Progettazione e Architettura

Ad Aosta Modostudio e Zero4uno ingegneria vincono la valorizzazione dell'area archeologica

Mariagrazia Barletta

Un progetto flessibile che consente la valorizzazione e la fruizione del Teatro Romano e della Porta Praetoria

Seguire un approccio prima di tutto urbanistico, con un duplice obiettivo: ridefinire i margini del sito archeologico e riconnettere parti del tessuto cittadino. Poi, scendere di scala, fino alla definizione dei dettagli. Un progetto non "blindato", bensì facilmente adeguabile alla futura definizione di diverse priorità e ad una realizzazione per fasi. Sono questi i pilastri su cui poggia la proposta con cui Modostudio, affiancato dallo studio veneziano Zero4uno ingegneria per la progettazione strutturale e impiantistica, è risultato primo al concorso, bandito dalla Regione Valle d'Aosta, per la valorizzazione del comparto "Aosta Est", comprendente emergenze archeologiche di grande valore, tra cui il Teatro romano e la Porta Praetoria. La graduatoria, per ora provvisoria, diventerà definitiva entro le prossime due settimane.

Uno sguardo allargato alla città
Per arrivare alle scelte strategiche, il progetto dello studio romano, guidato da Fabio Cibinel, Roberto Laurenti e Giorgio Martocchia, si basa su un'analisi alla scala urbana, andando bel oltre il comparto "assegnato". Un'azione inevitabile - racconta Giorgio Martocchia - per un'area così complessa, «dove l'impianto romano, quello medievale e il tessuto contemporaneo si sovrappongono». Il progetto si pone l'obiettivo di valorizzare l'area archeologica, oggi quasi nascosta nel tessuto urbano, mettendola in relazione diretta con le principali emergenze del comparto (tra le quali la Torre dei Balivi e la Porta Praetoria), con il rivisitato piazzale dell'ex birreria (ad ovest del Teatro) e, allargando lo sguardo, con il resto della città. Per ottenere questo risultato viene proposto un circuito pedonale che si serve di passerelle sopraelevate rispetto alla quota archeologica. Un percorso che lambisce l'area del Teatro su tre lati (senza sovrapporsi a questa), per poi dirigersi verso la Torre dei Balivi, più a nord. Dunque, nuovi tracciati e spazi pubblici, aperti a tutti, non solo ai visitatori, sono studiati per migliorare la fruizione del sito, rendendolo parte integrante della città.

Una nuova piazza con dignità urbana
Quanto alla zona di visita dell'area archeologica, percorsi chiari (l'idea è conservare le passerelle di legno esistenti), dotati di aree didattiche per migliorare la leggibilità delle vestigia, sono messi in connessione con i nuovi tragitti urbani. La biglietteria viene ridisegnata e riposizionata in modo da «lasciare aperta la visuale delle mura dalla Porta Praetoria e dal centro», racconta ancora Giorgio Martocchia. Il piazzale cosiddetto dell'ex birreria, adiacente all'area archeologica, oggi sede di diversi eventi, «diventa una vera e propria piazza porticata, affacciata sugli scavi, con la dignità di piazza cittadina». Uno spazio adatto a ospitare eventi e che si presta a più configurazioni. A caratterizzarlo è una «copertura porticata di acciaio, che ha lo stesso linguaggio che abbiamo utilizzato per la struttura di accesso alla Tour Fromage», continua l'architetto. La Tour Fromage, una dimora costruita nel XII secolo in appoggio alle mura romane, «viene valorizzata inserendo tutte le connessioni verticali necessarie per farla diventare parte di un sistema espositivo. Una scala esterna diventa un punto panoramico sugli scavi».

Coerenza architettonica e nella scelta dei materiali
I progettisti hanno scelto la pietra di Cogne per gli arredi urbani e blocchetti di porfido e pietra di Luserna per le pavimentazioni del nuovo percorso pubblico. «Sono i materiali attualmente utilizzati all'interno del tessuto urbano. Con questa scelta abbiamo voluto dare risalto all'idea di continuità tra il sito e la città stessa», sottolinea Martocchia. «Il progetto affronta compiutamente le questioni proposte dal bando, sia con coerenza architettonica che con sensibilità archeologica»: è il giudizio della giuria, assistita dal presidente dell'Ordine degli Architetti di Bologna Pier Giorgio Giannelli, coordinatore del concorso. La commissione, presieduta da Roberto Domaine, soprintendente per i beni e le attività culturali della Regione Valle d'Aosta, era composta da: Gabriele Sartorio, funzionario della struttura Patrimonio archeologico; Raffaele Rocco, coordinatore del dipartimento Programmazione, risorse idriche e territorio; Maurizio Carones, rappresentante del Consiglio nazionale degli Architetti; Vincenzo Latina in rappresentanza dell'Ordine degli Architetti della Valle d'Aosta. Il bando prevede l'affidamento ai vincitori di tutti i gradi di progettazione, compresi la direzione dei lavori, la contabilità e il coordinamento per la sicurezza, per un onorario complessivo di 777mila euro. Il budget per la valorizzazione del sito è di 4,3 milioni di euro, che trovano copertura in fondi Por Fesr 2014/20 e in risorse regionali.


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