Progettazione e Architettura

Lo Human Technopole di Piuarch, a Milano il nuovo polo biomedico all'insegna del benessere

Mariagrazia Barletta

Lo studio milanese si aggiudica - in team con 3TI Italia, Seingim, J+S, Archimi - il concorso internazionale lanciato da Arexpo per l'Hq della Fondazione dedicato alla ricerca

Una grande piazza verde articolata su più livelli, pensata per mettere in connessione il nuovo edificio con Palazzo Italia ed il resto del campus. E poi una sorta di piazza coperta, un grande atrio attraversato da ballatoi e passerelle. Infine un giardino pensile di 3mila metri quadri sul tetto. Sono i tre elementi chiave del progetto firmato dallo studio Piuarch per il nuovo headquarter della Fondazione Human Technopole nel Milano Innovation District (ex area Expo). È arrivata lo scorso venerdì 3 aprile, in una conferenza stampa tenutasi on line, la conferma dell'aggiudicazione del concorso internazionale di progettazione allo studio milanese guidato da Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario. Fanno parte del team vincitore: 3TI Italia, Seingim, J+S, Archimi e i consulenti Massimo Acerboni e Cornelius Gavril.

Il nuovo edificio sarà il quartier generale dello Human Technopole, l'istituto italiano di ricerca per le scienze della vita che svilupperà approcci personalizzati a medicina e nutrizione per contrastare cancro e malattie neuro-degenerative, integrando genomica, analisi di big data e lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche. Il nuovo volume, che sorgerà in un'area contigua al Palazzo Italia, si svilupperà su dieci piani, per complessivi 16.500 mq dedicati ai laboratori per la ricerca scientifica. Vi troveranno posto, tra gli altri, laboratori di biochimica e biologia molecolare, strumentazioni scientifiche d'avanguardia e fino a 800 postazioni di lavoro per ricercatori. In aggiunta saranno disponibili ampi spazi comuni, sale riunioni e aule per eventi e corsi di formazione. L'intero campus dello Human Technopole, di cui il nuovo edificio farà parte, includerà Palazzo Italia e altri due edifici esistenti (i padiglioni Nord e Sud).

Per la costruzione dell'opera firmata Piuarch è previsto un investimento sino a 94,5 milioni di euro. Per costruire l'edificio si prevede siano necessari 1.100 giorni consecutivi, pari a circa tre anni. «Sarà una sede innovativa e sostenibile di un'istituzione che è interamente dedicata al benessere dell'uomo», sottolinea Monica Tricario. «Dal benessere dell'uomo sono partite le nostre riflessioni progettuali, abbiamo pensato a lungo al rapporto che c'è tra la funzionalità degli spazi e la loro qualità architettonica. Sembrano per certi versi due cose in conflitto, ma esistono nella storia esempi meravigliosi di edifici molto funzionali ma anche molto poetici e belli». «Il benessere dell'uomo è stato un ragionamento centrale e si è esteso, non solo al benessere che verrà dato alle persone dalle scoperte che verranno fatte in questo luogo, ma anche al benessere delle persone che vi lavoreranno», ha aggiunto l'architetto. L'edificio sarà ricco di spazi di relazione e confronto e sono proprio questi luoghi a costituire l'anima del progetto.

«Il nostro progetto – ha esordito Germán Fuenmayor - si organizza attorno a tre spazi: un parterre attrezzato, ossia una grande piazza verde; una piazza coperta all'interno dell'edificio e un giardino pensile in copertura. Questa piazza verde pubblica è lo spazio che mette in connessione il nuovo edificio con le architetture già presenti nel campus, come per esempio Palazzo Italia. L'abbiamo immaginato come un elemento paesaggistico, con una topografia artificiale di piani inclinati che suggeriscono una divisione tra gli spazi di flusso». Dalla piazza - continua Fuenmayor - «si prosegue attraverso l'edificio che si trova sollevato». Dunque la permeabilità del piano terra è uno dei punti cardine del progetto. «Cuore del progetto è un enorme spazio che costituisce una piazza coperta, che si ispira alla piazza tradizionale italiana come luogo civico di scambio. Essa è attraversata ai vari livelli da passerelle, da luoghi gradonati, da luoghi di incontro», aggiunge ancora Fuenmayor. Da una parte del grande atrio vi sono i laboratori, dall'altra gli uffici.

«Per noi questo spazio (l'atrio, nda) costituisce la trascrizione architettonica dei valori che un'istituzione come lo Human Technopole promuove, che sono la ricerca medica con la massima etica e trasparenza», ha spiegato l'architetto. Infine si arriva al giardino pensile in copertura caratterizzato da due falde inclinate che diventano un motivo iconico per l'edificio. «Il nostro progetto è stato concepito come un ecosistema altamente sostenibile. Le coperture verdi e la grande piazza verde consentono un corretto utilizzo delle acque piovane, inoltre è stata implementata una grande quantità di impianti fotovoltaici sia sulle coperture sia sui vetri delle facciate, che permetteranno un apporto significativo al fabbisogno energetico dell'edificio che immaginiamo in perfetta simbiosi con l'ambiente», conclude Fuenmayor. Infine, da quanto è emerso dalla presentazione, gli spazi interni sono pensati per ottenere la massima flessibilità d'uso nel tempo.

«Il nuovo palazzo Human Technopole rappresenta un investimento fondamentale per il benessere e la salute dei cittadini e un modo concreto per rafforzare la comunità scientifica in Italia e preparala alle sfide future», ha sottolineato Marco Simoni, presidente della Fondazione Human Technopole. «Qui verrà formata la prossima generazione di ricercatori. Sarà la principale sede dei nostri laboratori in cui lavoreranno scienziati con expertise e competenze diverse. Ospiterà strumenti e tecnologie all'avanguardia che verranno messi a disposizione della comunità scientifica per promuovere progetti di ricerca condivisi e collaborazioni con istituti europei ed internazionali», ha aggiunto il direttore dello Human Technopole Iain Mattaj. «Il grande palazzo dei ricercatori di Human Technopole rappresenterà una eccellenza per la ricerca italiana proprio nel cuore di Mind, l'ecosistema dell'innovazione che si sta realizzando nell'area di Arexpo. Laboratori e tecnologie all'avanguardia si fondono con bellezza e funzionalità per un luogo destinato a diventare un punto di riferimento anche a livello internazionale», ha sottolineato il presidente di Arexpo Giovanni Azzone.

I crediti del progetto


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