Progettazione e Architettura

A Marsiglia Alfonso Femia innesta un «creativity center» nell’edificio dell’università

Mariagrazia Barletta

Lo studio si è aggiudicato (attraverso un dialogo competitivo) il progetto di rinnovamento di uno spazio dell’école Centrale

Dall'analisi dei flussi, delle strutture, del sito, dal dialogo creativo con i vincoli, dai desideri della committenza maturati in una progressione di «scambi, riflessioni e confronti» e dall'ascolto delle aspettative degli utenti prende vita il progetto con cui lo studio Atelier(s) Alfonso Femia va a rianimare un’ala dell'edificio dell'attuale École Centrale di Marsiglia. In seguito a un dialogo competitivo, il Rettorato Aix-Marseille ha scelto lo studio italiano (con basi a Genova, Milano e Parigi) per rinnovare una parte dell'edificio in cui ha sede l'École Centrale, prestigiosa scuola francese di ingegneria. L'obiettivo è inserirvi il «Marseille Creativity Center», un polo della creatività che fa leva sul digitale, sulle nuove tecnologie e forme di produzione, che riunirà sotto uno stesso tetto un learning center, un learning lab, un fablab, un auditorium da 450 posti, un incubatore, uno spazio per mostre, una caffetteria e uffici. Il luogo è il tecnopolo di Château-Gombert (quartiere nord di Marsiglia), che mette insieme alta formazione, ricerca, imprese, due grandi scuole di ingegneria, raggiungendo punte di eccellenza nel campo della meccanica-energetica e nella formazione nei settori del digitale e delle tecnologie avanzate. La nuova cittadella della creatività si estenderà su quasi 3.500 metri quadri, distribuiti su sei piani, per un costo che sfiora i 5,2 milioni di euro, finanziati - insieme ad altri tre cantieri che andranno a rinnovare il campus dell'École Centrale - attraverso un «Contrat de Plan État-Région», ossia un contratto con il quale lo Stato e la Regione interessata si impegnano nella programmazione e nel finanziamento pluriennale di importanti progetti.

Continuità tra edificio, città e territorio
Il progetto cerca una forte dialettica con il contesto, nella convinzione che «edificio, città e territorio costituiscano un continuum», spiega Femia. Espressione che dà solo un'idea della complessità dell'approccio messo in campo per intessere una relazione forte ed autentica con il contesto. Ed è proprio al luogo, al contesto, ai flussi, che l'edificio si spalanca, attraverso, tra l'altro, «rampe e aperture a tutta altezza» e la «collocazione di un auditorium che diventa un luogo aperto», riferisce ancora Femia. Il progetto mette a sistema spazi interni ed esterni, ponendoli in stretta relazione. Lo stesso auditorium, aprendosi sia percettivamente che fisicamente verso l'esterno, dà vita ad una sorta di agorà che può essere animata in momenti di confronto culturale e didattico. Non solo, il lungo edificio in calcestruzzo, con i suoi 300 metri di facciata grigia, viene scosso fino a perdere la sua linearità. Anche il colore entra in gioco, animando strutture e percorsi, segnalando le nuove funzioni del polo creativo. Senza che sia privata della sua pelle, la preesistenza assomiglia, così, ad un nuovo edificio che ambisce ad essere un luogo emblematico per tutto il tecnopolo e il quartiere.

Spazi osmotici
Il progetto ha il duplice obiettivo di portare vitalità e dinamicità nel luogo e di generare un'atmosfera informale e rilassata, che possa favorire gli incontri e gli scambi. Di «contaminazione» e «spazio osmotico» parla Alfonso Femia, coerentemente con i migliori esempi di edilizia universitaria, che lasciano ampio spazio a luoghi intermedi, non specializzati, non legati ad una specifica funzione, ma conviviali, pensati per il team building e per favorire lo scambio di esperienze. Allo stesso modo, le parti principali del Creativity Center seguono tutte lo stesso file rouge: la creazione di spazi condivisi. «La procedura ha consentito alla committenza di prendere tempo e prendere tempo è differente da perdere tempo» sottolinea Alfonso Femia, elogiando il dialogo competitivo, procedura poco utilizzata in Italia, che certamente implica tempi più lunghi rispetto ad un normale concorso (nel caso del Marseille Creativity Center il dialogo ha preso avvio con la pubblicazione del bando ad aprile 2017). Tempi che consentono di raggiungere, in un confronto serrato con i progettisti, soluzioni ben calibrate e ponderate in relazione agli effettivi bisogni.

