams Architects, sviluppato da Carlo Lotti & Associati in fase definitiva e da Mario Petrangeli & Associati con Biggi-Guerrini in fase di esecutivo. L'appaltatore è Consorzio Stabile Consta e i lavori sono stati eseguiti dall'impresa Mattioli. Tra i protagonisti del cantiere c'è anche Italcementi che ha messo a punto un materiale che limita l'aumento di peso rispetto alla soluzione in acciaio, contenendo lo spessore strutturale in soli 18 cm.
Sul ponte passeranno pedoni, biciclette e mezzi pubbblici. «Bisogna aspettare il progetto complessivo del Parco della Musica e delle Arti, che sta sviluppando Piano, per vedere se qui passeranno bus elettrici o una linea di tram. Sicuramente si privilegeranno mezzi ecologici» ha precisato il sindaco.
La struttura è costituita da un impalcato metallico, verniciato di bianco, sorretto da due archi ribassati in acciaio poggianti su piedritti in cemento armato che contengono le scale di accesso alle due sponde del fiume. La parte centrale del ponte è asfaltata e ospiterà il corridoio del trasporto pubblico, mentre quelle laterali sono costituite da doghe in legno che poggiano sulla struttura in acciaio. Anche per questa nuova opera romana è immancabile il travertino: le opere murarie accessorie sono state infatti realizzate in mattoni con testa in travertino come quelli utilizzati nell'auditorium di Piano. «Quest'opera mette a sistema una serie di interventi già realizzati e altri pianificati. Da 30 anni non si costruiva un nuovo ponte a Roma – ha aggiunto Corsini – ma i ponti di Roma sono ancora pochi (30 in tutto). Per la fine dell'anno sarà pronto anche il Ponte della Scienza, nella zona Ostiense».
L'inaugurazione del Ponte della Musica è arrivata dopo lo slittamento di altre due date, entrambe rinviate per problemi tecnici legati alla costruzione e alla scelta di alcuni materiali. «Il ritardo è dovuto al sistema di varo – ha precisato Paolo Capozzi, direttore dell'ufficio Città storica del Comune di Roma –. Inizialmente si dovevano realizzare due pile da demolire dopo il test, in una seconda fase si è optato per il varo a spinta senza appoggio. Soluzione che ha allungato un po' i tempi».


© RIPRODUZIONE RISERVATA