Progettazione e Architettura

In Austria il resort si trasforma in un teatro per osservare la natura grazie al design dello studio noa*

Mariagrazia Barletta

Un centro wellness dotato di un struttura, in cemento e vetro aperta sul massiccio montuoso che separa l'Austria dalla Germania

Il punto di partenza può essere un'immagine, un concetto o addirittura un processo. Questi diventano d'ispirazione per creare atmosfere originali e sempre nuove, che generano armonia tra l'architettura e i suoi interni e tra l'architettura e il suo contesto. E, per la proprietà transitiva, anche tra gli spazi interni dell'edificio e il rispettivo contesto. È questo uno dei caratteri distintivi dei progetti dello studio bolzanino noa*, fondato da Lukas Rungger e Stefan Rier.

A Saltusio (Bz), l'ampliamento dell'hotel concepito da noa* trae ispirazione dal ciclo di produzione della mela; la casa ai piedi dello Sciliar attinge dalla tradizione costruttiva locale e dai vecchi fienili. Ma nell'ultimo progetto tutto ha origine da un concetto inconsueto per la funzione da affrontare. Questa volta il principio-guida è il teatro. È il teatro la fonte di ispirazione per la nuova zona wellness del Mohr Life resort a Lermoos, comprensorio sciistico e turistico austriaco, distante un'ottantina di chilometri da Innsbruck. Il modello classico della spa viene innovato.

La nuova struttura, in cemento e vetro, si adatta al declivio, insinuandosi nel prato immediatamente a valle del complesso alberghiero. Se l'architettura è la platea, il palcoscenico è quello costruito dalla natura: le vetrate della nuova spa godono della vista sull'ampia vallata dell'Ehrwalder Becken, dominata dal massiccio dello Zugspitze che separa l'Austria dalla Germania.

«È proprio la montagna, presenza maestosa e carica di energia, il banco di prova del nostro intervento», spiega Christian Rottensteiner, partner dello studio noa*. «Il monte Zugspitze, in particolare, per bellezza, forza e complessità formale è indubbiamente l'elemento ispiratore e, direi – continua l'architetto - il protagonista del progetto. La nuova area wellness, infatti, è pensata come la platea di un teatro, da cui ammirare quello straordinario spettacolo della natura. In pieno relax e in piena sintonia con il paesaggio. La nostra sfida è quella di creare architetture che espandano e rendono più intensa la percezione degli spazi. Luoghi capaci di dare benessere ed emozioni nuove a chi li frequenta». La parte fuori terra nasce dalla composizione di cubi con ossatura di cemento armato e superfici di vetro, che compongono una cortina compatta che man mano si disgrega verso valle per dar vita ad una piscina all'aperto.

«L'uso di una superficie vetrata riflettente regala un risultato inatteso e scenografico: i volumi edificati quasi si annullano, diventando una sorta di schermo sul quale va in scena la gigantesca silhouette del monte Zugspitze. Non solo. La piscina, che lambisce il fronte vetrato della spa per tutta la sua lunghezza, raddoppia a sua volta l'immagine della montagna in un gioco di rimandi e riflessi cromatici di grande impatto», riferiscono allo studio noa*. All'interno, le aree relax sono pensate come dei palchi orientati verso la montagna. Qui le soluzioni di design si moltiplicano: alle maxi-altalene appese al soffitto si affiancano spazi raccolti e più chiusi, ed altri avvolti da tendaggi o inseriti in coni metallici. Il piano terra contiene, tra i diversi ambienti, anche un piccolo bistrot che ricorda la hall di un cinema.

Il centro dell'edificio è inoltre segnato da una scenografica scala elicoidale. Ognuna delle "isole" che compone la spa ha fattura artigianale ed è stata realizzata su progetto di noa*. All'interno, anche i tessuti, dai cotoni al velluto, rimandano al mondo del teatro. Le luci declinano in diverso modo il tema della sfera di vetro. Ancora una volta, in alcuni ambienti, assumendo la forma di un nastro di lampadine, le luci rimandano ai camerini di teatro. La piscina ripropone gli stessi criteri progettuali impiegati per dar forma e caratterizzare gli interni. Punteggiata da sei "box", ricalca la struttura dell'edificio. Ognuna delle sei "scatole" garantisce una particolare esperienza sensoriale.


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