Progettazione e Architettura

A Roma pronta la nuova sede «osmotica» dell'Ibm firmata dallo Studio Z14 di Alessandro Ridolfi

Mariagrazia Barletta

L'architetto dello studio romano ha interpretato le parole chiave indicate dal committente per il nuovo quartier generale: trasparenza, sicurezza e leggerezza

Generare un rapporto osmotico tra interno ed esterno, cercando quanto più possibile di "annullare" l'involucro massimizzando la superficie vetrata trasparente e controllando simultaneamente l'apporto dell'irraggiamento solare. Comunicare i valori dell'azienda tentando di rendere percepibili concetti astratti, come innovazione e futuro. Sono questi alcuni dei principi che hanno guidato il progetto della nuova sede di Ibm Italia, costruita nella Capitale, nei pressi della nuova Fiera di Roma, lungo l'autostrada che giunge all'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci. Il progetto architettonico è dello studio Z14 – Alessandro Ridolfi Architetto. «Ibm ci ha dato delle parole chiave su cui lavorare, rappresentative dell'azienda: trasparenza, sicurezza e leggerezza. Da qui l'idea di costruire un edificio completamente trasparente dove la sensazione fosse quella di lavorare all'esterno, dentro ad una nuvola», spiega Alessandro Ridolfi. «Volevamo – continua - che le persone lavorassero in un luogo in costante dialogo con l'ambiente circostante, ma anche dinamico e innovativo».

Nelle tre torri, che svettano a partire da un basamento comune, si punta sulla trasparenza dell'involucro nel tentativo, seppure ideale, di annullare il confine tra interno ed esterno. «Abbiamo utilizzato vetri extra-light», precisa Ridolfi. Per proteggere la superficie vetrata dall'irraggiamento solare è stato creato un sistema di schermatura che avvolge l'headquarters. I brise-soleil richiamano le fasce orizzontali del noto logo dell'Ibm e conferiscono unitarietà e dinamicità alle tre torri, «costituiscono anche una metafora del modo in cui in informatica viene rappresentato il flusso di informazioni», precisa ancora l'architetto. Le sinuose lame orizzontali caratterizzano il complesso e assecondano la richiesta del committente di avere un quartier generale in cui le persone vedendolo «percepissero di entrare nel futuro», racconta Ridolfi. La conformazione e il posizionamento dei brise-soleil «deriva da simulazioni e studi dell'apporto solare», riferisce ancora l'architetto. «Nei punti i cui – in base alle simulazioni – non avevamo necessità di avere schermature, i brise-soleil si interrompono», in modo da portare al limite la trasparenza a vantaggio del ricercato rapporto osmotico tra interno ed esterno.
Il basamento, «costituisce una sorta di piazza all'interno dell'edificio» ed ospita al suo interno le funzioni più pubbliche (accoglienza dei clienti, mensa, una sala conferenze, etc..). Per portarvi la luce naturale sono stati realizzati dei piccoli patii che lo percorrono per tutta l'altezza, in uno dei quali trova spazio anche un giardino interno.

Il progetto di interior design (750 postazioni per più di mille persone grazie allo smart working) ha contato sull'esperienza di importanti nomi, quali: Degw e Fud, brand del Gruppo Lombardini 22, e Iosa Ghini Associati. Il basamento dell'headquarters, composto da lastre di cemento grezzo, rappresenta la parte solida, che entra in contrapposizione con la trasparenza delle tre torri. «Il design all'avanguardia si coniuga con ottime performance energetiche, abbiamo anche coinvolto uno dei massimi esperti in materia: il professore Gerhard Hausladen di Monaco», aggiunge Ridolfi. «A completamento del nuovo intervento – continua - abbiamo progettato, insieme alla professoressa e architetto Lucina Caravaggi, il parco archeologico, la cui realizzazione è quasi completata. Nasce dal ritrovamento del tracciato dell'antica via Portuense, che era di pertinenza del comparto». Ne scaturisce un percorso pedonale lineare che «restituisce la memoria del paesaggio antico della zona». Tornando al nuovo complesso di edifici, «la realizzazione – conclude Ridolfi - ha rappresentato un'eccellenza: in 23 mesi abbiamo costruito tutto, abbiamo iniziato a gennaio 2017 e il cantiere è stato chiuso a novembre 2018. A febbraio 2019 è stata completata la parte interna».

I crediti del progetto


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