Progettazione e Architettura

I concorsi e il ruolo di Pisapia: due nodi per l'Expo

Pierluigi Mantini*


La preoccupante scena di Expo 2015 può essere riassunta nel modo seguente: a) il Bie ha effettivamente formalizzato che l'Italia è in forte ritardo e che se non partiranno le gare entro l'estate si andrà verso la revoca dell'assegnazione; b) la proprietà delle aree è tuttora precaria poiché la newco costituita ha solo la Regione come socio ed è stato sottoscritto un preliminare di acquisto con il proprietario Belgioioso Srl, ma nulla con l'altro proprietario Ente Fiera; c) non risulta definito l'accordo di programma né la relativa variante urbanistica, decisiva per volumetrie, destinazioni, mix funzionali e opere pubbliche infrastrutturali; d) è stata avviata a giugno la «procedura parallela» (per fortuna!) prevista dal Dpr 383 del 1994 per l'espropriazione per pubblica utilità ai fini della realizzazione di opere pubbliche statali (ma la qualificazione impedisce altre soluzioni pubblico-privato); e) sarebbe urgente far partire almeno la gara per la «risoluzione delle interferenze» (centralina elettrica sotterranea, oleodotti e corsi d'acqua) se proprio non si vuole stare fermi.


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