Progettazione e Architettura

Europan 2019, riqualificazione all'insegna dell'acqua: ecco i progetti vincitori per i siti italiani di Laterza e Varbania

Mariagrazia Barletta

Il miglior progetto per valorizzare Laterza è dei giovani progettisti romani Luca Petroni, Edoardo Fabbri, Maria Pone, Margherita Erbani, Francesca Melissano, Francesco Scillieri (collaboratori Miriam Di Nardo e Antonio Pone). I vincitori della riqualificazione dello stabilimento Acetati a Verbania sono la greca Metaxia Markaki e l'italiana Simona Ferrari

L'acqua per ravvivare Laterza, ma anche per trasformare lo stabilimento dell'ex Acetati a Verbania. È l'oro blu, oltre ad una forte sensibilità verso i temi dell'ecologia e della resilienza, l'elemento che più di ogni altro accomuna i due progetti risultati vincitori della sezione italiana di Europan 15, il concorso internazionale biennale che coinvolge i progettisti under 40. Quest'anno sono stati 47 i siti candidati (900 i progetti presentati), sparsi tra dodici Paesi d'Europa, con l'Italia che ha partecipato con le città di Laterza (Taranto) e Verbania. Il miglior progetto per la valorizzazione di un sistema di piazze a Laterza, dove insediare attività produttive che possano dare impulso all'economia locale, è di un gruppo di giovani romani, composto da Luca Petroni, Edoardo Fabbri, Maria Pone, Margherita Erbani, Francesca Melissano, Francesco Scillieri, con i collaboratori Miriam Di Nardo e Antonio Pone. Per la riqualificazione dello stabilimento Acetati a Verbania è stato scelto il progetto del duo italo-greco formato dalle trentenni Metaxia Markaki e Simona Ferrari.

È l'acqua il fil-rouge del progetto di rivitalizzazione del sistema di tre piazze della città di Laterza. Per l'area oggetto del concorso, posta tra il centro storico e la città consolidata, il team vincitore ha proposto la realizzazione di un nuovo sistema di canalizzazioni e vasche per la raccolta dell'acqua piovana. Sistema che diventa occasione per valorizzare e rendere attrattivi gli spazi pubblici, per introdurre nuove attività e per mettere a punto un piano di marketing territoriale che scommette su artigianato, cultura e turismo. L'acqua si lega alla tradizione locale e diventa un elemento di promozione e valorizzazione della città. Innanzitutto l'acqua richiama l'antica sapienza costruttiva che ha prodotto città concepite come perfette macchine idrauliche, con sistemi ingegnosi di raccolta, conservazione e smaltimento. Al contempo si lega alla formazione dei canyon della Gravina e si intreccia con le principali attività della città pugliese, tra cui la produzione della maiolica. Vasche di raccolta dell'acqua piovana, canalizzazioni e anche giochi d'acqua diventano l'elemento caratterizzante e unificatore del sistema di spazi pubblici, che include tre importanti piazze. Canalizzazioni e vasche, realizzate in superficie, nascono innanzitutto da un'esigenza di tipo pratico: risolvere problematiche di regimazione della acque meteoriche, che rendono la città vulnerabile alle abbondanti piogge.

I progettisti immaginano di inserire nuovi usi e nuove attività commerciali e artistiche trasformando spazi sottoutilizzati in elementi strategici del piano di valorizzazione del territorio. Le vasche di raccolta dell'acqua (piene solo in caso di eventi climatici intensi) diventano luoghi di vita quotidiana quando restano asciutte. Per esse i vincitori hanno immaginato svariati usi: eventi all'aperto, mercatini, giochi, etc.. Il progetto che si è aggiudicato il concorso per la riqualificazione dell'ex stabilimento Acetati a Verbania parte dal considerare il torrente San Barnardino (che lambisce per una piccola parte l'area di progetto) come una sorta di corridoio ecologico che, grazie alla mobilità dolce, può collegare le rive del Lago Maggiore con il territorio alle sue spalle. A partire da questo si snoda, nel sito dell'ex Acetati, una sequenza di spazi pubblici che riconnette l'ex area industriale all'acqua. Il sito viene immaginato come un mix tra natura e cultura, produzione e vita quotidiana. Il progetto, in particolare, punta sulla conservazione dei fabbricati più significativi, sulla demolizione di molte strutture esistenti, sostituite con pochi nuovi volumi. L'obiettivo è realizzare un polo del riuso, che tra l'altro - secondo l'idea lanciata dai vincitori - dovrebbe riciclare parte del materiale proveniente dalle demolizioni degli ex capannoni industriali della fabbrica, che fu della Montedison (poi passata alla Acetati SpA), per ricavarne mobili e materiali edili.

Il polo dovrebbe far insediare artisti, designer, artigiani, imprenditori e laboratori universitari per sviluppare nuove competenze per il riciclo dei materiali. Il paesaggio fluviale trova continuità nell'area di progetto, attraversata da una passeggiata concepita come una sequenza di spazi pubblici fluidi e dinamici, da delineare coinvolgendo la comunità e gli attori locali. Tra i progetti presentati per riqualificare il sistema di piazze a Laterza, è stato premiata con un secondo posto la proposta del team padovano composto da Fabiana Cortolezzis, Giada Thuong Campigotto, Andrea Babolin e Francesco Bortolato. La menzione speciale va al progetto dal titolo "Upcyclingravina" del team marchigiano formato da Caterina Rigo, Benedetta Staccioli, Martina Campanelli, Nicolò Agostinelli, Claudia Massioni, Leonardo Binni. Anche Verbania ha un secondo classificato, si tratta del progetto di Grazia Carioscia che ha partecipato con i collaboratori Alice Barreca, Sarah Damiana Russo, Ambra Seghesio e Guido Pavia. Ai vincitori va un premio di 12mila euro, agli autori dei progetti segnalati sono assegnati 6mila euro.


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