Progettazione e Architettura

Bressanone, nel quartiere barocco irrompe la stravaganza «full concrete» di Modus Architects

Mariagrazia Barletta

Lo studio fondato da Sandy Attia e Matteo Scagnol inserisce nella città altoatesina un edificio che non passa inosservato, anche perché ospita l'ufficio turistico

Superfici curve, costruite intorno ad un grande platano, modellano il nuovo edificio. Le facciate scendono a toccare il suolo solo in cinque punti, generando un grande sbalzo a protezione dello spazio pubblico. C'è un po' dell'essenza barocca della città nella nuova architettura realizzata a Bressanone (Bolzano) su progetto dello studio MoDusArchitects di cui sono titolari Sandy Attia e Matteo Scagnol. Nonostante alcuni richiami al contesto, l'edificio si impone come un oggetto con un carattere autonomo, pronto a richiamare l'attenzione dei turisti. Nel volume, che sorge sulla principale strada di ingresso alla città, accanto allo splendido Palazzo Vescovile che gli fa da sfondo, si è insediato l'ufficio di informazioni turistiche di Bressanone.

Come affermano gli stessi progettisti, l'edificio si ispira alla stravaganza dei due padiglioni incastonati negli angoli del muro di cinta del giardino del Palazzo Vescovile, detti torri cinese e giapponese, l'una con doppio tetto a pagoda, l'altra con copertura a cupola. Determinanti nella conformazione del nuovo edificio sono anche il grande platano, che l'architettura abbraccia, e la memoria del precedente padiglione realizzato nel 1968 su progetto di Othmar Barth, autore di architetture-gioiello in Alto Adige, come l'asilo ad Egna (che sarà ampliato su progetto di Markus Scherer). Non senza scontentare qualcuno, il nuovo infopoint turistico prende il posto del raffinato padiglione concepito da Barth. Di «omicidi architettonici perpetuatisi sin dal 1800» parlano i progettisti. Difatti sono diversi i padiglioni per i visitatori che sono stati demoliti e sostituiti nella città altoatesina, in ultimo l'edificio firmato da Barth che appariva come una sorta di leggera e minimale pensilina. Per esigenza della committenza (l'associazione turistica di Bressanone, che ha scelto i progettisti tramite concorso a inviti), il nuovo edificio è più grande del precedente. Lo studio MoDus si pone l'obiettivo di riproporre la stessa leggerezza e ariosità della precedente struttura. Se per i collettori di acqua calda della rete di teleriscaldamento, realizzati sempre a Bressanone, MoDusArchitects sceglie di alternare forme concave ad altre convesse per modellare la piccola architettura, nel caso del padiglione informativo, ad eccezione di un lato rettilineo, il perimetro è tutto formato da superfici concave.

Insolite come le torri del giardino vescovile, le curve dell'edificio, realizzate in calcestruzzo bocciardato lasciato a vista, si alzano dal suolo per mezzo di cinque arcate, dando vita ad un piano terra trasparente e permeabile. Quasi interamente vetrato, il piano terra accoglie il pubblico. Al contrario, il piano superiore è estremamente introverso e contiene gli uffici amministrativi. Dietro ad alcuni dei punti di contatto tra facciata e suolo sono posizionati il corpo scale e i servizi. Il carattere autonomo dell'oggetto scultoreo è confermato dalle piccole e inusuali bucature che si aprono nel "guscio" di calcestruzzo, che, per forma, un po' ricordano quelle della Torre Einstein di Erich Mendelsohn.


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