Progettazione e Architettura

A Genova l'ex silos Hennebique verso la rinascita: mix funzionale con alloggi temporanei, hotel e coworking

Mariagrazia Barletta

L'"edificio-macchina" dismesso negli anni '80 sarà rigenerato dalla cordata guidata dal costruttore lombardo Vitali Spa, con Roncello Capital e la società di progettazione Starching

Un basamento permeabile e due grandi corti interne. E poi un mix di funzioni, con una prevalenza di uffici, residenze temporanee e hotel. Prima con l'aggiornamento dell'accordo di programma del 2012, e il conseguente recepimento della variante al Puc, e ora con la conclusione del bando di concessione, si inizia concretamente a scrivere il futuro dell'ex silos granario Hennebique, nel porto di Genova. L'edificio-macchina, monumento di interesse storico-artistico sin dal 2007, racchiude la storia delle origini del cemento armato. Il primo impianto (poi ampliato) venne infatti realizzato tra il 1899 e il 1901 dalla ditta Porcheddu di Torino, concessionaria, per il Nord Italia, del sistema brevettato da François Hennebique. Ad aggiudicarsi la concessione per la riqualificazione e gestione dell'imponente edificio, di proprietà dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Mar Ligure occidentale, è il gruppo lombardo Vitali Spa, operatore attivo in Italia nel settore real estate, nello sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari e di infrastrutture, in cordata con Roncello Capital, società esperta nella gestione, nel restauro e riqualificazione di edifici monumentali. A tredici anni dal primo accordo di programma, si sblocca la rinascita di un compendio strategico per la riqualificazione dell'area portuale di Ponte Parodi.

Il concept proposto con l'istanza di concessione dai vincitori
L'idea progettuale presentata dai vincitori - sviluppata con Starching - prevede un basamento permeabile e poroso. All'interno, due grandi corti rettangolari (di 12 per 36 m) si fanno largo nella maglia delle celle, per portare luce nel corpo di fabbrica profondo 33 metri. La cubatura sottratta con la creazione delle corti viene traslata in copertura con l'aggiunta di nuovi e trasparenti volumi. Si prevede la conservazione del prospetto verso il mare (rivolto a sud), delle testate est ed ovest e del corpo monumentale centrale.

Viene giudicato modificabile, invece, il grande fronte verso la città, per il quale si ipotizza l'apertura di nuove bucature, facendo comunque prevalere il pieno sul vuoto. Da progetto, le superfici praticabili totalizzano quasi 40mila mq per ospitare: un fitness center (1000 mq), spazi per cultura e intrattenimento (circa 2mila mq), uffici, coworking e incubatori di impresa legati all'università (quasi 10mila mq), spazi per il commercio (circa 4mila mq), una «food court» (quasi 5mila mq), residenze temporanee (quasi 11mila mq) e hotel (quasi 7mila mq). «Le funzioni devono considerarsi flessibili e potranno variare in conseguenza dello sviluppo tecnico del progetto, delle esigenze di mercato e delle necessità legate alla commercializzazione degli spazi», inoltre «le superfici lorde di pavimento potranno anche essere ridotte», si legge nel business plan.

L'ipotesi alla base della proposta progettuale prevede la concessione di un diritto di godimento sull'immobile per 90 anni (come da bando), a favore di un veicolo costituito e partecipato dai proponenti e da altri investitori, che verrebbe gestito ed amministrato da una società di asset management. Il canone annuale da corrispondere all'Adsp, dall'ottenimento dell'agibilità, è di 375mila euro. È inoltre previsto un contributo pubblico di 10 milioni di euro, a valere sulle risorse attribuite all'Adsp dal decreto Genova. Il progetto «Hennebique» è inserito, infatti, nel Programma straordinario di investimenti urgenti per lo sviluppo del porto, proposto dall'Adsp e adottato a gennaio 2019 dal Commissario straordinario per la ricostruzione del Viadotto sul Polcevera, Marco Bucci. Programma previsto appunto dal decreto Genova.

