Progettazione e Architettura

Parigi, ecco l'asilo «nomade» ideato dallo studio italo-francese Djuric Tardio Architectes

Mariagrazia Barletta

Una architettura itinerante, facilmente smontabile e ricostruibile, frutto di un concorso. La struttura è stata collocata all'ingresso dei «Jardin du Luxembourg»

Micro-asili itineranti, da realizzare prevalentemente «off-site». Strutture da assemblare sul posto, magari nei parchi urbani, per far fronte alla domanda, anche temporanea, di scuole per l'infanzia. In Italia l'idea è rimasta sulla carta, intrappolata tra le mura museali; la Ville Lumière invece l'ha sposata, ne ha ampliato il campo di applicazione, e l'ha realizzata. All'ingresso dei «Jardin du Luxembourg», il vivace e storico parco al centro di Parigi, è stato inaugurato un asilo di legno e metallo, un'architettura nomade, smontabile e facilmente ricostruibile. Il progetto, frutto di un concorso del 2017, è dello studio italo-francese Djuric Tardio Architectes (realizzato con gli ingegneri dello studio tedesco Bollinger + Grohmann).

La nuova struttura è parte di un progetto più ampio. In collaborazione l'Assistance publique hôpitaux de Paris (una sorta di confederazione degli ospedali di Parigi e del suo hinterland), l'amministrazione ha infatti realizzato quasi contemporaneamente altri due asili nei poli ospedalieri Bichat e Trousseau (progettati rispettivamente dagli atelier parigini QuAtro Architecture e A19 Architecture). Tutti rispondono alla stessa logica: sono strutture modulari, smontabili, che si possono assemblare nuovamente in siti diversi da quello d'origine, reimpiegando gran parte del materiale usato. Il tutto con cantieri a impatto quasi nullo per i cittadini o per gli utenti dei nosocomi. L'idea degli asili effimeri, lo studio guidato da Caroline Djuric e Mirco Tardio l'aveva elaborata anni fa, immaginando un prototipo da costruire nei parchi urbani. Il progetto prendeva il nome di «Sticks» perché la struttura esterna si ispirava ai bastoncini del gioco cinese dello Shanghai. Si trattava di una micro-architettura a basso costo, tutta in legno, pensata per essere prodotta in serie e rispondente ai principi della bioclimatica. Quel progetto, insieme al relativo modello, era stato esposto, a cavallo tra il 2013 e il 2014, al Maxxi a Roma, nella mostra «Erasmus Effect» che documentava le storie degli architetti italiani trasferitisi all'estero.

La struttura che ha preso forma a Parigi (per 48 bambini) rimpiazza provvisoriamente un asilo chiuso per lavori, situato non lontano dal parco. I concetti chiave che hanno ispirato «Sticks» restano intatti, ma l'architettura e il principio costruttivo cambiano nell'asilo nel «Jardin du Luxembourg». Per la struttura primaria in metallo i progettisti si sono ispirati agli edifici «a portico» di Jean Prouvé, mentre per l'assemblaggio dei moduli lo studio italo-francese ha attinto alla tradizione giapponese. Essendo destinata a sostituire asili chiusi per ristrutturazioni, l'architettura è concepita per essere itinerante. Sosterà nell'oasi verde parigina due anni per poi essere trasferita nel tredicesimo arrondissement. Poggiando la struttura su piccoli piedini, allo smontaggio non resterà traccia sul suolo. L'involucro strutturale è stato prefabbricato in officina ed è modulare come ogni altro elemento della piccola architettura. L'asilo si sviluppa su 525 mq per un costo di 1milione e 880mila euro. Al fine di soddisfare molteplici esigenze, la struttura è anche assemblabile in diverse configurazioni, prestandosi ad ospitare svariate funzioni. Potrebbe essere utilizzata, ad esempio, anche come alloggio di emergenza.


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