Progettazione e Architettura

Architetti: sì alla legge
per qualità e concorsi

Mauro Salerno


Simbolicamente è come se avessero firmato tutti gli architetti italiani. La sottoscrizione degli Ordini provinciali, alla Conferenza nazionale degli Ordini tenutasi venerdì 27 e sabato 28 maggio a Roma, rilancia in maniera ufficiale la proposta di legge popolare per l'architettura avanzata da «Progetti e Concorsi» e apre il cammino verso la sua approvazione.
«Da parte nostra la sottoscrizione rappresenta una presa di posizione molto forte – sottolinea il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie –. Porteremo la legge sul tavolo del ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, chiedendo un suo impegno a portare avanti la legge. Abbiamo già ricevuto dei segnali positivi in questo senso».
La proposta di legge (scaricabile dal nostro sito web www.ediliziaterritorio.ilsole24ore.com) prevede che le amministrazioni locali siano tenute a vagliare attraverso un concorso di idee o di progettazione il miglior progetto di un'opera pubblica, piccola o grande che sia. Applicando così anche in Italia il modello francese inaugurato negli anni '70 con il Beaubourg e da noi seguito con successo dalla Provincia di Bolzano, che proprio puntando sul sistema dei concorsi negli ultimi anni ha allevato una generazione di giovani progettisti, capace di costellare il territorio di innesti contemporanei di alto valore architettonico. I concorsi, insomma, non solo per realizzare musei e biblioteche, gare-evento utili ai fini del marketing urbano, ma strumento ordinario per creare scuole, piazze, parchi all'interno di un mercato trasparente, aperto ai giovani e capace di assicurare il consenso e la qualità degli spazi pubblici.
L'iniziativa di «Progetti e Concorsi» è stata al centro della Conferenza nazionale degli architetti, in cui si è discusso di come ridare smalto al ruolo dei professionisti, rimettendo il progetto al centro del processo edilizio. Oltre a eliminare gli sbarramenti legati a curriculum e fatturato, per facilitare l'accesso al mercato degli studi più giovani Freyrie rilancia anche l'idea dei quaderni della giovane architettura. sul modello francese dei "cahiers de jeunesse", in modo da permettere a 100 giovani progettisti selezionati attraverso un bando annuale, di ottenere un "pass" per gare. Novità anche per le giurie spesso monopolizzate da commissari interni alle amministrazioni. La propsta di legge impone la presenza di professionisti di provata esperienza. «Giusto – chiosa Freyrie –. Magari selezionati all'interno di un albo ad hoc, formato da professionisti che si impegnano a non partecipare alle gare per un certo periodo di tempo».
Tra i progetti discussi all'interno della Conferenza nazionale anche l'idea di sviluppare un piano per la rigenerazione della città, insieme a costruttori e società di ingegneria che proprio la settimana scorsa, in occasione degli Stati generali delle costruzioni, hanno ribadito il sostegno alla proposta di legge per bocca di Paolo Buzzetti (presidente dell'Ance) e di Braccio Oddi Baglioni (Oice).
Del resto, l'idea di intervenire sul codice degli appalti per rendere vincolanti i concorsi e scardinare le gabbie che ingessano il mercato della progettazione ha incontrato subito il favore di centinaia di progettisti a partire da Renzo Piano. E ha raccolto anche un consenso bipartisan in Parlamento, dove la proposta di legge per la qualità dell'architettura potrebbe entrare dall'ingresso principale, grazie al sostegno offerto da esponenti della maggioranza e dell'opposizione, come Fabio Rampelli e Angelo Maria Cicolani (entrambi del Pdl) ed Ermete Realacci e Luigi Zanda (Pd).


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