Progettazione e Architettura

L'ufficio di Zucchi:
pelle d'acciaio
e cuore hi-tech

Paola Pierotti


È lo sviluppo del brise soleil l'elemento più caratteristico del polo direzionale progettato con il ricorso a sofisticati software parametrici


È un edificio che vibra, un'architettura che ripropone l'aggettivo "atmosferico" usato negli anni '50-'60 da Carlo Argan per parlare del barocco romano». Così Cino Zucchi rilegge il suo ultimo progetto ad Assago (Mi), nell'area sviluppata da Milanofiori Nord (Gruppo Brioschi). La pelle in alluminio, forata e cangiante dal bruno all'oro, che riveste il nuovo edificio per uffici (U15) sembra una decorazione. «Invece è una scelta progettuale che reinterpreta la teoria del brisoleil in cui si prevede una disposizione orizzontale verso sud e verticale sui lati est e ovest». Zucchi ci tiene a spiegare cosa c'è dietro il design dell'involucro degli uffici realizzati con General Planning. L'involucro perimetrale è il segreto di questo progetto: diviso in più strati combinati insieme, raggiunge prestazioni ambientali da classe energetica B.
A partire dall'interno, alterna una fascia di serramenti a nastro con una fascia a parapetto opaca rivestita in pannelli coibentati in alluminio anodizzato. I telai dei serramenti sono coperti da una lamiera a «V». Ancora, le specchiature fisse e le ante apribili sono realizzate con lastre di vetro di diversa composizione e finitura a seconda dell'orientamento solare. All'esterno, una serie di modanature orizzontali a passo costante contengono un sistema di frangisole fissi, in lamiera di alluminio con diversi profili e profondità, sempre di colori cangianti, forati a controllo numerico. «Questa scelta progettuale – dice ancora l'architetto milanese – risponde anche alla richiesta di contenere i costi: il rivestimento è stato realizzato con una tecnologia di facciata continua, in lamiera pressopiegata, con un sistema di fissaggio molto semplice. Inizialmente il progetto prevedeva un parapetto portante, poi per accelerare la fase costruttiva – aggiunge – si è optato per una soletta in cemento con un facile ancoraggio all'involucro». Il risultato? «Al piano terra e al primo livello la facciata è continua con montanti e traversi di tipo strutturale, ai piani superiori è una facciata a cellule prefabbricate. Gli elementi strutturali – spiega Laura Barat di General Planning – sono vincolati ai solai in cemento armato con un sistema di travi in acciaio fissate al perimetro esterno dei solai stessi». La struttura a montanti e traversi del basamento è unica ed è alta 7,7 metri; le cellule ai piani superiori sono alte 3,8 metri, altezza che corrisponde all'interpiano dell'edificio e sono fissate alla base e in sommità ai solai dei piani.
Struttura. La struttura è costituita da colonne cilindriche e da solette orizzontali in cemento armato a basso spessore gettato in opera su casseforme prefabbricate. In copertura un elemento schermante di colore azzurro copre la zona impianti e chiude l'edificio.
Frangisole. Sulle estremità dei davanzali sono fissati dei frangisole fissi realizzati con pannelli di lamiera di alluminio anodizzata, forati e pressopiegati in profili di forma diversa. Il motivo dei brisoleil caratterizza tutta la facciata: la frequenza, il numero dei buchi e la disposizione sono studiati in relazione all'inclinazione e all'intensità dell'irraggiamento solare nelle ore e nelle stagioni su vari lati.
Facciate. A livello dei parapetti, dal secondo piano in su, la facciata è tamponata con elementi ciechi composti da vari strati di isolamento termico e barriere acustiche. Questa fascia piena si sviluppa dal davanzale di un piano fino alla veletta del piano sottostante ed esternamente è rivestita anche in questo caso con i pannelli di alluminio, alti 1,80 m, e di larghezze diverse (90-170 cm). I serramenti inseriti nelle cellule sono composti da profili di alluminio a taglio termico e sono di tre diverse larghezze (90-135 cm). Anche i vetri sono di colori diversi e intervallano vetrate opaline di tonalità bianco.
Dal design parametrico al cantiere. «Una volta si standardizzava il pezzo, oggi si lavora con processi industrializzati: la produzione è aiutata dal design parametrico – commenta Zucchi –. A Milanofiori, proprio grazie a questo tipo di innovazione abbiamo prodotto tanti elementi diversi e li abbiamo combinati in cantiere con estrema precisione. Quando la pelle tocca terra ad esempio, segue l'andamento topografico, sale e scende: ogni pezzo è stato realizzato ad hoc, con tagli a laser perfetti. Per realizzare questi manufatti serve un vigile urbano in cantiere!» dice l'architetto.


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