Al via a Marsiglia lo sviluppo dell'ex sito Renault
Il centro creativo universitario segue un altro progetto che l'Atelier(s) Alfonso Femia sta portando avanti insieme a Carta Associés, sempre a Marsiglia. Si tratta della riqualificazione dell'antico sito dell'industria automobilistica Renault (progetto 8e Art), una vasta operazione gestita Altarea Cogedim, tra le più grandi società di sviluppo immobiliare di Francia, con la regia della città di Marsiglia. È un progetto nato da un concorso ad inviti del 2012, vinto dagli studi 5+1AA e Carta Associés (com'è noto, a luglio 2017, lo studio 5+1AA ha cambiato il suo nome in Atelier(s) Alfonso Femia, in concomitanza con l'uscita del socio Gianluca Peluffo). La posa della prima pietra, lo scorso 22 ottobre, ha dato il via ufficialmente ai lavori del primo lotto. È un programma di rilievo per la città, che si attesta sul boulevard Michelet, un asse urbano che attraversa i quartieri dell'area sud di Marsiglia, dove, tra l'altro, si trova l'Unité d'habitation di Le Corbusier. «Abbiamo cercato di introdurre una certa qualità di vita in questo nuovo spazio urbano: spazi condivisi, verde; un piano terra permeabile; l'articolazione dei pieni e dei vuoti, la diversità combinata in una singola identità. Una risposta responsabile al sito». Così Femia introduce la strategia progettuale di un'operazione in cui la componente multigenerazionale e la mixité delle funzioni risultano basilari. Il primo lotto prevede la realizzazione di un complesso di nuove architetture, in cui troveranno posto: 11.800 mq di uffici, gli spazi della concessionaria Renault Michelet (5mila mq), 202 appartamenti (di cui 61 a prezzo calmierato), 90 appartamenti per anziani autonomi, e parcheggi sotterranei.

Creativity center (MC2) in un edificio dell’École Centrale de Marseille
I crediti del progetto
committente: Rectorat Aix-Marseille
architetto mandatario: Atelier(s) Alfonso Femia
architetti: Alfonso Femia
ingegneria strutturale: ITE Partenaires
ingegneria impiantistica: ITE Partenaires
ingegneria ambientale: Oasiis
ingegneria acustica: Peutz
ingegneria scenografica e audiovisiva: Ducks Sceno
ingegneria amianto: LMPR
responsabile di progetto: Marcello Morino
gruppo di progettazione: Julie Vogel, Stefano Delogu, Mario Di Sibio, Sara Massa, Mathilde Parois

Ristrutturazione del complesso Renault Retail Group Michelet a Marsiglia
I crediti del progetto
committente: Altarea Cogedim Provence
progetto architettonico e paesaggistico: Atelier(s) Alfonso Femia con Carta Associés
architetti: Alfonso Femia, Roland Carta
Impresa: VINCI Construction
BIM Manager: Syntesis
paesaggisti: Cabinet P.P. Petel
ingegneria strutturale: Artelia Bâtiment et Industrie
ingegneria impiantistica e ambientale: Artelia Bâtiment et Industrie
ingegneria facciate: Artelia Bâtiment et Industrie
ingegneria ambientale: OASIIS
ingegneria acustica: Acoustique et Conseil
decoratrice di residenze per anziani: Ana Moussinet Interior design
controllo sicurezza: APAVE
responsabile di progetto: Valentin Mazet, Arnault Sibille
gruppo di progettazione: Simonetta Cenci, Francesco Fusillo, Marie Fade, Mohamed Mathlouthi, Aude Rasson, Stefano Delogu, Simone Giglio, Aude Robert, Stephan Bernard, Charlotte Lovera, Gabriele Filipi, Vanessa Carbajo, Vera Messana, Paolo Oliva


© RIPRODUZIONE RISERVATA