Progettazione e Architettura

Investimenti, Cappochin al governo: puntare sulle manutenzioni e sulle città con una politica coraggiosa

Q.E.T.

Il presidente degli architetti al convegno Feneal Uil sollecita una reazione per contrastare la recessione certificata ieri dall’Istat

«Per far ripartire l'edilizia serve una politica coraggiosa, che servirebbe all'intera economia considerati i dati preoccupanti sul Pil diffusi oggi dall'Istat, e che inauguri una nuova stagione basata su interventi destinati alla manutenzione strutturale, alla trasformazione e alla rigenerazione delle città che sono i luoghi dove si produce ricchezza: siamo nell'epoca delle città caratterizzate da profondi processi di concentrazione e di crescita urbana, in competizione, da una parte, con i sistemi urbani europei e mondiali, dall'altra con le diverse anime territoriali del Paese». Così il presidente degli architetti Giuseppe Cappochin in occasione dell'iniziativa “Infrastrutture e recupero urbano della città” organizzato a Milano dalla FenealUil.

“I dati del Cresme - ha aggiunto Cappochin - dicono che il mercato delle costruzioni è oggi costituito prevalentemente da una domanda di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio esistente che rappresenta il 74% del valore della produzione delle costruzioni: dei quasi 4,1 milioni di cantieri in essere nel 2017, 46mila erano relativi a nuove costruzione residenziale; 23mila a nuove costruzioni non residenziali; 51mila ad ampliamenti residenziali e 25mila a quelli non residenziali; 54mila alle opere pubbliche; e ben 3,9 milioni di cantieri erano relativi ad interventi di manutenzione estetica o strettamente funzionale».
«È in questo settore - conclude Cappochin - che, invece, si deve pensare in grande: la manutenzione deve, infatti, essere strutturale e riguardare intere parti di città, a partire dalle periferie e dalle zone più deboli, indirizzandovi - ad esempio - i prossimi fondi strutturali europei ed utilizzando politiche fiscali, incentivi e nuovi modelli normativi. Lo stesso approccio strategico serve per il sistema infrastrutturale: il Paese ha bisogno di un Piano che affronti il problema della qualità delle infrastrutture esistenti e della loro innovazione».


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