La storia pluridecennale della tentata riconversione dell'Hennebique
Per l'ex silos (dismesso negli anni Ottanta) la svolta è arrivata con la modifica dell'accordo di programma del 2012, stipulato fra Regione Liguria, Provincia, Comune e Autorità portuale e che puntava alla riqualificazione dell'area di Ponte Parodi, ossia l'area che gravita intorno alla banchina che, secondo l'idea di UNStudio (vincitore di un concorso internazionale nel 2000), avrebbe dovuto trasformarsi in un centro polifunzionale e in una grande piazza verde. Già l'accordo del 2012 aggiornava il precedente Adp che nel 2007 aveva previsto l'insediamento dell'università nell'ex silos. Nel 2013 l'allora Autorità portuale pubblica un bando per l'affidamento in concessione del compendio Hennebique, ma nessuno si fa avanti. Nel 2015 il nuovo Puc, recependo i contenuti dell'Adp del 2012, assoggetta l'area di Ponte Parodi a disciplina speciale. Tale area, suddivisa in sette lotti, comprende la ristrutturazione dell'edificio Hennebique.

A gennaio 2018 viene sottoscritto un accordo quadro tra l'Adsp, il Comune, la Regione, la Soprintendenza e il dipartimento di Architettura e Design dell'Università di Genova. L'obiettivo è approfondire la conoscenza dell'edificio e valutarne lo stato di conservazione. L'infruttuosità della gara del 2013 e gli studi derivanti dall'accordo quadro fanno emergere la necessità di intervenire sull'Adp del 2012, per sottoporre l'Hennebique ad una disciplina speciale. In particolare, appare evidente la necessità di superare la rigidità delle destinazioni d'uso decise con l'accordo del 2012. Si procede dunque all'aggiornamento dell'accordo di programma del 2012. A febbraio 2019 il Consiglio comunale adotta gli atti propedeutici alla modifica dell'Adp, compresi gli stralci cartografici e normativi per la modifica del Puc. Per avviare il procedimento di accordo di programma, a marzo 2019 si svolge la prima seduta della conferenza di servizi. L'accordo viene poi concluso il 21 giugno 2019 con una seconda conferenza.

Tra le due sedute, l'Autorità di sistema portuale pubblica l'invito a presentare istanze di concessione demaniale marittima (non soggetta al Codice degli appalti) per l'edificio Hennebique. Due sole le istanze arrivate all'Adsp nel termine fissato (31 ottobre 2019). Il gruppo olandese partecipante – si legge nel relativo provvedimento di esclusione – non indica tra le referenze un'operazione di ristrutturazione o di realizzazione immobiliare di almeno 10mila mq di Sla, come richiesto dall'invito, e non allega la garanzia provvisoria. Non trasmettendo nei termini la documentazione richiesta, gli olandesi vengono esclusi e l'Hennebique va al gruppo lombardo (l'avviso di aggiudicazione è stato pubblicato sulla "Gazzetta europea" del 12 febbraio). Ora l'iter procedurale prevede il parere definitivo del Comitato di gestione dell'Authority sull'istanza di concessione.

Le norme generali (aggiornate) del Puc
Intanto, recependo i contenuti del nuovo accordo, le norme generali del Piano urbanistico ammettono per l'Hennebique: servizi pubblici, parcheggi pertinenziali, infrastrutture di interesse locale, residenze, strutture ricettive alberghiere, connettivo urbano (escluse sale da gioco, sale scommesse e bingo), uffici e negozi (la destinazione commerciale non può superare il 10 per cento della superficie totale). Gli interventi dovranno inoltre «assicurare la conservazione planovolumetrica dell'edificio, con l'eventuale eliminazione dei corpi aggiunti in epoca più recente privi di qualità costruttiva, architettonica e di funzionalità». È obbligatorio, inoltre, «prevedere la realizzazione di un percorso pedonale pubblico a sud affacciato sull'acqua e la riqualificazione/sistemazione delle aree esterne di connessione pedonale e veicolare con il contesto». L'attuazione degli interventi è subordinata al rilascio del permesso di costruire convenzionato.

La proposta progettuale


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