Progettazione e Architettura

Inox e verde per il palasport

Luigi Prestinenza Puglisi

Frutto di una gara pubblica il palazzetto di Lisieux colpisce per il design e nasconde soluzioni da classe A realizzate a costi contenuti grazie alla regia dei progettisti in cantiere

L'italiano Giovanni Bellaviti e il cipriota Dino Counstantin Coursaris da oltre dieci anni hanno costituito uno studio a Parigi con all'attivo realizzazioni di impianti sportivi, di edilizia residenziale e di riprogettazione degli spazi pubblici. Giovanni Bellaviti, in precedenza, aveva lavorato con Massimiliano Fuksas: cinque anni a Roma e quattro a Parigi. Dino Constantin Coursaris con Domenique Perrault.
Il progetto che presentiamo in questo numero è un palazzetto dello sport nella regione della Bassa Normandia a Lisieux il cui incarico è stato vinto nel 2008 a seguito di concorso svoltosi prima per selezione di curriculum e poi, seguendo un metodo consolidato in Francia, per gara di progettazione tra un ristretto numero di progettisti selezionati. Degli oltre tre anni necessari per la realizzazione dell'edificio, che comunque rispetto all'Italia sono un tempo record, un paio sono stati necessari per incassare i finanziamenti regionali concessi all'edificio per le sue alte prestazioni ambientali e per il fatto che l'opera fa parte di un più ampio programma di risanamento delle aree periferiche della cittadina.
Il palazzetto, che ha una capienza di settecento posti, ha un'eccellente acustica e può essere utilizzato, oltre che per le gare di pallacanestro e palla a mano, per ospitare attività pubbliche quali conferenze, concerti ed eventi musicali.
Realizzato con struttura d'acciaio, il palazzetto si caratterizza per la sua copertura vegetale. «L'edificio – ci spiega Giovanni Bellaviti – si trova ai piedi di una collina, all'ingresso della città e chiunque si rechi a Lisieux lo vede dall'alto. Abbiamo perciò pensato di evitare che con la sua massa potesse costituire un elemento d'inquinamento visivo; anzi abbiamo cercato, idealmente, di ricongiungerlo alla collina». Da qui deriva inoltre l'accorgimento di suddividere la stessa copertura in riquadri di circa 14 metri di lato, ciascuno dei quali con una propria inclinazione, per evitare un'unica superficie piatta e indistinta. L'andamento articolato della copertura lo si può godere anche dall'interno dove è evidenziato dai cambiamenti di colore dei riquadri.
A giocare sul colore sono inoltre tre volumi rivestiti in lamiera gialla, bianca e rossa che fuoriescono dalla facciata principale. Il volume giallo ospita la casa del guardiano; il rosso all'esterno la biglietteria e all'interno gli spogliatoi; il bianco la clubhouse. Quest'ultima è una sala per riunioni di un centinaio di metri quadrati che in Francia si trova nella maggior parte degli impianti sportivi: il luogo d'incontro per celebrare e per festeggiare gli eventi sportivi. La clubhouse di Lisieux ha un doppio affaccio: all'interno sul campo da gioco e all'esterno sul parco verde che costeggia il fiume cittadino.
La brillante colorazione, oltre a vivificare il verde della copertura, fa da contrappunto all'acciaio inox di tre delle quattro pareti perimetrali sulle quali si riflettere il paesaggio circostante. Per la quarta parete, quella d'ingresso, è stato previsto un più trasparente rivestimento con un doppio sistema di pannelli di policarbonato. La doppia parete è stata inserita per garantire la classe A ed evitare eccessive dispersioni termiche.
Il costo di realizzazione è stato di 4,4 milioni (più Iva), equivalente a circa 1.100 euro al metro quadrato, una somma contenuta anche rispetto agli sparagnini standard francesi. Per risparmiare sui costi si è evitato di ricorrere a un general contractor e gli architetti hanno coordinato una ventina di diverse ditte che si sono affiancate o alternate nel corso della costruzione. È una formula che in Francia si usa con una certa frequenza e per la quale è prevista una retribuzione a parte per i progettisti pari a circa l'1% dell'importo dei lavori. «L'eccessiva compressione dei costi – ci fa però notare Giovanni Bellaviti – aumenta le responsabilità del progettista e spesso porta a una maggiore conflittualità. Sono sempre più numerosi in Francia i contenziosi con le assicurazioni per opere non correttamente eseguite. E, anche nei casi come questo, dove tutto è andato per il meglio, il lavoro è snervante e richiede una presenza continua sul cantiere».


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