Progettazione e Architettura

Il ponte sul Tevere
che ricuce il quartiere


Otto milioni di euro per un ponte lungo 190 metri, largo 22 nella parte centrale e 14 alle estremità. Due anni e mezzo di lavori per realizzare a Roma un nuovo ponte sul Tevere. È il Ponte della Musica, inaugurato nel maggio scorso.
L'infrastruttura assume il ruolo di anello di congiunzione tra il parco della musica, con l'auditorium di Renzo Piano, quello delle arti, con il nuovo museo Maxxi, e quello olimpico, con il complesso del Foro Italico che sta oltre il Tevere. Il ponte è stato voluto dalla precedente amministrazione; e ora la nuova giunta Alemanno la usa come una carta da giocare per la candidatura alle Olimpiadi del 2020. L'opera è frutto di un concorso vinto nel 2000 dagli inglesi Buro Happold con Kit Powell-Williams Architects, sviluppato da Carlo Lotti & Associati in fase definitiva e da Mario Petrangeli & Associati con Biggi-Guerrini in fase di esecutivo.
L'appaltatore è Consorzio Stabile Consta e i lavori sono stati eseguiti dall'impresa Mattioli. Tra i protagonisti del cantiere c'è anche Italcementi che ha messo a punto un materiale che limita l'aumento di peso rispetto alla soluzione in acciaio, contenendo lo spessore strutturale in soli 18 cm. Sul ponte passeranno pedoni, biciclette e mezzi pubblici.
La struttura è costituita da un impalcato metallico, verniciato di bianco, sorretto da due archi ribassati in acciaio poggianti su piedritti in cemento armato che contengono le scale di accesso alle due sponde del fiume.
La parte centrale del ponte è asfaltata e ospita il corridoio del trasporto pubblico, mentre quelle laterali sono costituite da doghe in legno che poggiano sulla struttura in acciaio. Anche per questa nuova opera romana è immancabile il travertino: le opere murarie accessorie sono state infatti realizzate in mattoni con testa in travertino come quelli utilizzati nell'auditorium di Piano.


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