Progettazione e Architettura

A Milano il palazzo dell'800 si sposa con il contemporaneo: superfici a specchio nel restyling di Vittorio Grassi

Francesca Oddo

Il complesso direzionale Principe Amedeo 5, commissionato da Covivio, ha comportato una ristrutturazione radicale che esalta il contrasto tra l'edificio storico e l'involucro moderno

A pochi passi da Brera, e in prossimità dei giardini intitolati a Indro Montanelli, si trova un nuovo tassello della rigenerazione urbana che sta caratterizzando Milano in questi ultimi anni. Si tratta del progetto "Principe Amedeo 5", un intervento di riqualificazione che trasforma quella che a partire dal 1850 fu la sede del consolato americano in un prestigioso edificio per uffici. L'intervento, che porta la firma di Vittorio Grassi, è stato commissionato da Covivio, società immobiliare nata alla fine del 2018 dalla fusione fra la francese Foncière des Régions e l'italiana Beni Stabili, che nel 2019 investirà 600 milioni in progetti di sviluppo a Milano. Recentemente Covivio, con lo studio Carlo Ratti associati e l'esperto ambientale Habitech, si è aggiudicata una parte di "Reinventing Cities", il bando internazionale per la rigenerazione urbana e ambientale promosso da C40, network di città impegnate nella lotta al cambiamento climatico, di cui Milano fa parte.

Il progetto di Grassi, che distribuisce 500 postazioni su cinque piani per un totale di circa 9mila mq, esprime un elegante ed equilibrato lavoro di interazione fra la memoria dell'edificio storico e il linguaggio contemporaneo attraverso il quale la ristrutturazione è stata condotta. Nulla è stato sottratto alla fisionomia ottocentesca dell'edificio, anzi, i tratti innovativi dell'intervento contribuiscono a sottolinearne il prestigio e la raffinatezza. Ancora, dimostrano come il palazzo si presti perfettamente al confronto con la cultura progettuale contemporanea. L'intervento, il cui costo non è stato reso noto, affronta il restauro, l'ampliamento e il progetto degli interni combinando la qualità degli spazi esistenti con la flessibilità e la versatilità che l'ufficio di oggi richiede. Gli elementi esterni sui quali il progetto si concentra in particolar modo sono la corta interna, tipica del tessuto storico milanese, e la copertura. La prima è frutto di un importante ripensamento dello spazio in chiave green: liberato dai posti auto, oggi ospita un giardino impreziosito da un nuovo volume vetrato a doppia altezza destinato a spazi di lavoro e di condivisione.

Questa nuova presenza - una "scatola" dalle linee pulite ed essenziali - conferisce alla corte un carattere scenografico, oltre a produrre l'eco visiva del palazzo con le sue superfici specchianti. La storia, in questo modo, si racconta sul e nel presente sfogliando una nuova pagina di vita. La seconda, la copertura, è stata demolita per realizzare una sopraelevazione di 600 mq (destinata a uffici) circondata da un tetto giardino e da grandi terrazze con vista sulla città. Come per il volume della corte, anche per quello sulla copertura è stata scelta una superficie specchiante che questa volta riproduce lo skyline urbano lungo i suoi profili e aggancia visivamente il palazzo alla più ampia dimensione della città. Internamente -nell'atrio, nelle scale e negli spazi comuni- il progetto reinterpreta l'edificio storico con rivestimenti murali costituiti da trame verticali in bassorilievo abbinate a portali in legno di rovere, pavimenti in basaltina e importanti lampadari che valorizzano le decorazioni in gesso delle volte.

Negli ambienti ufficio l'intervento coniuga gli ampi spazi esistenti alle esigenze del lavoro contemporaneo. La cura per i dettagli, il disegno e il colore dei nuovi serramenti, l'illuminazione diffusa e puntuale, le pavimentazioni sopraelevate definiscono un'atmosfera sobria e dalle linee attuali. Grande attenzione poi è stata riservata alla sostenibilità, grazie all'utilizzo di materiali ecologici riciclati o riciclabili, come il legno lamellare di faggio per le facciate continue accompagnato da vetri selettivi serigrafati, e all'installazione di pompe di calore ad aria e di pannelli fotovoltaici in copertura. «Negli ultimi decenni Milano è molto cambiata - racconta Grassi -. La città è in una fase di rigenerazione e sempre più "inclusiva" e "verde". Abbiamo ringiovanito questo edificio storico con nuove funzioni, ma seguendo concetti di sostenibilità e condivisione, con una visione ecologica ad ampio spettro».


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