Progettazione e Architettura

Biblioteche/1. Ecco come cambia la progettazione dei luoghi della lettura nell'era digitale

Mariagrazia Barletta

Come gli architetti affrontano la progettazione per rendere le biblioteche centri di dibattito, di condivisione e scambio, luoghi di diffusione della cultura ed erogazione di servizi

Le biblioteche come centri di dibattito, di diffusione della cultura, sempre più specializzate e concepite come «piazze coperte, a disposizione di grandi e piccoli, ricchi e poveri, zingari e cardinali», come le ha definite Antonella Agnoli, nota consulente bibliotecaria, nel libro «Le piazze del sapere». Sempre più pronte a offrire una vasta gamma di servizi in un ambiente informale, che non intimidisce, bensì accoglie. È questo - a grandi linee - l'identikit delle biblioteche italiane che combattono il rischio di assistere alla disgregazione del loro ruolo, da riconsiderare nell'era digitale, dell'informazione "open source" e della socializzazione affidata al campo dell'irrealtà. Le riflessioni su questo fronte in Italia non mancano e le buone pratiche non sono così difficili da individuare, ma risultano concentrate, se si guarda agli ultimi 20 anni, in poche regioni, principalmente in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Trentino Alto Adige. E se si restringe il cerchio alle ultimissime realizzazioni e ai progetti in corso, è ancora in queste regioni che si individuano esempi al passo coi tempi. Considerando che poco più del 15 per cento della popolazione si reca in biblioteca (è questa la media nazionale), potrebbe sorprendere trovare piccoli gioielli anche in paesi con meno di 5mila abitanti, eppure i casi non mancano.

Il "caso" del Trentino Alto Adige
La diffusione di piccole biblioteche di paese nel Trentino Alto Adige è eclatante. «Nei piccoli centri la biblioteca è un punto di riferimento anche legato alla vita sociale, al tempo libero e con il progetto si cerca sempre di rafforzare questo concetto», afferma Elena Sacco titolare con Paolo Danelli di Dap Studio. Lo studio milanese ha realizzato la sua prima biblioteca nel 2003 a Castellanza (Varese), cui hanno fatto seguito quelle di Lonate Ceppino (Varese) e Ranica (Bergamo). In ultimo lo studio ha progettato (arredi compresi) la biblioteca civica a Mezzolombardo (Trento), che sarà contenuta in un edificio del centro storico (i lavori sono iniziati a marzo 2019). «A Mazzolombardo, come nei progetti realizzati in precedenza, abbiamo sempre previsto spazi complementari che potessero funzionare sia come estensione delle attività della biblioteca, ma anche autonomamente e questo è molto importante perché configura la biblioteca come uno spazio aperto alla città e a tante iniziative». A Mezzolombardo il progetto include una sala con 120 posti, ad alta tecnologia, riconfigurabile per ospitare diversi eventi, e poi: sale studio aperte anche la sera per poter attrarre i più giovani, spazi informali al piano interrato e una sala per bambini dal design giocoso. Tutto contribuisce «a svecchiare l'idea della biblioteca come luogo chiuso di studio», sottolinea Elena Sacco. Un lavoro svolto - continua - «a stretto contatto con gli addetti al servizio bibliotecario, anche per portare avanti nuove riflessioni sull'utilizzo degli spazi». «Oggi si tende a fruire tutto da casa, quindi la biblioteca deve condensare una serie di proposte, diventare una sorta di piazza urbana, anche per attirare i cittadini». «Se una biblioteca funziona è il risultato di un servizio bibliotecario che sa proporre e stimolare ma anche di spazi che sappiano accogliere e attirare le persone», conclude l'architetto.

A testimonianza del ruolo cardine dell'architettura e dei suoi interni nella promozione dei servizi bibliotecari, vi sono i dati registrati a dicembre 2019 dalla biblioteca delle Giudicarie Esteriori a Comano Terme (Trento), il cui progetto architettonico, funzionale, degli arredi e di grafica e comunicazione visiva, innovativo, è di Alterstudio Partners, il più attivo tra gli studi italiani nella progettazione di biblioteche. Il nuovo edificio è stato inaugurato a gennaio 2019 e dopo undici mesi dal trasferimento della biblioteca (a servizio di cinque comuni) nella nuova sede, gli iscritti al servizio erano incrementati di oltre il 400 per cento. Recente anche la biblioteca di Caldaro (Bz), piccolo gioiello di architettura progettato da Walter Angonese. Prima della pandemia era già in fase avanzata il cantiere della biblioteca civica di Bressanone progettata dallo studio Carlana Mezzalira Pentimalli. «Abbiamo dato priorità - racconta Michel Carlana - alle relazioni tra le persone e non alle funzioni: significa che ogni ambiente e ciascun dispositivo, che sia la scala, il giardino o un luogo di incontro, doveva per noi essere ambiguo, cioè doveva potersi adattare a diverse attività». L'edificio è concepito «come una casa della cultura, un ambiente domestico che appartiene a tutti». L'architettura riprende il linguaggio delle abitazioni locali, reinterpretando ad esempio i caratteristici erker. «Se ci si sentirà a proprio agio in quel luogo, diventerà spontaneo andarci per leggere un libro, ma anche solo per rilassarsi, incontrare persone o per lavorare. In questo senso l'architettura è il vero strumento per riuscire ad ottenere ciò», conclude l'architetto.

