Progettazione e Architettura

Londra, al posto della casa vittoriana l'appartamento-yacht firmato da Flow Architecture con l'atelier italiano Magrits

Mariagrazia Barletta

Demolizione e ricostruzione a Kensington con interni sinuosi e suggestivi che ricordano il design delle barche di lusso. Tra gli autori l'italiana Maria Grazia Savito

La luce entra prepotentemente nel mezzo di una stretta e profonda casa vittoriana di Kensington, uno dei quartieri più esclusivi di Londra, e diventa il pretesto per rivoluzionare gli interni dell'edificio a schiera datato 1851. E non solo. Lo studio anglo-tedesco Flow Architecture, con base a Londra, con Magrits, atelier londinese dell'italiana Maria Grazia Savito, ha terminato l'intervento di pressoché totale demolizione e ricostruzione dell'antica dimora della quale è rimasta intatta la sola facciata su strada mentre quella retrostante è stata ricostruita così com'era ad eccezione dell'aggiunta di un "box" leggero, vetrato, che ha esteso la zona giorno della casa. Lo studio Flow Architecture, fondato da Annarita Papeschi e Vincent Nowak, nasce nel 2013 e si muove tra la progettazione architettonica (è molto attivo in ambito residenziale) e la ricerca a scala urbana.

I due soci hanno lavorato a lungo come lead architect nello studio Zaha Hadid Architects e il dinamismo, mai casuale, frutto dell'ingegno della compianta progettista irachena, influenza il progetto del duo italo-tedesco che ha nel suo Dna una profonda esperienza nel campo della ricerca. Ben inserito nell'ambito residenziale londinese anche lo studio Magrits. L'intervento di trasformazione realizzato a Kensington, che ha previsto anche uno scavo dal quale è stato ricavato un piano interrato, è stato complesso, anche perché l'edificio è nella «Abingdon Conservation Area», ossia un'area di interesse architettonico e storico, da preservare. Dunque, l'operazione di ristrutturazione ha dovuto fare i conti con diverse restrizioni progettuali, che tra l'altro imponevano la conservazione dell'aspetto esterno dell'edificio. Il progetto risponde comunque al bisogno espresso dalla committenza di superare la rigidità degli spazi e di rischiarare gli interni, anche per poter esporre la propria collezione d'arte.

La rigidità del layout viene superata con spazi articolati e fluidi, che non solo sono pensati per massimizzare la penetrazione dei raggi luminosi, ma le loro sinuosità diventano scultoree e possono essere percepite in modo diverso con il mutare del colore e dell'incidenza della luce. Soprattutto, gli ultimi due livelli dell'abitazione sono attraversati da un squarcio sinuoso che culmina con un lucernario sul tetto. Viene a crearsi uno spazio che funziona quasi come una corte interna, seppure l'ambiente non sia a cielo aperto, che capta la luce e la diffonde nella casa, portandola, in un moto verticale, dal tetto ai piani più bassi. Lo stesso accade con la scala illuminata dalla luce zenitale proveniente dal lucernario sul tetto.

Una serie di spazi a doppia altezza, inoltre, permette allo sguardo di spaziare verso l'alto. Con la vetrata sul retro, in aggetto rispetto al filo della facciata, la zona giorno viene ampliata e messa in connessione diretta con l'esterno, dove è stato ricavato un piccolo giardino privato con sedute e percorsi sinuosi organizzati intorno ad un grande noce. Qui gradini, sedute e muri, formati da pannelli di Grc (Glass-reinforced concrete), generano linee dinamiche coerenti con gli interni.


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