Progettazione e Architettura

A Brescello (Re) lo studio Efa firma il nuovo centro ricerca e sviluppo di Immergas

Mariagrazia Barletta

Lo studio fondato da Emilio Faroldi, ha progettato un'architettura pratica, funzionale e geometrica, ma anche elegante e misteriosa

Un tempio moderno per il lavoro che si lascia plasmare da ragioni funzionali, dove i sistemi costruttivi di tipo industriale sono nobilitati da un'immagine architettonica che condivide con la musica i concetti di armonia, proporzioni e ritmo. A Brescello (Re), all'interno della cittadella di Immergas, azienda produttrice di apparecchi per il riscaldamento domestico e di edifici, lo Studio di Architettura Efa di Parma, fondato da Emilio Faroldi, ha progettato il centro di ricerca e sviluppo, con laboratori, sale test e uffici per oltre 60 tra esperti e ingegneri che testano i prodotti, progettano sistemi ibridi evoluti, sviluppano impianti controllati elettronicamente, lavorano a soluzioni di intelligenza artificiale. Il nuovo complesso, composto da due edifici paralleli messi in connessione nel mezzo da un volume trasparente che funziona da ingresso, è stato realizzato accanto alla pluripremiata Domus Technica, firmata Iotti + Pavarani Architetti.

La complessa macchina tecnologica
All'interno del distretto aziendale di Immergas, il nuovo centro di ricerca (2.900 mq), battezzato Laboratorium, è una macchina tecnologica complessissima. Spazi per diverse attività si alternano a cavedi tecnici che alloggiano gli impianti per l'alimentazione delle caldaie. Una cabina speciale simula condizioni climatiche estreme per testare le apparecchiature a temperature e umidità differenti; mentre una camera semi-anecoica serve a riprodurre un ambiente dove il silenzio è quasi assoluto, in modo da cogliere anche le minime variazioni di rumore negli elementi da testare. Tutto ciò è contenuto nella "scatola" architettonica. Ecco che allora gli aspetti funzionali hanno la precedenza. «Il nostro è un approccio funzionalista, cioè parte dalla pianta per poi tradurre in prospetto l'esigenza funzionale primaria», riferisce Pietro Chierici, socio con Maria Pilar Vettori dello studio Efa. «Abbiamo progettato – continua - un'architettura pratica, concreta, di facile montaggio». «Lavorare con degli elementi prefabbricati, ma al tempo stesso riuscire ad ottenere un'immagine architettonica efficace, sono stati gli obiettivi. Abbiamo ricercato – a parlare è ancora Chierici - una partitura ed un ritmo che rispondessero all'aspetto funzionale interno e al contempo costituissero anche un segno leggibile da chi occasionalmente passa davanti all'edificio». Il riferimento è alla strada provinciale su cui il nuovo centro prospetta. L'edificio entra in dialogo con la strada attraverso un fronte ritmato dall'alternanza di elementi prefabbricati in cemento e specchiature vetrate che danno luce agli ambienti di lavoro.

Armonia e musica per le facciate
«L'architettura è musica pietrificata»: il concetto espresso da Goethe rispecchia l'approccio alla composizione delle forme seguito dallo studio Efa, sul quale influisce la passione per la musica del suo fondatore. Nel caso del Laboratorium di Brescello, l'architettura trae dal mondo della musica il suo ritmo, inoltre, l'alternanza di rientranze e sporgenze in facciata, pur rispondendo a pratiche esigenze funzionali e costruttive, si ispira alla sequenza di tasti bianchi e neri del pianoforte. Geometrie pure ed essenziali, ma anche facilmente riconoscibili e che giocano con il contrasto tra luce e ombra. La necessità di avere ampi ambienti, privi di qualsiasi elemento di interruzione, insieme all'esigenza di mantenere in stretta relazione diverse aree funzionali, ha condotto lo studio a scegliere una tipologia a padiglione e una struttura portante a portale, con pilastri e setti in calcestruzzo armato e travi di collegamento ad unica campata. La natura tecnologica del luogo si palesa nei due cubi dalla "pelle" in lamiera metallica verniciata, che costituiscono il centro del Laboratorium. «L'obiettivo è stato usare materiali molto semplici, che spesso connotano gli stabilimenti industriali, facendoli lavorare in modo armonico», spiega Laura Piazza, senior architect dello studio Efa, che ha seguito le fasi di progetto e di cantiere. Quanto ai cubi "metallici", «l'uno contiene i magazzini e al piano superiore le macchine che fanno funzionare tutto il complesso; nell'altro ci sono le sale riunioni», continua Piazza.

Spazi esterni sistemati per rafforzare l'idea di campus
Tra i due edifici paralleli che compongono il Laboratorium sono stare ricavate due corti. «Gli spazi esterni, risistemati, sono stati trattati come elemento unificatore del nuovo con la preesistenza», riferisce ancora Laura Piazza. È stata creata una gerarchia di percorsi con l'obiettivo di generare un dialogo spaziale con gli edifici preesistenti. Spazi ribassati trattati a verde, alternati ad aree attrezzate con sedute fisse, sono pensati come luoghi di incontro.

I CREDITI DEL PROGETTO


© RIPRODUZIONE RISERVATA