Nuove domande con l'avvento del digitale
Spazi accoglienti e culturalmente stimolanti anche per la biblioteca di Capiago Intimiano (Como) realizzata, insieme ad una sala eventi e a spazi per associazioni, nell'ambito del progetto condotto dallo studio Ortalli Verrier (Gaëlle Verrier e Giacomo Ortalli) per il recupero del Castello di Ariberto. Di recente Alterstudio Partners ha inoltre completato il progetto per la biblioteca civica "Alda Merini" di Robecchetto con Induno (Milano), ricavata in un'ex filanda. Un luogo in grado di accogliere attività culturali di vario genere, dotato tra l'altro di una "gaming zone" e di un laboratorio di creatività digitale per i giovani. Non di rado per la biblioteca viene studiata una precisa identità visiva che coinvolge anche la grafica e la segnaletica. Si punta inoltre alla flessibilità. «Con l'avvento del digitale sono cambiate le risposte che gli utenti danno e le domande che gli utenti fanno alle biblioteche perché oggi chiunque può connettersi con qualsiasi dispositivo a qualsiasi genere di banche dati, quindi la biblioteca deve rappresentare qualcosa in più», afferma Raffaella Magnano, socia di Area Progetti, società di architettura e ingegneria di Torino con un'ampia esperienza nella progettazione di biblioteche, tra cui - solo per citare le più recenti - quella di Rosignano Marittimo (Livorno) e la biblioteca per ragazzi dell'ex ospedale di santa Croce a Cuneo (si veda intervista a Raffaella Magnano).

Le biblioteche come «condensatori sociali»
È stata completata poco prima dell'esplosione della pandemia, la seconda fase del recupero della Torre del Borgo a Villa d'Adda (Bergamo) su progetto dello studio Cn10. Nel 2015 lo studio aveva restaurato la torre, ultima traccia di un complesso medievale fortificato, aggiungendovi un piccolo volume rivestito di rame. Con l'ultimazione del secondo lotto, che consiste nella riqualificazione di un'altra torre, il complesso è pronto per diventare una biblioteca-museo. «Ma - precisa Gianluca Gelmini, titolare dello studio Cn10 – non è solo biblioteca e non è solo museo, è l'uno e l'altro ed è potenzialmente altro ancora. Si tratta di un edificio polivalente che unisce al suo interno più attività culturali e di promozione del territorio. Non c'è separazione ma una continuità tra queste funzioni, tant'è vero che l'ultimo piano della torre più alta diventerà un museo del territorio. Si tratterà di una sorta di condensatore culturale», afferma. «La biblioteca oggi è diventata qualcosa di complesso: è una sorta di condensatore sociale dove avvengono eventi culturali di diversa natura, è un luogo di incontro dove si realizzano anche corsi di formazione, è ovviamente un luogo di lettura e di studio, è un infopoint culturale e diventa occasione per organizzare esposizioni», spiega Camillo Botticini, autore, con Francisco Mangado e Matteo Facchinelli del progetto della biblioteca nel parco a Legnano (i tre architetti hanno vinto la gara bandita dal Comune in qualità di soci di Substantial Architecture). «La biblioteca - continua Botticini - è anche un vero e proprio centro di orientamento culturale: oggi i libri si trovano anche in internet, ma il problema è orientare le scelte, individuare quali sono gli elementi più interessanti in un determinato momento, far cogliere anche in diversi ambiti l'evoluzione della cultura letteraria. Oggi il concetto di biblioteca va ancora oltre quello di mediateca francese: è un vero e proprio strumento di messa in relazione di tutte le istanze culturali su un determinato territorio. È un luogo di formazione culturale permanente per la cittadinanza». Il progetto di Legnano, giunto al definitivo è per ora in stand-by in quanto il comune è commissariato, ma racchiude in sé tutti i canoni di una biblioteca al passo coi tempi.


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