Progettazione e Architettura

Premio Mies van der Rohe, ecco le 17 architetture italiane in corsa (e le opere di architetti stranieri in Italia)

Mariagrazia Barletta

Dal Palazzo di Giustizia parigino di Renzo Piano alla Torre Prada di Oma a Milano, dalla biblioteca ipogea di Werner Tscholl all’M9 di Venezia firmato Sauerbruch Hutton

In tutto 383 architetture di 38 Paesi diversi, di cui 17 progetti realizzati in Italia, a cui vanno ad aggiungersi cinque opere estere, firmate da architetti italiani con base in Italia o nel resto dell'Europa. Sono le opere in lizza per il Mies van der Rohe Award, l'ambito riconoscimento che ogni due anni premia l'eccellenza nel campo dell'architettura europea contemporanea. I nomi e i progetti sono stati rivelati ieri dalla Commissione europea e dalla Fondazione Mies van der Rohe.

In corsa per il premio ci sono il Renzo Piano Building Workshop con il Palazzo di Giustizia nell'ecoquartiere Clichy-Batignolles; Cino Zucchi Architects con l'headquarters della Lavazza a Torino; Oma con la Torre della Fondazione Prada a Milano. L'altoatesino Werner Tscholl partecipa con la biblioteca ipogea ricavata nell'abbazia benedettina di Marienberg, a Burgusio, frazione di Malles, nell'Alta Val Venosta. Park Associati gareggia con gli uffici milanesi di Engie, l'azienda francese operante nel settore dell'energia. Un progetto nato da un'operazione di retrofitting. Anche Guido Canali è in corsa con un edificio direzionale, si tratta del quartier generale di Prada ad Arezzo. Tra le nomination, l'M9, il Museo del Novecento inaugurato lo scorso 1° dicembre a Mestre, disegnato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton. Lissoni Architettura è stato selezionato per il progetto di un hotel (Casa Fantini) sul Lago d'Orta; mentre Maria Giuseppina Grasso Cannizzo concorre con un'abitazione nata da un intervento di recupero e di parziale demolizione e ricostruzione di un fabbricato rurale. Ne viene fuori una casa, con muri in cemento, incastonata nella collina di Modica (Ragusa).

Luca Peralta Studio e 3TI progetti sono in corsa con la pluripremiata scuola “Sandro Pertini”, realizzata, insieme al piazzale pedonale antistante, in zona 167 a Bisceglie. Doppia opportunità per Feld72, lo studio con sedi a Vienna e a Caldaro (Bolzano), che concorre con due progetti: un polo scolastico con biblioteca a Terento (Bolzano) e un complesso per uffici, con centro commerciale e parcheggio sotterraneo, nel cuore di Vienna. Progetto quest'ultimo realizzato con Schenker Salvi Weber Architekten. In corsa ci sono Toti Semerano, con l'atelier per l'artista Marco Bagnoli, realizzato tra le colline di Montelupo Fiorentino, e Elasticospa+3 con il recupero di antichi edifici nel centro di San Quirino, piccolo paese in provincia di Pordenone. Riconversione dell'esistente anche per lo studio Albori, che partecipa con il progetto di trasformazione di due edifici rurali in case per vacanze a Gremiasco (Alessandria). Tra i giovani, spuntano Babau Bureau e Elisa Brusegan con il progetto di accessibilità per la riserva naturale delle incisioni di Ceto, Cimbergo e Paspardo, sito Unesco nella Valle Camonica.

Anche la Biennale di Architettura di Venezia prende parte al Premio con la cappella progettata da Eduardo Souto de Moura per il Padiglione della Santa Sede sull'isola di San Giorgio e con il padiglione effimero per spettacoli di danza che le due curatrici, Yvonne Farrell e Shelley McNamara, hanno commissionato allo studio di Oslo Rintala Eggertsson Architects, realizzato a Forte Marghera, a Mestre. Restando alla piccolissima scala, vicino Brescia, troviamo una costruzione in legno, dove potersi isolare immergendosi nella quiete del bosco, progettata da Studio Associates.

Tra i progetti all'estero c'è la casa per un artista nel centro storico di Scutari, in Albania, firmata da Filippo Taidelli. Tra i progetti conclusi in Albania, più precisamente a Tirana, vi è anche il Museo nazionale albanese sulla Sorveglianza di Stato, ricavato in una casa utilizzata dalla Sigurimi, la polizia segreta che operava durante la dittatura di Enver Hoxha. A disegnarlo, per il ministero della Cultura, è stato il team composto da Studio Terragni Architetti (Elisabetta Terragni), xycomm e Daniele Ledda. Infine, il recupero e la trasformazione del castello di Wittenberg, in Germania, progettati dallo studio italo-tedesco, con basi a Berlino e Lugano, Bruno Fioretti Marquez (in team con ifb - frohloff staffa kühl ecker, AADe Stuve Architekten e DGI Bauwerk).

Il premio assegna 60mila euro al vincitore e 20mila euro ad uno studio emergente. Ci sarà un'ulteriore selezione che porterà ad un taglio netto della lista di candidati. A gennaio saranno svelati i 40 progetti della shortlist; a febbraio si conosceranno i nomi dei cinque finalisti. Infine, per l'annuncio del vincitore bisognerà attendere ad aprile. La giuria sarà presieduta da Dorte Mandrup, fondatrice e creative director dell'omonimo studio di architettura danese.


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