Progettazione e Architettura

A Milano selezionate grandi firme internazionali per trasformare gli ex-scali ferroviari

Mariagrazia Barletta

Chiusa la prima fase del concorso lanciato da Fs Sistemi Urbani e Coima. Nomi di notorietà mondiale insieme a importanti nomi italiani selezionati dalla giuria presieduta da Perrault

Ci sono anche i big dell'architettura tra i nomi dei finalisti del concorso per l'elaborazione del masterplan per la riqualificazione degli ex scali ferroviari Farini e San Cristoforo a Milano. Si è conclusa la prima fase, svoltasi in forma palese, della competizione internazionale bandita lo scorso 22 ottobre da Fs Sistemi Urbani e da Coima Sgr. La commissione, presieduta dall'architetto francese Dominique Perrault e assistita dal responsabile unico del concorso Leopoldo Freyrie, ha selezionato i team guidati da Baukuh, Oma, Arup, Grimshaw, Kengo Kuma and Associates Europe. Oggetto di valutazione sono stati i team con le relative referenze e l'approccio metodologico illustrato in riferimento allo sviluppo dei progetti di rigenerazione. Si apre così la seconda fase, questa volta anonima, che si concluderà con la selezione del miglior masterplan. Quest'ultimo, sottoposto a dibattito pubblico, sarà funzionale alla stesura di piani attuativi propedeutici alla riqualificazione delle due aree. La proclamazione del vincitore è prevista ad aprile.

La squadra dello studio milanese Baukuh, autore della Casa della Memoria a Milano, è composta da giovani emergenti. Ad affiancare Baukuh ci sono i milanesi di Onsitestudio, che nella città meneghina hanno riqualificato l'ex fabbrica Ansaldo, oggi sede di Base Milano, gli svizzeri Emanuel Christ e Christoph Gantenbein noti per i pluripremiati progetti realizzati in ambito museale, tra cui il recente ampliamento del Kunstmuseum di Basilea. C'è lo studio di Rotterdam Atelier Kempe Thill, specializzato nei settori dell'urbanistica, dell'edilizia abitativa e nella realizzazione di edifici pubblici. Infine: i paesaggisti di Lola, anch'essi con base a Rotterdam, la società italiana di ingegneria e architettura Tekne e la engineering internazionale Cundall.

Con il colosso Oma di Rem Koolhaas ci sono il giovane studio Laboratorio Permanente di Milano fondato da Nicola Russi e Angelica Sylos Labini e i noti paesaggisti dello studio Vogt Landscape Architects. Il team conta anche sullo studio parigino di Philippe Rahm, il cui lavoro – segnato dalla ricerca sui fenomeni climatici intesi come nuovo strumento per la composizione architettonica - ha avuto grande risonanza internazionale. Fanno parte del team: NET Engineering, la società italiana che progetta, tra l'altro, infrastrutture, sistemi e soluzioni di ingegneria per la mobilità integrata; Ezio Micelli, docente all'Iuav, esperto, tra l'altro, di valutazioni economico-finanziarie di piani e progetti e di partenariato pubblico-privato nelle trasformazioni urbane; Temporiuso.net, associazione culturale che promuove il riuso temporaneo di spazi in abbandono; la società italiana di consulenza Arcadis Italia e Luca Cozzani, architetto.

Arup Italia fa squadra con l'ormai famoso studio norvegese Snøhetta, autore, tra le altre cose, del Teatro dell'Opera di Oslo e del museo-memoriale dell'11 settembre costruito a Ground Zero. Nella squadra compaiono: Grant Associates, studio di progettazione del paesaggio con basi a Bath e Singapore, Systematica, società di consulenza nei settori della mobilità e del transport planning con sede principale a Milano, e con il colosso Golder. Lo studio guidato da sir Nicolas Grimshaw conta su un team anglo-italiano, che mette insieme l'esperienza nei campi della rigenerazione urbana e dell'elaborazione di masterplan dei londinesi di Urban Silence, la grande esperienza di Elioth e la competenza degli studi italiani Antonio Perazzi, esperto in progettazione del paesaggio, Sec e Dap studio, il noto studio milanese diretto da Elena Sacco e Paolo Danelli.

Il giapponese Kengo Kuma è affiancato da Mab Arquitectura dei siciliani Floriana Marotta e Massimo Basile e dallo studio italo-francese Laps arquitecture, co-diretto da Fabienne Louyot e Salvator-John A. Liotta. Tra l'altro, i due studi Laps e Mab hanno già collaborato insieme, realizzando a Parigi un edificio misto con un centro civico (Patronage Laïque) e alloggi sociali per giovani lavoratori. Il team si avvale inoltre della competenza dei paesaggisti dello studio, di fama internazionale, Agence Ter, dell'esperienza trentennale della società italiana Via Ingegneria e dell'apporto di Franck Bouttè Consultants, vincitori, di recente, di un concorso per la rigenerazione urbana di un'area ferroviaria periferica di 4,5 ettari a Parigi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA