Progettazione e Architettura

Ad Alba in arrivo un “tempio” dedicato al tartufo, ecco il progetto del Museo firmato ASArchitects con Narciso Piras

Francesca Oddo

Le strutture museali saranno due: una ad Alba, nel Complesso della Maddalena, l’altra a Montà d'Alba, in un ex-convento del Quattrocento

A realizzare il Mudet - Museo del Tartufo sarà ASArchitects (Antonello Stella, Simone Braschi, Chiara Finizza) di Ferrara in collaborazione con Narciso Piras di Cagliari. È questo l'esito del concorso di progettazione bandito a maggio del 2018 dal Comune di Alba in collaborazione con il Comune di Montà d'Alba, la Fondazione per l'Architettura/Torino e il Centro Nazionale Studi Tartufo. Le strutture museali saranno due, una per territorio comunale, tenute insieme da un percorso narrativo condiviso. La loro realizzazione prevede un costo di circa 4 milioni di euro, non tutti ancora disponibili. L'importo sarà coperto in parte grazie a un programma già approvato di interventi di investimento (pari nel complesso a 3 milioni di euro) direttamente realizzabili dalla Regione Piemonte e indirettamente attraverso l'assegnazione di contributi a favore degli Enti Locali. Per le ulteriori risorse necessarie il Comune di Montà già dispone di quanto occorre grazie a un contributo della Fondazione Cassa Di Risparmio Di Cuneo.

Il concorso, espletato sulla piattaforma on line dell'Ordine degli Architetti di Bologna, ha previsto due gradi: il primo, aperto a tutti, mirava alla raccolta di idee, il secondo, riservato agli autori delle cinque migliori proposte selezionate senza formazione di graduatorie, puntava al loro sviluppo. Ad ASArchitects, che ha ricevuto il primo premio di 15 mila euro (come anticipo della parcella che si aggira intorno ai 180mila euro complessivi), spetta come da bando l'incarico per il “Progetto di fattibilità tecnica ed economica”. Non appena trovate le risorse, come da bando al vincitore saranno affidati i successivi livelli di progettazione. I due musei insisteranno all'interno di strutture già esistenti: il Complesso della Maddalena d'Alba, un ex convento risalente alla prima metà del Quattrocento, e lo spazio polifunzionale ipogeo realizzato di recente in piazza Vittorio Veneto a Montà d'Alba. Articolati su una superficie complessiva di circa 1.400 metri quadrati, i due musei documenteranno una cultura, quella del tartufo, che fra l'altro è stata candidata a diventare Patrimonio Immateriale Unesco.

Con un precedente di tutto rispetto, Casa Artusi a Forlimpopoli, e un progetto in divenire per un centro dedicato alla cultura gastronomica del territorio gallurese, Antonello Stella e il suo team affrontano il progetto per il Museo del Tartufo con l'obiettivo di esprimere le potenzialità di interazione fra il tema dell'architettura, quello del cibo e quello del territorio al quale quest'ultimo appartiene. A questa sensibilità si unisce la volontà di attuare un percorso di narrazione che sia attuale, contemporaneo, dinamico e flessibile, insomma allineato ai tempi in cui viviamo. «I progetti nelle due sedi, partendo dal fascino che il Tartufo genera nell'immaginario collettivo, puntano nel caso di Alba alla ridefinizione radicale di uno spazio statico e convenzionale in una nuova dimensione immersiva e coinvolgente proprio attraverso l'interazione tra materiali nuovi e tecnologie interattive, e nel caso di Montà all'enfasi derivata dalla suggestione dell'ipogeo come condizione naturale del Tartufo in un gioco di rimandi tra spazio reale e spazio immaginato. Architettura, ingegneria, cibo e contesto formano insieme l'idea stessa di un nuovo concetto di Museo incentrato sulla narrazione».


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