Progettazione e Architettura

A Milano apre il cantiere del nuovo «campus urbano» progettato da Som e promosso da Allianz

M.Fr.

Conto alla rovescia per i nuovi uffici nel complesso immobiliare progettato negli anni '60 da Gio Ponti, Piero Portaluppi e Antonio Formaroli

Milano sta per dire addio a un pezzo di architettura anni '60 firmata da Gio Ponti, Piero Portaluppi e Antonio Formaroli e si appresta a salutare il "refurbish" con il design di Som, il super studio Usa selezionato con un concorso dal promotore immobiliare e proprietario del complesso in questione. Il proprietario e promotore è Allianz - attraverso l'immobiliare del gruppo, Allianz Re - mentre il complesso in questione è quello di Corso Italia 23-25. Complesso che ha finora ospitato gli uffici del gruppo assicurativo è invece un cantiere dove saranno realizzati nuovi spazi per uffici in linea con la più avanzata tendenza internazionale che punta a creare spazi sempre più informali, aperti, flessibili, gradevoli e funzionali. Se i tempi saranno rispettati, i lavori si concluderanno nel 2022. L'intero complesso conta quasi 50mila mq di superficie coperta in un area pregiata di Milano, a un passo dall'iconica Torre Velasca.

L'obiettivo del promotore - come hanno spiegato i top manager Alexander Gebauer, Ceo di Allianz Real Estate e Donato Saponara, Head of Transactions West Europe e Country Head Italia di Allianz Real Estate - è di creare un "campus urbano" che permetterà ai futuri occupanti di scegliere liberamente quali tecnologie integrare, a seconda delle esigenze operative. Il sistema degli spazi di lavoro, articolato in funzione dei diversi profili di utilizzo, sarà collegato a vari spazi ricreativi e/o di servizio come il fitness center, il business center, l'area retail e la food hall. Il baricentro del complesso sarà la corte interna, una piazza dove si concentra al massimo livello uno degli obiettivi che sottende all'intero progetto, che è quello di favorire l'interazione, la collaborazione e la creatività.

I progettisti spiegano che il committente ha voluto superare un approccio meramente conservativo, prediligendo, compatibilmente con la salvaguardia dei materiali, «una riflessione sulla facciata come elemento urbano interconnesso con l'ambiente circostante, che definisce la qualità dello spazio collettivo e, di conseguenza, la sua fruizione». La presentazione del cantiere, lo scorso due ottobre, è stata anche l'occasione per inaugurare una mostra che illustra il progetto e le varie fasi dell'intervento. La mostra ("Lavori in Corso… Italia 23") resta aperta fino al 6 ottobre.

La scheda del progetto


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