Progettazione e Architettura

Boeri a un bivio:
ora una scelta
netta tra politica
e architettura

Neppure il tempo di insediarsi che a Palazzo Marino scoppia la grana del «conflitto di interessi» di Stefano Boeri. L'architetto, autore del masterplan dell'Orto Botanico al tempo della giunta Moratti, può o non può fare l'assessore alla Cultura, con delega all'Expo, nell'amministrazione Pisapia? Il tema sarebbe stato affrontato anche in Comune poco prima della seduta di Giunta che la settimana scorsa ha confermato a Boeri la delega per la «promozione, valorizzazione, diffusione della manifestazione prevista nel 2015». La scelta del nuovo sindaco di assegnare a Boeri questa delega sotto la spinta anche del consenso elettorale ottenuto dall'architetto sta creando non pochi problemi all'amministrazione che si era proposta annunciando un vento nuovo sulla città. Nei giorni scorsi non sono mancate le scintille tra l'architetto e l'Ad di Expo, Giuseppe Sala. Non il modo migliore per spazzare il tempo perso nell'organizzazione della kermesse. Dal Comune assicurano che la delega, i cui compiti devono essere ben chiariti, riguarderà gli incarichi che sono di competenza del Comune e non della società Expo. Tanto che per il vicesindaco di Milano, Maria Grazia Guida, «non esiste il conflitto di interessi». Per Stefano Boeri, però, architetto di successo che ha iniziato una carriera politica con altrettanta fortuna, forse sarebbe meglio compiere una scelta netta e magari abbandonare per sempre la sua precedente professione. Ne guadagnerebbe anche la giunta Pisapia. Anche perché a questo punto il tema del «conflitto di interessi» rischia di riemergere a ogni decisione di Palazzo Marino sull'Expo.


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