Progettazione e Architettura

Scicolone (Oice): bene il mercato dell’ingegneria ma bisogna tutelare la centralità del progetto

Q. E. T.

Le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate dalle 963 unità del 2017 alle 1.152 del 2018, con un aumento del 19,6%

Continua la crescita del mercato dei servizi di ingegneria e architettura. Secondo l'osservatorio Oice-Informatel, il 2018 è stato un anno positivo nel valore e in leggerissima riduzione per il numero dei bandi dei servizi di ingegneria e architettura: 5.890 gare per un importo complessivo di 1.250,2 milioni che, confrontati con i dodici mesi del 2017, mostrano il calo del 2,5% nel numero (+19,6% sopra soglia) ma l'aumento del 4,6% nel valore (-2,6% sopra soglia).

Sono invece meno brillanti i dati della parte del mercato che riguarda la sola progettazione di opere pubbliche, dopo il boom del 2017: nel 2018 le gare sono state 3.178 (-10,4%), per un importo complessivo di 617,3 milioni (-27,9%). Escludendo i maxi bandi Anas del 2017, il valore dei dodici mesi sarebbe ad un più lusinghiero +9,6%.

«Il dato positivo del 2018 è la crescita del mercato dei servizi di ingegneria e architettura – ha dichiarato Gabriele Scicolone, presidente Oice – mentre il dato negativo è rappresentato da un calo della parte del mercato che riguarda i servizi di sola progettazione, anche se va valutato l'impatto dei 59 maxi accordi quadro Anas dell'ultimo bimestre 2017, che hanno pesato per quasi 300 milioni sui conti dell'anno. Comunque è ormai assodato che si è usciti dalla deriva recessiva degli anni precedenti al codice dei contratti pubblici, nei 32 mesi successivi all'entrata in vigore del codice, rispetto ai 32 precedenti, il numero dei bandi è cresciuto del 67,3% e il loro valore del 222,7%. È proprio per questo che, dopo questo miglioramento del dato di mercato, siamo preoccupatissimi per il clima destabilizzante relativo alle modifiche del codice che entrano ed escono da provvedimenti all'esame del Parlamento».

«Temiamo che ciò possa avere ripercussioni sull'andamento della domanda. Auspichiamo – ha continuato – che si arrivi presto a quelle piccole e urgenti modifiche necessarie al rilancio del settore. Ribadiamo la nostra contrarietà alla statalizzazione del mercato della progettazione operata con la Struttura di progettazione di cui alla legge di bilancio e al tentativo, già posto in essere con alcuni emendamenti al decreto semplificazioni, di ripristinare l'incentivo per la progettazione da parte delle pubbliche amministrazioni. Si pensi invece a trovare meccanismi per escludere legittimamente le offerte con ribassi eccessivi e si adeguino i compensi alle nuove attività come quelle legate al Bim o ai nuovi oneri derivanti dall'inserimento dei Cam nella progettazione. Il tutto – ha concluso il Presidente Oice – per difendere quel principio di qualità e centralità del progetto e del progettista che riteniamo fondamentale per migliorare l'efficienza della spesa e assicurare criteri di sicurezza».

Per quanto riguarda i bandi di progettazione, in dicembre sono state bandite 334 gare (132 sopra soglia), per un valore di 86,8 milioni (76 sopra soglia), rispetto al precedente mese di novembre il numero sale del 65,3% e il valore del 101,7%; rispetto a dicembre 2017 si registra un aumento del 2,1% in numero ma un calo del 40,6% in valore.
Nel mese di dicembre sia il numero sia il valore delle gare per servizi di ingegneria e architettura sono aumentati: ne sono state rilevate 573 per un valore di 176 milioni: +40,4% in numero e +112,6% in valore rispetto a novembre. Nel confronto con dicembre 2017 è -0,3% per il numero e -5,3% per il valore, calo modesto se si considerano i 35 maxi accordi quadro Anas per complessivi 104,7 milioni pubblicati a dicembre 2017.

Le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate dalle 963 unità dei dodici mesi del 2017, alle 1.152 del 2018, con un aumento del 19,6%. Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea il numero dei bandi presenta, nello stesso periodo, una crescita più modesta: +10,6%. Cresce nei dodici mesi del 2018 l'incidenza del nostro Paese continuando però ad attestarsi su un modesto 3,9%, un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Germania 24,1%, Francia 24%, Polonia 13,1% e Svezia 4,3%.


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