Progettazione e Architettura

Il design a basso costo
che riqualifica la periferia


Social housing di qualità, con costi contenuti e veloce realizzazione. Succede a Elmas, località alle porte di Cagliari. In appena 15 mesi sono state completate nove unità residenziali (per quasi mille mq di slp) per un costo finale di 850 euro al mq. Il progetto è firmato da 2+1 Officina Architettura (Olindo Merone, Gianni Massa, Fabio Lilliu), studio di Cagliari nato nel 2006.
«La semplificazione formale e l'impiego di materiali e di tecnologie facilmente reperibili sul territorio ha permesso l'ottimizzazione e il controllo delle risorse economiche – raccontano i progettisti di 2+1 Officina Architettura –. Tra i materiali utilizzati il laminato Abet Meg, disponibile con un'ampia gamma di colori con basso costo e alte prestazioni e resistenza agli agenti atmosferici, ha permesso di ottenere il forte contrasto cromatico sul bianco della facciata».
Attenzione anche alla sostenibilità: la disposizione nord-sud delle due facciate ha influito sulla disposizione interna degli ambienti, rispettivamente della zona notte a nord (fronte strada) e della zona giorno a sud (facciata interna). Il forte soleggiamento estivo a sud è controllato dal ballatoio d'ingresso che conduce alle singole unità: la sua profondità è stata valutata per rispondere in maniera ottimale alle variazioni dell'inclinazione del sole sia in inverno sia in estate. Sulla parete nord i portelloni gialli funzionano come ulteriore schermatura ai venti freddi provenienti da nord.
In un contesto architettonico e urbanistico un po' trascurato l'opera si fa notare anche per i colori: una stecca solare, inedita per la zona, simile a un quadro dai contenuti geometrici che si esprimono attraverso i due colori del giallo e del bianco. L'edificio prospetta su una strada principale, fiancheggiato a destra e a sinistra da due manufatti anonimi: la cortina si innesta fra le due originarie come un oggetto del tutto diverso, ma ordinato e non disturbante, anzi, come esempio dell'evoluzione della cultura dell'abitare contemporaneo. È un segnale urbano che non passa inosservato. Nessuna volontà di mimesi, infatti, ha orientato le scelte dei progettisti, che anzi puntano sul linguaggio dell'interferenza proprio per costruire possibili scenari di diversità. La facciata bianca, popolata da aperture dagli scuri gialli, diventa un elemento percepibile sia alla velocità del pedone sia a quella dell'automobilista. Le aperture, in due differenti tagli, contribuiscono a creare un gioco di vuoti e pieni che muovono la facciata e le danno carattere.


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