Progettazione e Architettura

Biennale Architettura 2020, chi è Alessandro Melis, il curatore del Padiglione Italia

Mariagrazia Barletta

«Comunità resilienti» è il tema scelto dell'architetto - nato a Cagliari e socio fondatore dello studio Heliopolis 21 AA - per il Padiglione Italia della 17esima Biennale

Dopo la nomina del curatore della 17esima Biennale di Architettura che si terrà a Venezia nel 2020, arriva anche il nome del responsabile del Padiglione Italia. È Alessandro Melis, architetto nato a Cagliari, classe 1969, socio fondatore dello studio Heliopolis 21 Architetti Associati con sedi a San Giuliano Terme (Pisa), Berlino e Portsmouth (Inghilterra). Proprio come Hashim Sarkis, Melis è un progettista molto attivo, ma anche docente e ricercatore universitario. Il suo profilo è in linea con le prospettive che si erano potute leggere tra le righe nelle dichiarazioni dell'architetto libanese subito dopo la nomina, deliberata dal Cda della Biennale lo scorso 19 dicembre, quando Sarkis si era detto pronto a collaborare con architetti provenienti da tutto il mondo per immaginare come affrontare le nuove sfide globali. E, tra le sfide possibili Melis ne ha scelta una universale e indifferibile. Il "suo" Padiglione Italia affronterà i temi, tra loro connessi, «del cambiamento climatico e della resilienza delle comunità», ha anticipato il ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli. Il progetto, selezionato dal ministro nell'ambito dell'istruttoria effettuata dalla direzione generale Arte e Architettura contemporanea e Periferie urbane, è intitolato «Comunità resilienti».

Melis ha conseguito un dottorato di ricerca in Progettazione architettonica e urbana presso l'Università degli Studi di Firenze. Sostenibilità e ambiente sono i temi che Alessandro Melis affronta nella sua ricerca universitaria. È infatti direttore del cluster for Sustainable Cities della University of Portsmouth, un struttura di ricerca che affronta i temi della sostenibilità e dell'ambiente con sguardo interdisciplinare, mettendo insieme architettura sostenibile, pianificazione urbana, scienze sociali, Ict e ingegneria. L'obiettivo: creare soluzioni innovative per affrontare le sfide globali poste dall'urbanistica del 21esimo secolo. Inoltre, per l'Università di Portsmouth, Melis ha fondato il Media Hub, un polo nato con l'obiettivo di studiare l'innovazione tecnologica nel campo della progettazione climatica ed ambientale. Innovativo anche l'approccio perché nell'hub gli studenti sono al contempo discenti e ricercatori. L'integrazione di Bim, computazione e fluidodinamica nella progettazione climatica, costituisce una delle innovazioni di carattere accademico attribuite a Melis. È stato inoltre curatore e key speaker in numerose conferenze e simposi presso istituzioni come il MoMA a New York e la China Academy of Art. Attualmente coordina progetti di ricerca internazionali sulla resilienza in architettura, finanziati con fondi di ricerca internazionali.

L'architetto è co-fondatore con Gian Luigi Melis dello studio Heliopolis 21. Diversi i concorsi internazionali vinti e le collaborazioni importanti. Con Coop Himmelb(l)au e Arx lo studio vinse, nel lontano 2006, il concorso internazionale per la riqualificazione e l'ampliamento del polo fieristico di Riva del Garda (Trento). Un progetto concretizzatosi solo di recente (dopo un ridimensionamento) e che comprende l'estensione del centro fieristico e la realizzazione del palasport (attualmente le gare per l'affidamento dei lavori sono alle battute finali). Con Diener & Diener Architekten, Obermeyer Planen + Beraten, AEI progetti lo studio Heliopolis 21 ha inoltre progettato il polo universitario nell'area degli ex stabilimenti farmaceutici Guidotti, per l'Università di Pisa. Nata da un concorso anche piazza Montanelli a Fucecchio (Pisa), quasi terminata. Tra i progetti più importanti, firmato con gli studi Arx e Technè, spicca il nuovo ospedale di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza della Fondazione Stella Maris Irccs nell'area di Cisanello, a Pisa. Un veliero bianco dalle linee morbide che si inserirà in un parco urbano, frutto di un concorso vinto nel 2016.
Il nome di Melis è «stato individuato al termine di una procedura di selezione a cui sono stati invitati a partecipare cinque nomi rappresentativi del panorama nazionale». Inoltre «la selezione dei curatori è stata eseguita tenendo conto delle esperienze maturate in campo nazionale e internazionale, garantendo la presenza di giovani ed affermati curatori», specifica il ministero in una nota.


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