Progettazione e Architettura

«All'estero con il passepartout
dell'architettura»

Paola Pierotti

Da aziende simbolo come IGuzzini a produttori di materiali di nicchia fino ai costruttori di parcheggi: le storie delle imprese andate oltreconfine a braccetto dei designer

Allearsi con gli architetti paga. Le aziende che hanno intuito per tempo le potenzialità di una partnership informale con i progettisti, sviluppando soluzioni ad hoc e preoccupandosi di affiancare servizi su misura a fianco del catalogo-prodotti, ne hanno beneficiato in termini di business. Soprattutto quando il mercato di riferimento non è quello italiano. Non è un mistero che diverse aziende del settore delle costruzioni sono riuscite a farsi aprire i cancelli del mercato internazionale, grazie al passepartout offerto da un architetto di grido. È successo così ai grandi gruppi come IGuzzini Illuminazione e Stone Italiana, azienda che produce elementi con il quarzo ricomposto. «Gli architetti sono il target di riferimento. La nostra azienda punta sulla qualità che si sviluppa solo con i progetti. Non è stato il nostro catalogo-prodotti a farci affermare – spiega Adolfo Guzzini – ma piuttosto i servizi innovativi che abbiamo offerto ai progettisti, come l'assistenza in fase di progettazione e in cantiere». IGuzzini è sbarcata negli Stati Uniti al fianco di star come Renzo Piano. In Cina è arrivata al seguito di Mario Cucinella, mentre a Malta ha da poco inaugurato un progetto realizzato con Enzo Eusebi, portando la luce in tanti negozi Armani da Shanghai a Parigi. Stone Italiana ha affiancato Massimiliano e Doriana Fuksas da Tokyo a New York, con Italo Rota ha lavorato per numerosi negozi di Roberto Cavalli e con Michele De Lucchi fin dagli anni '90 ha realizzato decine di filiali della Deutsche Bank.Entrambe queste aziende hanno investito sulla personalizzazione dei prodotti, riscontrando l'apprezzamento dei progettisti e affiancandoli in grandi commesse anche all'estero. «I nostri interlocutori sono gli architetti, in seconda battuta ci confrontiamo direttamente con i developer e i contractor» spiega Guzzini. «L'architetto per noi è la figura di riferimento – spiega Silvia Dalla Valle, Stone Italiana –. Studiamo insieme i prodotti. Con Doriana Fuksas ad esempio abbiamo lavorato a lungo per trovare la soluzione migliore per l'edificio Armani a Tokyo, dove si voleva inserire il motivo di una foglia di bambù, dorata, nella pelle dell'edificio realizzata in quarzo ricomposto».Quando aziende e progettisti sviluppano insieme prodotti innovativi, gli architetti li mettono a catalogo e li suggeriscono a chi deve realizzare l'opera. E aprono così la strada alle aziende che devono aggiudicarsi la commessa.I progettisti sono un veicolo per far conoscere, per esportare il prodotto ma anche per migliorarlo. Lo dimostra la storia dell'azienda toscana Bencore guidata da Giorgio Bianchini che da qualche anno ha lanciato sul mercato un prodotto di nicchia: pannelli di supporto strutturale in policarbonato per pareti, pavimenti e allestimenti di stand. «All'inizio pensavamo di utilizzare questi pannelli come supporto sul quale incollare un altro materiale – spiega Bianchini –, grazie alla collaborazione con gli architetti abbiamo capito invece che i nostri pannelli potevano essere un prodotto finito. Abbiamo lavorato con gli studi di Alberto Cecchetto, Aldo Cibic, Flavio Albanese e a Francoforte con Mario Bellini abbiamo rivestito le colonne del ristorante della nuova Deutsche Bank».I designer, insomma, aprono una strada ai fornitori, e non di rado le aziende a ricaduta ottengono altri incarichi. Bencore ora lavora con il team Prada per realizzare nuovi negozi nel Far East. Insieme stanno creando un nuovo prodotto che avrà un'anima interna con una vetrocamera e che diventerà un nuovo prodotto del catalogo. Anche Stone Italiana, dopo i lavori fatti con Fuksas ha continuato il rapporto con Armani e a oggi ha realizzato una cinquantina di negozi in tutto il mondo. Nel tempo l'alleanza con gli architetti si è rivelata vincente anche per le aziende di arredamento ma anche per chi produce impianti o soluzioni iper-specializzate, come nel caso dei parcheggi elevatori realizzati da Interpark nel business center Quattro Corti di San Pietroburgo (Piuarch). Mario Cucinella ha portato ad esempio in Cina per la costruzione del Siieb aziende come la Ariston Thermo Group di Fabriano e la Graniti Fiandre. Lo studio di Antonio Citterio Patricia Viel and Partners ha portato con sé partner come Cassina e B&B Italia per gli hotel Bulgari e per l'operazione ultimata nel 2009 a Mosca, il Barvikha Hotel & Spa. «La relazione con gli architetti è fondamentale per una prima conoscenza con i clienti internazionali – spiega Emanuele Chicco Busnelli, ad B&B Italia –. Poi sta all'azienda giocarsi il proprio futuro e competere con la concorrenza del mercato globale. Ci dobbiamo difendere con le referenze, la storia e la cultura dell'azienda e, certo, con i prezzi».


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